ARIANO IRPINO: LA LOTTA PER LA CHIUSURA DELLA DISCARICA DI DIFESA GRANDE

 

i giorni e le ore, storia della riapertura>>      il 18 e 19 giugno>>      dalle parole ai fatti>>      la lotta del 2004>>

 

MARZO 2004
LA LOTTA DELLA POPOLAZIONE                         DI ARIANO IRPINO
CHIUDE LA DISCARICA DI
DIFESA GRANDE

Giugno 2007
IL COMMISSARIATO PER L'EMERGENZA RIFIUTI, IL GOVERNO, I POLITICANTI DI ARIANO RIAPRONO LA DISCARICA DI
DIFESA GRANDE
  La lotta che nel 2004 aveva sancito la chiusura di Difesa Grande,  era avvenuta in un contesto nel quale la città era senza amministrazione e consiglio comunale.
Proprio quella mancanza determinò la forza del movimento di allora, deciso a farla finita con la discarica, senza scendere a compromessi.
Oggi, è proprio il comportamento dei politicanti locali ad affossare la lotta, a determinare la riapertura per venti giorni di Difesa Grande, a far passare quanto era stato stabilito dal Commissariato, dal Governo, dalla Provincia.
 

IL RIEPILOGO DEI FATTI


* Il governo (con un decreto legge e con un'ordinanza!) e il commissariato all'emergenza rifiuti dispongono la riapertura di Difesa Grande.
* Alla richiesta di riaprire per venti giorni -con promessa di bonifica- si oppone la popolazione del Tricolle che si mobilita: la riapertura contrasta con la chiusura del 2004 e la lotta che la rese possibile, contrasta col provvedimento di sequestro giudiziario della discarica, rischiando di rendere impossibile il proseguimento dell'inchiesta della magistratura; annuncerebbe in modo deciso l'apertura di altri sversatoi vicini.
*A differenza di quanto accadde nel 2004, alla testa del movimento non ci sono solo le associazioni, ma si pongono questa volta le istituzioni (sindaco, consiglio comunale) e i partiti della città, usando toni di fermezza e proclamando un NO incondizionato alla riapertura;
* tale posizione del sindaco, del consiglio comunale, dei partiti  dura fino a lunedì 18
-ora di pranzo o giù di lì-: nel pomeriggio, infatti, subentra l'ora della 'mediazione' (bisogna trattare, essere responsabili, ottenere quel che si può...), che avverrà nella capitale;
* martedì 19, partiti e istituzioni locali annunciano che da Roma si è ottenuto il massimo che si poteva, la discarica va riaperta! La gente è disorientata e vede cadere  il fine per cui lottava (impedire ogni riapertura di Difesa Grande); è rassegnazione e nel pomeriggio passano i primi compattatori tra una folla che fischia.
* La mediazione fatta passare per vittoria, cos'è mai? E'  l'inserimento nel decreto legge sui rifiuti, di quanto già era stato garantito o promesso senza convincere nessuno fino al giorno 18, e comporta:
1) la riapertura  contro cui la popolazione lottava, col conseguente conferimento a Difesa Grande di un'immensa quantità di rifiuti in venti giorni (sembra ben oltre le 100.000 tonnellate);
2) la bonifica, che era ed è un atto dovuto e non può essere considerata una conquista;
3) la garanzia che ad Ariano non saranno più localizzate discariche (e dove?): una garanzia beffarda poiché lo stesso decreto prevede la realizzazione dei siti di S. Arcangelo Trimonte e di Ischia di Savignano (appena oltre il confine del territorio comunale!); realizzazione ulteriormente facilitata dal cosiddetto accordo, che separa di fatto il fronte di lotta -soprattutto con Savignano e Panni. Diventa più difficile quindi anche l'obiettivo di evitare una nuova discarica a pochi chilometri da Difesa Grande! 

Sta per nascere il polo regionale della monnezza?

la lotta del 2004

storia della discarica

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per approfondire

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Il 19 giugno del 2007 la discarica di Difesa Grande è stata riaperta per 20 giorni (com'era stato già deciso dal Commissariato per l'emergenza rifiuti), dopo i quali è stata garantita la bonifica (com'era stato appunto già stabilito). I politicanti locali hanno deciso che quello che era stato stabilito e contro cui la popolazione lottava, fosse una conquista sufficiente a 'dismettere' e svendere la lotta.
 

