Storia della discarica/commissione parlamentare

storia della discarica

 

 

I primi due anni secondo la commissione parlamentare

I commissari all'emergenza rifiuti nella regione Campania:
Improta
 

Rastrelli
 

Losco
 

Bassolino
 

Catenacci

wwf
Benevento
(breve) cronistoria di un'ordinaria emergenza regionale
1982 D.P.R. 915
10.2.1993 Legge Regionale 10: consorzi di bacini di comuni; raccolta differenziata 50% di riduzione dell'utilizzo delle discariche nel triennio 1993-95
11.2.1994 Prima Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri che nomina il Prefetto di Napoli commissario straordinario per l'emergenza rifiuti in Campania
3.3.1995 La Giunta Regionale approva un piano di smaltimento redatto dall'ENEA, che non sarà mai approvato dal Consiglio Regionale
5.2.1996  Entra in funzione la discarica di Piano Borea (Comune di Benevento)
18.3.1996 Seconda Ordinanza del Ministro dell'Interno che nomina il Presidente della Regione commissario di Governo per la predisposizione del piano di emergenza ed attribuisce al Prefetto di Napoli i poteri per l'individuazione dei siti fino all'entrata in vigore del Piano Regionale
31.12.1996  La Giunta Regionale approva il Piano Regionale redatto da un gruppo di docenti universitari; si prevede la realizzazione di 6 termodistruttori, 1 a servizio delle province di Benevento ed Avellino
5.2.1997  Promulgazione del Decreto legislativo 22, noto come "decreto Ronchi"
10.2.1997 Consiglio provinciale aperto per la deliberazione di iniziative per la redazione di un piano provinciale dei rifiuti; successivamente, l'incarico della redazione di tale piano viene affidato a 3 tecnici e realizzato nel giro di alcuni mesi, ma non è mai stato reso operativo
14.7.1997  Adeguamento del Piano Regionale al "decreto Ronchi": si individuano gli ATOS (Ambiti Territoriali Ottimali di Smaltimento), l'ATOS 6 comprende i consorzi AV1, AV2, BN1, BN2, BN3; si definisce l'obiettivo del raggiungimento del 35% di raccolta differenziata al 31.12.99; nell'ATOS 6 si prevede la realizzazione di 1 termodistruttore, 1 discarica per inerti, cenere e scorie di combustione, 2 discariche di emergenza, 3 stazioni di trasferimento nella provincia di Avellino e 1 in Benevento, 2 impianti di compostaggio
31.3.1998  Terza ordinanza del Ministro dell'Interno che proroga lo stato di emergenza ed i poteri straordinari al Presidente della Regione ed al Prefetto di Napoli fino al 31.12.1998
25.2.1999 Quarta ordinanza del Ministro dell'Interno che proroga lo stato di emergenza ed i poteri straordinari al Presidente della Regione ed al Prefetto di Napoli fino al 31.12.1999
25.2.1999  Giulio Facchi, bergamasco, già Assessore all’Ambiente della Provincia di Milano, viene nominato sub-commissario alla raccolta differenziata.
21.12.1999 Quinta ordinanza del Ministro dell'Interno che proroga lo stato di emergenza ed i poteri straordinari al Presidente della Regione, al Prefetto di Napoli e al sub- commissario per la raccolta differenziata fino al 31.12.2000
Agosto 2000  Nei Comuni dei Consorzi BN1 e BN3 si avvia la raccolta differenziata di carta e cartone. Legambiente cura la campagna informativa.
22.12.2000 Sesta ordinanza (n. 3100) del Ministro dell'Interno che proroga lo stato di emergenza ed i poteri straordinari al Presidente della Regione, fino alla cessazione dello stato di emergenza.
16.1.2001  Scoppia l’emergenza nelle province di Napoli e Salerno in seguito alla improvvisa chiusura delle discariche di Tufino (Na) e Parapoti (Sa).
26.2.2001 A Casalduni (BN) un comitato spontaneo presidia il cantiere impedendo l’inizio dei lavori di costruzione dell’impianto CDR. Alla protesta si uniscono i Sindaci dei Comuni limitrofi, che ricorrono al Tar contro l’impianto. Il WWF Sannio condivide le ragioni alla base della protesta e solidarizza con il comitato.
Marzo 2001 Chiude la discarica di Piano Borea (BN), ormai satura, e contemporaneamente viene attivato a Paolisi (BN) un impianto di vagliatura al quale vengono conferiti i rifiuti dei Consorzi BN1 e BN2  
30.9.2002 Entra in funzione l'impianto CDR di Casalduni (BN). Gestito da FIBE S.p.A. (Fisia-Babcook Kommunal-Bbp Environment-Evo Oberhausen-Impregilo), l'impianto accoglierà i rifiuti di tutti i comuni della Provincia, che dovranno pagare 0,0543 euro al gestore per ogni chilogrammo conferito
Maggio 2003 Nuova emergenza: i piazzali degli impianti di CDR sono colmi e non si sa dove stoccare le balle dei materiali trattati, i sovvalli e il FOS prodotto. La produzione viene fermata e gli impianti non accettano i rifiuti dalle città. Vengono rimessi in funzione anche gli impianti di vagliatura (che producono le cosiddette "ecoballe") ma non basta. Le città campane sono sommerse nuovamente dai sacchetti di rifiuti. Si verificano disordini tra la popolazione e a Napoli vengono bruciate decine di cassonetti.
9 Maggio 2003 Con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri viene prorogato fino al 31 dicembre 2004 (dieci anni!) lo stato di emergenza per i rifiuti in Campania. Nella stessa data viene emessa l'ordinanza 3286: più potere al Commissario (può autorizzare gli impianti anche in deroga ai Prg) e ai Prefetti, ai quali passano i poteri "in materia di emergenza sanitaria e igiene pubblica" che consentivano ai sindaci di bloccare lo stoccaggio dei rifiuti nei loro Comuni.  
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I sindaci di Ariano nel periodo della discarica:
1985-1995: Domenico Covotta
1995: Erminio Grasso
1996-2000: Vittorio Melito
2000-2003: Domenico Covotta
 