LA CRONACA DEL 18 E 19 GIUGNO 2007 >>

I giorni e le ore. Storia della riapertura...

11 LUGLIO. Un'apposita commissione, con tecnici campani e pugliesi,  valuterà l'idoneità del sito di Savignano ad ospitare la discarica: tanto avrebbero concordato il governatore della regione Puglia, Vendola, ed il commissario all'emergenza rifiuti della Campania, Pansa, nel corso di una telefonata al termine del vertice di Bari, dedicato proprio alla situazione di Ischia di Savignano. Tutto bloccato, quindi, per la discarica di Ischia, in attesa del parere, vincolante, della commissione.

10 LUGLIO. I giornali scrivono sulla chiusura di Difesa Grande, ma anche sui momenti di tensione proprio in occasione della chiusura. Ora tocca alla bonifica, si scrive, e certamente è vero, ma non bisogna dimenticare la sostanza di questi giorni, non bisogna dimenticare cosa hanno significato i venti giorni di apertura intensiva della discarica. E neppure la questione della discarica di Ischia di Savignano: domani vertice alla regione Puglia per il sito di Ischia. Ieri la De Simone ha affermato che, per la natura del suolo, Ischia è un sito idoneo per la discarica, ma oggi giunge del tutto inattesa la notizia che il commissario all'emergenza rifiuti ha comunicato il rinvio a data da destinarsi delle procedure per l'occupazione del sito di Ischia di Savignano, prolungando quindi i tempi di realizzazione della discarica. Che all'origine del rinvio ci sia l'attesa per le decisioni della regione Puglia? 
Discarica a Savignano, Vendola verso il no IL MATTINO NAPOLI 10 LUGLIO 2007>>

9 LUGLIO. E' il giorno della chiusura di Difesa Grande, dopo venti giorni di conferimento intensivo di rifiuti, la chiusura, prevista per le ore 16 è slittata di qualche per consentire il conferimento dei rifiuti di alcune decine di compattatori, non senza le proteste dei manifestanti presenti che pretendevano il rispetto dei tempi. Sul posto un grande schieramento di forze dell'ordine e lo stesso questore di Avellino, Rochira.
I tecnici dell'ARPAC della provincia di Foggia hanno prelevato campioni d'acqua del Cervaro per analizzarli.

8 LUGLIO. Manifestazione a ischia di Savignano.
Si è svolta alle 17 l'annunciata manifestazione a Ischia di Savignano contro l'apertura della discarica, presenti i sindaci della Valle del Cervaro dei due versanti, irpino e pugliese. Assente il sindaco Gambacorta (che si è risparmiato di ascoltare i giudizi poco lusinghieri rivolti al suo nome dalla folla presente), sostituito dall'assessore Pratola.
Negli interventi è stata ribadita la ferma volontà delle comunità della Valle del Cervaro di opporsi all'apertura della discarica di Ischia . In particolare, è stato ribadito il concetto della difesa del territorio che ha già subito troppo con la ultradecennale discarica di Difesa Grande.
Il neo-commissario all'emergenza rifiuti, il prefetto Pansa, annuncia la chiusura di Difesa Grande per domani, 9 luglio, e l'imminente inizio dei lavori per l'apertura della discarica di Savignano.
Con alcune dichiarazioni riportate da Ottopagine, il sindaco Gambacorta ritorna sulla questione Difesa Grande e definisce 'una grande vittoria politica' quanto ottenuto; esprime anche 'rammarico per Savignano Irpino'. A tre settimane dal 18 e 19 giugno siamo già alla rilettura dell'accaduto e a trionfalismi del tutto fuori luogo: quante tonnellate di rifiuti sono state ammassate a Difesa Grande in questi venti giorni? 100.000, 150.000? E quale difesa del territorio può esserci se alla chiusura di Difesa Grande dovrebbe succedere l'apertura di Ischia di Savignano? Di quale vittoria si può parlare se si è assistito da parte delle Istituzioni locali e dei partiti cittadini ad un voltafaccia che ha decretato la smobilitazione della lotta, con il passaggio di un 'accordo' che sancisce come questo lembo di provincia sia destinato a diventare un  polo regionale della monnezza?