Le giunte comunali arianesi negli anni della discarica:

(dicembre 1987) Sindaco: Domenico Covotta
Assessori:
Antonio Monaco, Massimino Lo Conte, Ettore Ciccarelli, Raffaele Verde, Francesco Lo Conte,  Vincenzo Grasso.
(ottobre 1988) Sindaco: Domenico Covotta
Assessori:
Romolo De Furia, Ettore Ciccarelli, Antonio Monaco, Vincenzo Grasso, Francesco Lo Conte.
(marzo 1989) Sindaco: Domenico Covotta
Assessori:
Massimino Lo Conte, Romolo De Furia, Ettore Ciccarelli, 
(maggio 1990) Sindaco: Domenico Covotta
Assessori:
Corrado Ninfadoro, Romolo De Furia, Vincenzo Grasso, Antonio Monaco, Francesco Lo Conte.
(agosto 1990) Sindaco: Domenico Covotta
Assessori:
Corrado Ninfadoro, Giuseppe Sicuranza, Crescenzo Pratola, Natalino Minichiello, Francesco Grasso, Domenico Gambacorta.
(ottobre 1991) Sindaco Domenico Covotta.
Assessori:
Corrado Ninfadoro, Romolo De Furia, Vincenzo Grasso, Antonio Monaco, Francesco lo Conte, Francesco Grasso.
(marzo 1994) Sindaco: Domenico Covotta.
Assessori
Corrado Ninfadoro, Giuseppe Sicuranza, Crescenzo Pratola, Natalino Minichiello, Francesco Grasso, Domenico Gambacorta.
(marzo 1995) Sindaco: Domenico Covotta.
Assessori
Enrico Albanese, Crescenzo Pratola, Giuseppe Sicuranza, Nicola Maria Sicuriello, Crescenzo Pratola, Domenico Gambacorta.
(giugno 1995) Sindaco Erminio Grasso
Assessori:
Raffaele Marenghi, Modestino Lo Calzo, Benevnuto De Pasquale,Giuseppe Lo Conte, Andrea Pelosi, Francesco Capobianco.
(febbraio 1996) Commissario Prefettizio: Oreste Calvello.
(maggio 1997) Sindaco: Vittorio melito
Assessori
Agnello Ciccarelli, Dino LOmbardi, Vincenzo Cirillo, Carmine Grasso, Pasquale Moschella.
(gennaio 1998)= Sindaco: Vittorio Melito.
Assessori:
(gennaio 2001) Sindaco: Domenico Covotta.
Assessori
Gaetano Bevere, Antonio Mainiero, Federico Bongo, Vincenzo caso, Antonio Ninfadoro.
(gennaio 2003) Sindaco: Domenico Covotta.
Assessori
Raffaele Marenghi, Nicolino Iacobacci, Gaetano Bevere, Antonio Mainiero, Luciano Leone, Vincenzo Caso, Antonio Ninfadoro.
(marzo 2004) Commissario Prefettizio: Napolitano (sostituto: Cannizzaro)

 

Marzo 2004.  La Nuova Ecologia  sulla dirompente situazione di Ariano:
... ieri è stata una giornata di protesta anche ad Ariano Irpino (Avellino), dove circa duecento manifestanti hanno bloccato il conferimento dei rifiuti presso la discarica di Difesa Grande. I compattatori, provenienti da numerosi comuni dell'Irpinia e da altre province campane, sono stati bloccati sin dalle prime ore del mattino davanti ai cancelli dell'impianto gestito dell'azienda privata De Vizia e dall'Asi di Avellino. Alla protesta, promossa da associazioni ambientaliste e partiti politici, hanno partecipato anche amministratori e parlamentari della zona: polizia e carabinieri, intervenuti sul posto, hanno disposto il rientro degli automezzi nei comuni di provenienza, mentre altri camion diretti alla discarica sono stati bloccati dalle forze dell'ordine sulla statale 90. La discarica di Difesa Grande, attiva dal 1996, venne chiusa l'anno scorso ma fu riaperta cinque mesi fa per fronteggiare l'ennesima emergenza rifiuti. In particolare la protesta fa riferimento all'ordinanza commissariale emessa il 17 ottobre 2003, che disponeva lo smaltimento dei rifiuti a Difesa Grande per 120 giorni, periodo abbondantemente trascorso senza che l'attività di conferimento sia stata fermata. Con la stessa ordinanza, l’ex commissario straordinario per l'emergenza Bassolino aveva anche aumentato la quantità dei rifiuti da conferire, alzando la soglia da 1.100 a 1.600 tonnellate giornaliere.
2 marzo
Lo sversatoio di Difesa Grande, attivo dal 1994, è stato più volte chiuso negli ultimi anni ma successivamente riaperto a causa della ciclica emergenza rifiuti in Campania. Le indagini effettuate anche recentemente dalla Asl di Ariano Irpino e dall'Arpac hanno rilevato una serie di sostanze chimiche organiche e inorganiche altamente inquinanti e potenzialmente cancerogene che avrebbero contaminato il terreno su cui sorge la discarica e l'aria circostante. E’ tuttora in corso un incontro tra i responsabili del movimento cittadino e i rappresentanti provinciali dei partiti politici per verificare la possibilità di proclamare uno sciopero generale con la partecipazione dei sindaci del comprensorio arianese-Avelle Ufita e per chiedere la convocazione, ad Ariano Irpino, di un consiglio provinciale straordinario.
3 marzo 2004
www.
lanuovaecologia.it
 
 
IL BALLETTO TRA APRILE E MAGGIO 2004:

-L'ASL AV 1: Il sito è inquinato!
-ARPA Foggia: il percolato è pericoloso!
-La discarica è sequestata.
ASI-DEV: non c'è alcun pericolo.
-ARPA di Foggia: è vero non c'è pericolo, il pericolo lo avevamo denunciato solo a scopo prudenziale!
-La discarica è dissequestrata.