7 LUGLIO. Per domani alle 17 è indetta la prima manifestazione nella zona di Ischia di Savignano.
Rifondazione Comunista-Sinistra Europea della provincia si dice soddisfatta del decreto, ma avanza perplessità sulla localizzazione di Savignano per la nuova discarica, in un'area "la stessa di Difesa Grande, che ha già dato molto, un sito che presenta una lunga serie di criticità...". Ma la realizzazione della discarica savignanese è inserita nel decreto. O no?
Intanto il nuovo commissario per l'emergenza rifiuti, Pansa, si dice 'fiducioso'.
Inchiesta rufiuti: dopo tre giorni di carcere, De Vizia è liberato perché estraneo ai fatti.

6 LUGLIO. Bertolaso lascia il Commissariato per l'emergenza rifiuti. Il Corriere del Mezzogiorno titola: "Bertolaso lascia, il governo punta su Pansa" e scrive che il motivo sarebbe da ricercarsi nel decreto legge appena approvato che legherebbe le mani del commissario, aggiungendo:
"Nelle ultimissime settimane la situazione, infatti, era ulteriormente precipitata e non 'nella piazza', come è accaduto ad Ariano Irpino, dove si è misurato il massimo livello della protesta popolare. Bensì in Parlamento. In Commissione Ambiente della Camera il tentativo del forzista Paolo Russo di far passare un emendamento per conferire tutti i 'poteri' al commissario è stato bocciato -nonostante la disponibilità di Ds e Dl ad approvarlo, nonostante Valerio Zanone che aveva definito Bertolaso 'un eroe' - per l'opposizione recisa di esponenti di Verdi e Rc, partiti pronti a far mancare il proprio voto al Senato nel momento in cui il decreto fosse tornato a palazzo Madama per la seconda lettura. Di qui la decisione del Governo di blindare il testo con il voto di fiducia e quindi di approvarlo alla Camera senza modifiche, come è puntualmente avvenuto mercoledì".
Sul sito di Repubblica si legge la seguente nota del governo:
"La Presidenza del Consiglio  ha avviato la fase di uscita dall'emergenza rifiuti in Campania. In seguito all'approvazione e alla conversione del decreto legge n. 61 dell'11 maggio 2007 sugli interventi straordinari per lo smaltimento dei rifiuti nella Regione Campania per le cui finalità sono stati stanziati 80 milioni di euro, la Presidenza del Consiglio comunica che questa fase transitoria, in vista del passaggio alla gestione ordinaria della Regione Campania - previsto per la fine del 2007 - è affidata al prefetto di Napoli, Alessandro Pansa".  "Proprio al fine di favorire un più rapido passaggio all'ordinarietà - prosegue il comunicato di Palazzo Chigi - questa fase sarà gestita di concerto con la Regione Campania. Nello svolgimento delle sue attività il prefetto Pansa sarà assistito e coadiuvato, oltre che dalla Regione stessa, anche dal ministero dell'Ambiente e Tutela del Territorio, dal Dipartimento della Protezione Civile della Presidenza del Consiglio, nonché dal Dipartimento per lo Sviluppo delle Economie Territoriali attraverso l'Unità speciale di concertazione per lo sviluppo economico dell'area metropolitana di Napoli" [abbiamo grassettato tutti quelli, persone, enti, istituzioni, che gestiranno la fase che il governo definisce 'transitoria'].
Bertolaso era commissario dal 9 ottobre 2006 ed è durato meno del predecessore Catenacci.

5 LUGLIO. Nello scandalo del giro illecito dei rifiuti è presente anche De Vizia: "TERREMOTO RIFIUTI: coinvolto De Vizia" titola Ottopagine.

4 LUGLIO. 980.000 tonnellate di rifiuti smaltiti in modo illecito con un giro d'affari di sette milioni e mezzo di euro: trentotto provvedimenti di fermo che riguardano cittadini campani (anche irpini) e del foggiano emessi dalla procura di Santa Maria Capua Vetere.
Passa anche alla camera dei deputati il decreto legge sull'emergenza rifiuti in Campania.

3 LUGLIO. La stampa annuncia nuovi fondi per la frana di Montaguto: si dovrebbe deviare la frana in modo che non arrivi a minacciare strada e ferrovia. Si parla di un nuovo stanziamento di 5 milioni di euro, che vanno ad assommarsi ai tre milioni e mezzo già stanziati e quasi prosciugati.
La monnezza smuove soldi e ... montagne?

2 LUGLIO. Consiglio comunale straordinario a Panni, con la partecipazione di esponenti dei comuni vicini. Il sindaco di Panni si dichiara intenzionato a contrastare sul terreno della legalità, ma con fermezza assoluta, una decisione che non può condividere. Anche dai vicini comuni della Puglia è stata ribadita l'opposizione e la volontà di mobilitarsi per evitare la nascita della discarica a pochi metri dal confine regionale.

1 LUGLIO. Domani alle 9, presso il comune di Panni è convocata un'assemblea pubblica con amministratori, sindaci irpini e pugliesi, associazioni e movimenti ambientalisti, per stabilire le iniziative di protesta contro la realizzazione della discarica di contrada Ischia (Ottopagine, 1 luglio).
Secondo Ottopagine, riprende il Conferimento dei rifiuti a Difesa Grande. Oggi alle 10, tuttavia, non era visibile in strada alcun compattatore (vedi foto).

30 GIUGNO. Bertolaso prega di essere sollevato dal compito di risolvere il problema dei rifiuti nella Campania, denunciando di essere praticamente restato solo, senza il supporto delle istituzioni (Ottopagine, 30 giugno, Bertolaso: liberatemi dalla gestione dei rifiuti >>).
Gli autisti dei compattatori incrociano le braccia e diminuisce drasticamente la quantità dei rifiuti sversati a Difesa Grande: "Siamo trattati come bestie" denunciano gli autotrasportatori... Intanto, i controlli su quanto viene sversato si sarebbero fatti più intensi...(Ottopagine, 30 giugno, Tregua ad Ariano, Savignano si mobilita >>).

29 GIUGNO. Si mobilita Savignano, contro l'apertura della discarica di contrada Ischia, mentre riapre la SS 90 (nella foto la nuova bretella), dopo oltre un anno di chiusura per la frana: quale strana coincidenza! (IL MATTINO, 29 giugno, Patto con la Puglia contro la discarica >>). La bretella è stata realizzata in due giorni di lavoro, nonostante tecnici di Anas e Protezione Civile in passato ne avessero più volte dichiarato impossibile la realizzazione.

29 GIUGNO. D'Avanzo, su Repubblica, scopre che in Campania non c'è un ciclo dei rifiuti... (La Repubblica, 20 giugno, Perché i rifiuti a Napoli non sono un'emergenza >>), mentre infuria la polemica su  Bassolino, innescata dai giudici.

28 GIUGNO. Il giudice smentisce Bassolino: "Firmava gli atti, è responsabile". Sull' Emergenza rifiuti in Campania, l'Unione Europea avvia una procedura contro l'Italia: la monnezza assurge agli onori della politica europea.

27 GIUGNO. Non si arresta l'allarme-rifiuti. Sul Corriere del Mezzogiorno, Bertolaso afferma che in un paio di settimane la situazione sarà sotto controllo. ma aggiunge: "Dall'8 luglio, quando chiuderà Difesa Grande, vedremo cosa succederà".

26 GIUGNO. Sulla critica situazione dei rifiuti, Bertolaso: “non posso avere colpe”  (cfr. Il Napoli). Abbiamo anche l’Immacolato. Bisogna aggiornare il Catechismo?
Il Corriere del Mezzogiorno ha il titolo cubitale: "Rifiuti, nuovo allarme rosso": a parte il colore, l'allarme è ormai cosa vecchia...

23 GIUGNO. Si ribalta un camion di rifiuti nei pressi della discarica. Anselmo La Manna chiede che vengano nominate le guerdie ecologiche, mentre Rifondazione denuncia  gravi ostacoli alla viabilità provocati dalle colonne di compattatori nell'area di Difesa Grande.