Difesa Grande, sito inquinato. Oramai non ci sono più dubbi. L'Azienda Sanitaria Locale Avellino 1 lo aveva già certificato nel 2001. La stessa e identica tesi, adesso, viene ampiamente riconfermata. .
Allo stato attuale, dunque, nulla sembra essere cambiato.
L'ultima relazione del dipartimento di Prevenzione dell'ASL Avellino 1 è chiara e fa riferimento alla presenza di percolato che all'interno della discarica confluiva attraverso i numerosi canali e rigagnoli direttamente nel torrente Lavella, e quindi nel fiume Cervaro.
Da qui la preoccupazione altissima della regione Puglia che ha avviato un monitoraggio del territorio.
L'ARPA di Foggia analizza il percolato e ne rileva la tossicità e la pericolosità.
La discarica, o meglio parte di essa, viene posta sotto sequestro dai carabinieri.
L'ASI-DEV continua a dire che non c'è pericoloso, né inquinamento. FIN QUI OTTOPAGINE IN UN NUMERO DI APRILE.
Successivamente, l'ARPA di Foggia rimangia gli esiti delle analisi effettuate e già divulgati: non ci sarebbe una situazione tale da far ritenere pericoloso e tossico il percolato. Le affermazioni sulla pericolosità precedentemente diffuse avrebbe avuto solo delle motivazioni di carattere prudenziale. Insomma, tutto bene, tanto che la discarica viene immediatamente dissequestrata!
Siamo agli inizi di maggio e il copione sembra quello già visto tante volte in passato.

 

Ulteriori ed argomentate notizie sulle origini della discarica si trovano nella Relazione conclusiva della COMMISSIONE PARLAMENTARE DI INCHIESTA SUL CICLO DEI RIFIUTI E SULLE ATTIVITA' ILLECITE AD ESSO CONNESSE, approvata l'11 marzo 1996 e che è necessario riportare, anche se è molto lungo:
 

All.  I A - La discarica di Ariano Irpino (Avellino)

Alla Commissione è pervenuta documentazione concernente la di­scarica di prima categoria in località « Difesa Grande nel comune di Ariano Irpino (AV), le cui vicende possono così sintetizzarsi:  
a.
- in data 21 ottobre 1993, con deliberazione n. 93/12/159, il comitato direttivo del consorzio per l'area di sviluppo industriale della provincia  di  Avellino  deliberava  di  costituire  con  la  SpA  De  Vizia Transfer una  società  per la  realizzazione e gestione  di una  piattaforma integrata per il trattamento e lo smaltimento dei rifiuti speciali di origine industriale e di rifiuti tossici e nocivi e derivanti da attività industriali di tipo prevalentemente fangoso e liquido, nonché svolgere anche le attività di realizzazione e gestione di impianti di trattamento di rifiuti solidi urbani ed assimilabili e di altri tipi di rifiuti nonché di impianti di depurazione, conformemente all'articolo 6 della legge della regione Campania n.   10 del   10 febbraio   1993;  
b.- con DPCM dell'11 febbraio 1994 è stato dichiarato lo stato di emergenza nel settore dello smaltimento dei rifiuti solidi urbani nella regione  Campania.  
Con OPCM dell'11 febbraio 1994 viene delegato il commissario di Governo (prefetto Improta) ad attivare gli interventi necessari per Improta) ad attivare gli interventi necessari per Improta) ad attivare gli interventi necessari per fronteggiare l'emergenza. Il Commissario delegato avrebbe dovuto, tra l'altro:

1)            identificare, anche sulla base degli elaborati predisposti dalla regione, nuovi impianti da attivare nella fase d'emergenza;

2)     disporre l'esecuzione di nuovi impianti, nonché l'integrazione ed il completamento di impianti pubblici esistenti od in costruzione, approvando progetti, provvedendo ad occupazioni d'urgenza ed espropri, eseguendo opere, anche in deroga alle disposizioni sugli appalti, autorizzandone l'esercizio e affidandone la titolarità ad enti pubblici;

c il consiglio regionale della Campania nella seduta del 17 feb­braio 1994 approvava un emendamento alla legge regionale 10 feb­braio 1993 n. 10, inteso ad autorizzare la localizzazione nel comune di Ariano Irpino di una discarica, la cui realizzazione era stata proposta dal consorzio ASI di Avellino;  
d. con provvedimento del commissario di Governo del 22 no­vembre 1994, il prefetto di Napoli, delegato ex OPCM del 7 ottobre 1994, approvava il progetto nonché l'esecuzione di un impianto di trattamento di rifiuti ubicato nel comune di Ariano Irpino in località Difesa Grande, in un'area estesa circa ettari 40.  
Secondo quanto previsto nel citato provvedimento, detto impianto avrebbe dovuto avere le caratteristiche di una discarica di la categoria, alla quale avrebbe potuto affluire, fino alla sua saturazione e per un periodo di anni due e per il relativo smaltimento, i rifiuti di cui al punto 4.2.2. della deliberazione assunta dal comitato interministeriale 27 luglio 1984, di cui all'articolo 5 del decreto del Presidente della Re­pubblica 915/82 (nella citata discarica, cioè, avrebbero potuto essere smaltiti rifiuti solidi urbani, rifiuti speciali assimilati agli urbani e fan­ghi non tossici e nocivi).  
Nell'impianto di cui sopra avrebbero potuto essere smaltiti sol­tanto rifiuti delle tipologie sopra specificate, prodotti nel territorio della provincia di Avellino.  
Nella citata discarica avrebbero potuto essere smaltiti, inoltre, ri­fiuti prodotti nei comuni della regione Campania indicati dal commis­sario delegato.  
Con il predetto provvedimento veniva approvato, ai fini della rea­lizzazione dell'impianto in oggetto, un progetto fatto predisporre dalla società Asi-Dev Ecologia Sri di Avellino, con la previsione di un inve­stimento complessivo di oltre 4 miliardi; alla società veniva rilasciata la concessione di costruzione e gestione dell'impianto di smaltimento dei rifiuti in oggetto.  
La Sri Asi-Dev Ecologia, con sede in via E. Capozzi, 45, Avellino, avente quale oggetto sociale la realizzazione e la gestione di impianti di trattamento e smaltimento, nonché impianti di stoccaggio provviso­rio o definitivo di ogni qualsiasi tipo di rifiuti, è stata costituita in data 23 dicembre 1993 tra il consorzio per l'area di sviluppo industriale della provincia di Avellino, con sede in Avellino, via E. Capozzi, 45 e la SpA De Vizia Transfer, con sede in Torino, via Onorato Vigliani, 123, il cui rappresentante legale è tale Alberigo De Vizia, nato a Montefusco il 12 marzo 1941 e residente a Torino, via Principe Amedeo, 1. Il capitale sociale di lire 20 milioni è così suddiviso:

-  consorzio per l'area di sviluppo industriale della provincia di Avellino: lire 10 milioni 200 mila lire, pari al 51 per cento del capitale sociale;

-  De Vizia Transfer SpA: lire 9 milioni 800 mila lire, pari al 49 per cento del capitale sociale.