22 GIUGNO. I giornali riferiscono che a Napoli si è svolta la riunione per definire il piano di bonifica di Difesa Grande, che dovrebbe essere approntato dall'Arpac entro il 10 luglio. Il Commissariato dovrebbe indire la gara d'appalto mentre i tempi sarebbero controllati dall'amministrazione comunale di Ariano..

21 GIUGNO. Nonostante si sversi a Difesa Grande, continua l'emergenza; il Corriere del Mezzogiorno titola: "Cento roghi tra Napoli e Caserta. Cassonetti colmi a Chiaia".

20 GIUGNO. Gambacorta sul Corriere del Mezzogiorno: "E' l'ultimo tributo che la mia comunità ha intenzione di pagare per l'emergenza rifiuti in Campania". Sodano: "E' l'ultima volta che si interviene sull'emergenza".
Ci crediamo? Quattordici anni di emergenza sono stati pieni di ultime volte...


18 E 19 GIUGNO. CRONACA DEI DUE GIORNI >>

17 GIUGNO. E' conto alla rovescia per la riapertura. Cresce la mobilitazione. E' indetta, per il 17, una grande manifestazione. Il fronte cittadini-istituzioni-associazioni sembra compatto e deciso.

16 GIUGNO. Conferenza stampa del sindaco Gambacorta che ribadisce come la città non consentirà la riapertura di Difesa Grande. L'intervento è improntato alla massima durezza contro un provvedimento giudicato iniquo e inaccettabile, in un quadro nel quale il limite di sopportazione è ormai abbondantemente superato. Intanto nella stessa mattinata il commissariato per l'emergenza rifiuti notifica al Comune di Ariano Irpino l'ordinanza per la riapertura della discarica per venti giorni..

15 GIUGNO. Giuditta sulla questione rifiuti : “Superiamo il commissariamento” (Irpinia News). Ennesima dichiarazione, noi che non siamo attenti esegeti del giudittapensiero ne abbiamo numerato almeno quattro, sempre sulla volontà di superare il commissariamento. Ammiriamo la pervicacia dell’onorevole, degna senz’altro di Willy il coyote, ma il commissariamento è più veloce e al momento insuperabile.  Il Giuditta si accontenti di restare nella scia, o gli fregano anche il secondo posto.

15 GIUGNO. Cosenza sulla questione rifiuti: ”Bassolino si dimetta” (Irpinianews).

16 GIUGNO. Conferenza stampa del sindaco.  Sono presenti gli inviati delle maggiori testate giornalistiche regionali e provinciali. Il sindaco Gambacorta precisa che è stato un errore non consentire a Bertolaso di intervenire nel consiglio straordinario, ma sottolinea che il limite di sopportazione è stato abbondantemente superato. “Si persevera nel voler riaprire la discarica contro ogni logica giuridica, tecnica, morale ed etica e questo creerà la compromissione dell’ordine pubblico”. (Irpinia News, ore 12.38). Ha in pratica risollecitato l’invio di forze di polizia adeguate a non far compromettere l’ordine pubblico. Gli albergatori della provincia ringraziano! Nella stessa mattinata viene notificata al comune l’ordinanza di riapertura della discarica che, contrariamente a quanto affermato in precedenza, non è firmata né da Prodi, né da Bertolaso, ma dalla d.ssa Marta di Gennaro, funzionaria del commissariato all’emergenza rifiuti. Che geni!  Così se tra qualche tempo i magistrati percepiranno che a riaprire il caso Difesa Grande si fa bella figura e non si rischia poi tanto, la responsabile è, senza offesa, la dott.sa di Gennaro.

15 GIUGNO. Bertolaso incassa la solidarietà delle massime, medie, e minime, cariche dello stato. La stampa nazionale dipinge la contestazione a tinte fosche. Si parla di aggressione, agguato ecc.  In mattinata lo stesso Prodi telefona al sindaco e bruscamente gli comunica che Difesa Grande deve riaprire.  Bertolaso, dopo un summit a palazzo Chigi, dove è atteso dal presidente del consiglio e dai ministri che si interessano dell’emergenza rifiuti,  comunica ai media che Prodi ha firmato l’ordinanza di riapertura della discarica (Irpinia News,  ore  19.58).