L'attuale amministratore delegato e rappresentante legale, nominato in data 28 marzo 1994 è tale Alberto Manganiello nato a Santa Paolina il 26 gennaio 1957 e residente a Montefusco (AV) via Kennedy, 39.  
In data 1" febbraio 1995 è stata aperta una unità locale ad Ariano Irpino (AV) località Difesa Grande, costituita dall'impianto per il trat­tamento e lo smaltimento dei rifiuti di cui all'oggetto.  
Nello statuto della Sri Asi-Dev Ecologia si legge che la società ha per oggetto la realizzazione e gestione di impianti di trattamento e smaltimento, nonché gli impianti di stoccaggio provvisorio o definitivo, di ogni e qualsiasi tipo di rifiuti, sia solidi che fangosi, sia di origine ci­vile che industriale, sia urbani che agli stessi assimilabili o speciali, sia ospedalieri che tossici, nocivi ed urbani pericolosi «... in altre parole di ogni e qualsiasi specie di rifiuto di cui al decreto del Presidente della Repubblica 10 settembre 1982 n. 915, alla deliberazione 27 lu­glio 1984 del comitato interministeriale di cui all'articolo 5 del decreto del Presidente della Repubblica suddetto ed alla legge della regione Campania n. 10 del 10 febbraio 1993 e successive modifiche ed inte­grazioni, nonché di cui ad ogni altra disposizione di legge o regola­menti vigenti in materia »;
e.- in data 15 aprile 1994 veniva stipulato tra il Signor Vincenzo De Vizia, vice presidente del consiglio d'amministrazione della Sri Asi- Dev Ecologia e tali Michele Piano e Paolo Annichiarico Petruzzelli, nella loro qualità di amministratori della Sri « Azienda agricola Ada Lenzi », con sede in Ariano Irpino, contrada Difesa Grande, proprietà- ria di un fondo sito in Ariano Irpino, località Difesa Grande, della superficie di ettari 35, un contratto di affitto per la durata di anni dieci, a decorrere dallo stesso 15 aprile 1994, di una porzione del fondo di proprietà della Sri Azienda agricola Ada Lenzi, della superficie di et-
tari  10.

Il predetto terreno, secondo quanto risulta dal contratto di affitto « sarà adibito alla realizzazione di impianti di discarica e trattamento per lo smaltimento di rifiuti solidi urbani, assimilabili e speciali................................. ».
Il canone d'affitto veniva convenuto nella somma di lire 5 per ogni chilogrammo di rifiuti smaltiti negli impianti.
Alla scadenza del contratto la società affittuaria avrebbe dovuto restituire il terreno alla società concedente, bonificato e recuperato ambientalmente;
f.- la giunta municipale del comune di Ariano Irpino, nella seduta del 13 dicembre 1994, tenuto conto che nel progetto approvato dal commissario delegato per la localizzazione di una discarica in località Difesa Grande si era già pronunciata sfavorevolmente la Com­
missione edilizia del comune di Ariano Irpino, atteso che l'area inte
ressata dall'intervento era già provata da uno sfavorevole impatto ambientale per la presenza di impianti industriali a rischio (nella zona è presente, tra l'altro, della SpA SMAE di cui si dirà in seguito), l'area
ricadeva nella fascia di rispetto del fiume Avella (dunque non respondente ai requisiti dalla legge 431/85), il piano socio-economico della comunità montana dell'Ufita individuava l'area in oggetto di particolare interesse ambientale e che gli strumenti urbanistici del comune
non prevedevano la localizzazione del manufatto sull'area proposta,
impugnavano innanzi al TAR il provvedimento adottato dal prefetto di Napoli;

g. in data 30 marzo 1995 la Soprintendenza archeologica di Salerno, tenuto conto che la zona era di particolare interesse ambientalee di notevole importanza archeologica (in quanto attraversata da una fitta rete tratturale, dominata dal Regio Tratturo Pescasseroli-Can-
dela e dalla via Herculea e che nella zona è ubicata la masseria Intontì), chiedeva alle prefetture di Napoli ed Avelline di revocare l'autorizzazione alla costruzione della discarica.

La citata Soprintendenza archeologica di Salerno in data 4 aprile 1995 disponeva in via cautelativa la temporanea sospensione dei lavori di costruzione della discarica in attesa di esaminare il progetto.
In data 29 dicembre 1995 la predetta Soprintendenza archeolo­gica di Salerno autorizzava, in via temporanea « il funzionamento della vasca già realizzata, riservandosi di esprimere il proprio parere di competenza sull'intero progetto della discarica in oggetto, non ap­pena gli sarebbe stata notificata l'ordinanza n. 1371/95 del Consiglio di Stato» di cui al successivo punto h.;
h. con decreto ministeriale 26 maggio 1995 il Ministero per i beni culturali ed ambientali ha assoggettato a vincolo archeologico l'intera area su cui è ubicata la discarica.