14 GIUGNO. Il responsabile nazionale della Protezione Civile Guido Bertolaso tenta di partecipare ad un consiglio comunale aperto convocato appositamente su invito del prefetto. Bertolaso cerca il consenso degli amministratori locali sulla ventilata ipotesi di riapertura della discarica di Difesa Grande.  In cambio della riapertura per un periodo di venti giorni offre l’avvio delle operazioni di bonifica e la garanzia che il territorio arianese non sarà mai più interessato da impianti di smaltimento rifiuti.                          
Al suo arrivo l’auto di Bertolaso viene circondata da qualche centinaio di manifestanti che al grido di “Via, buffone”  gli  impediscono di scendere.  Qualcuno prende a calci e pugni la stessa auto; a questo punto gli uomini di scorta innescano la sirena e l’auto con a bordo Bertolaso, facendosi largo a fatica tra la folla, abbandona la piazza.                         
L’allontanarsi dell’auto di Bertolaso viene accompagnato dal lancio di palle di carta, che i giornalisti del quotidiano “la Repubblica”  (cronaca del 15 giugno) scambiano per “qualche sasso”, falsa notizia ripresa dal tg di Italia 1.                                   Le scarse forze dell’ordine presenti non intervengono né tantomeno predispongono alcune delle elementari misure di sicurezza  (transenne, cordoni, ecc.) che di norma vengono allestite in caso di arrivo di una importante personalità. Sono però molto attive nell’identificare alcune persone che avrebbero aggredito lo stesso Bertolaso.                                               
Per tutta la sera precedente ed anche nella mattinata del 14 un’auto con altoparlante, percorrendo le strade del centro abitato,  ha più volte invitato, con toni di ufficialità, la cittadinanza ad intervenire in piazza per manifestare a Bertolaso la propria contrarietà all'apertura della discarica. Per lo stesso giorno l‘Unione Commercianti Arianesi indice una serrata dalle ore 11 alle 13 di tutti gli esercizi commerciali, onde favorire la partecipazione dei propri aderenti alla manifestazione.                                                                
Gli organizzatori della manifestazione non predispongono nessuna postazione per eventuali interventi; nessuno prende la parola, né prima né dopo l’allontanamento di Bertolaso. Tutti gli amministratori sono riuniti nella sala consiliare, al primo piano del municipio. Nessuno di loro è presente in piazza, o all’ingresso del municipio, ad accogliere Bertolaso. Tutti meno uno. Sembra che un assessore sia stato visto tra la folla che rincorre l’auto di Bertolaso al suo arrivo in Piazza Plebiscito. Questa folla, sbucata al seguito dell’auto, sembra che ne aspettasse l’arrivo  davanti alla Cattedrale, qualche centinaio di metri prima del municipio.   Non si ha notizia di rilievi sull’operato dei responsabili dell’ordine pubblico.

13 GIUGNO. In seguito alle dichiarazioni della presidente della provincia De Simone, che in pratica lo accusa di doppio gioco, di essersi già accordato per non ostacolare la riapertura della discarica e di essersi sottratto al confronto per timore delle reazioni popolari; il sindaco Gambacorta è costretto ad emettere un comunicato stampa in cui ribadisce che “nei contatti avuti con il dott. Bertolaso, con la Presidente della Provincia e con il Prefetto, ho sempre sostenuto con assoluto rigore, e senza margini di equivoco, l’assoluta opposizione dell’Amministrazione Comunale alla riapertura della discarica di Difesa Grande, come essi ben sanno”. Comunicato del sindaco >>
Si è visto come è andata a finire.

12 GIUGNO. Il sindaco di Ariano diserta un incontro convocato in prefettura ad Avellino cui avrebbero dovuto partecipare il commissario all’emergenza rifiuti  Bertolaso, che non la prende bene, e la presidente della provincia De Simone, sub commissario alla stessa emergenza. ( Neanche lei la prende bene). L’invito, esteso ai capigruppo consiliari, aveva per oggetto la riapertura della discarica di Ariano. Il sindaco invia tramite fax il documento redatto al termine della riunione straordinaria del consiglio comunale  in cui ”si fa voti di impegnare i senatori eletti in Campania a valutare la possibilità di emendare il decreto legge n. 61/2007 sopprimendo il comma che consente di requisire discariche sottoposte a sequestro da parte dell’autorità giudiziaria, stante i profili di incostituzionalità del comma primo dell’articolo due e l’inammissibile ingerenza nei poteri della magistratura. Si esprimono le forti preoccupazioni per l’ordine pubblico e per le tensioni sociali che certamente scaturirebbero nel caso di riapertura e che, a nostro avviso, non vanno per nulla sottovalutate vista la mobilitazione della cittadinanza nel 2004.”
In pratica è come chiamare la polizia.

11 GIUGNO. Il consiglio comunale di Ariano, riunito in seduta straordinaria,  proclama il suo “netto, fermo e incondizionato diniego a qualunque ipotesi di riapertura della discarica di Difesa Grande per far fronte all’emergenza rifiuti in Campania”. Durante la seduta le associazioni ambientaliste maggiormente coinvolte nella lotta affinché l’Arianese non diventi l’immondezzaio della regione, distribuiscono un documento in cui attaccano pesantemente il vescovo ed il presidente del locale circolo di lega ambiente, accusati di propensione alla trattativa sulla ventilata ipotesi di riapertura della discarica.
Documento delle associazioni ambientaliste>>

18 MAGGIO 2007. Dopo la modifica del progetto di discarica a Serre (si farà in un altro sito e la capacità dell’invaso sarà di 300.000 mc, praticamente la produzione rifiuti di un mese) si ricomincia a parlare insistentemente della riapertura della discarica di Difesa Grande. Il Corriere del Mezzogiorno riporta la notizia che il commissario Bertolaso abbia “incrociato” il procuratore della repubblica di Ariano, Amato Barile.
Evidentemente vuole cautelarsi da eventuali iniziative della magistratura arianese. Figuriamoci!

1 DICEMBRE 2006. POLITICHEIDE. L’on. Giulia Cosenza (Forza Italia) presenta un emendamento, accolto dal governo, che chiede per Difesa Grande e le altre discariche campane “sfruttate oltre ogni limite” la messa in sicurezza ed il ripristino dello “status quo ante (Irpinia News)
Vuole forse rimuovere più di un milione di tonnellate di munnezza?  E per metterla dove? E’ sponsorizzata dall’associazione campana trasporti  eco-logistica?            Vista la stagione si esclude un colpo di calore e si propende per incauta assunzione di sostanze alternative.

11 NOVEMBRE 2006. La camera approva l’ennesimo decreto legge sull’emergenza rifiuti in Campania. Il segretario provinciale dei Verdi Gianluca Festa (Irpinia News, 11 nov.  2006) esprime soddisfazione perché dal decreto sono stati rimossi i riferimenti alla possibile riapertura delle discariche di Ariano e Tufino.  “Il principio è che le nuove discariche non possano gravare su territori già gravati da discariche precedenti o altri impianti.”  
Appunto!

8 OTTOBRE 2006. Il Tribunale di Ariano  emette decreto di sequestro preventivo della discarica di Difesa Grande. Il provvedimento del Giudice per l’Udienza Preliminare dott. Lucio Romano, scaturisce dalla richiesta avanzata dal Procuratore Capo della Repubblica di Ariano Irpino, dott. Amato Barile, ed è strettamente collegato all’inchiesta della Procura della Repubblica di rinvio a giudizio, per reati piuttosto gravi, di ben 25 persone fra amministratori e tecnici della società ASI-DEV, gestore dell’impianto e della società CO.DI.SO, in cui il Comune si è costituito parte civile con delibera di Giunta n. 336 del 14 settembre 2006.
A questo punto sembra che si sia messa la parola fine sulla vicenda della discarica che, una volta celebrato il processo a carico dei gestori, dovrebbe solo essere messa in sicurezza.

SETTEMBRE 2006. Ricomincia il solito tam tam mediatico sull’emergenza sanitaria ed ambientale che prelude all’ennesimo tentativo di riapertura della discarica di Ariano.

 

 

 

 
       
       

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