Il vincolo archeologico del Ministero dei beni culturali ed ambien­tali è stato sospeso dal TAR Campania (Sezione di Salerno) con ordi­nanza n. 1091/95.
Avverso tale ordinanza il Ministero per i beni culturali ed ambien­tali proponeva ricorso al Consiglio di Stato, il quale accoglieva l'ap­pello (ordinanza n. 1371/95 in data 5 dicembre 1995
i. con lettera del 10 agosto 1995 la Sri Asi-Dev Ecologia chiedeva alla comunità montana dell'Ufita, ai sensi dell'articolo 22 della legge regionale 13/87, l'autorizzazione alla trasformazione e mutamento di destinazione dei terreni sottoposti a vincolo geologico, siti in località Difesa Grande del comune di Ariano Irpino alle particelle catastali 128 e 147 del foglio 34 (terreni su cui è ubicata la discarica). In data 4 settembre 1995 la comunità montana dell'Ufita in rispo­sta alla richiesta del 10 agosto 1995 non accoglieva la richiesta stessa, atteso il palese contrasto con gli articoli 1 e 24 della normativa di at­tuazione del piano di sviluppo socio-economico ed urbanistico, in quanto l'area in esame ricadeva in una zona classificata di particolare interesse ambientale, per preesistenze archeologiche di età sannitica ed ellenistica romana;
l. in data 4 settembre 1995 veniva disposto dalla procura della Repubblica presso la pretura di Ariano Irpino il sequestro dell'area sita in località Difesa Grande interessata dai lavori di realizzazione di una discarica per lo stoccaggio e lo smaltimento dei rifiuti. In data 7 settembre 1995 il GIP presso la pretura circondariale di Ariano Irpino convalidava detto sequestro.
In data 18 settembre 1995, su istanza del legale rappresentante della Sri Asi-Dev Ecologia, il tribunale di Avelline, con sua ordinanza, annullava il citato provvedimento di sequestro « non ravvisando nella realizzazione della discarica un documento al patrimonio nazionale ». In data 19 dicembre 1995 il procuratore della Repubblica di Ariano Irpino emetteva un provvedimento di sequestro cautelativo della di­scarica in oggetto per l'esistenza di vincolo archeologico disposto dalla Soprintendenza archeologica di Salerno. A seguito del provvedimento emesso dalla Soprintendenza archeo­logica di Salerno il 29 dicembre 1995 (di cui sub g.) il sequestro pre­ventivo di cui sopra veniva parzialmente annullato dal GIP della pro­cura della Repubblica di Ariano Irpino in data 4 gennaio 1996. A tut-t'oggi quindi risultano funzionanti entrambe le due vasche della discarica;
m. con ordinanza del 22 settembre 1995 la comunità montana dell'Ufita disponeva la sospensione dei lavori di costruzione della di­scarica ed il ripristino del preesistente stato dei luoghi, perché vi era la mancanza dell'autorizzazione allo svincolo idrogeologico e vi era al­tresì il pericolo di degrado dei valori paesaggistici dell'area che era, tra l'altro, classificata « di particolare interesse venatorio » e quindi la costruzione della discarica risultava essere in netto contrasto con il piano socio-economico ed urbanistico dell'ente (importante strumento atteso che ad esso debbono adeguarsi gli strumenti e le trasformazioni urbanistiche di tutti i paesi della comunità ivi compreso il territorio di Ariano Irpino ove sorge la discarica). L'Asi-Dev Ecologia ricorre al TAR di Salerno per annullamento, previa sospensiva, della citata ordi­nanza della comunità montana. Il TAR di Salerno il 4 ottobre 1995 ha accolto l'istanza proposta dalla Asi-Dev Ecologia. La comunità mon­tana ha proposto ricorso al Consiglio di Stato, il quale, in data 26 gen­naio 1996 ha respinto l'appello;
n. in data 10 ottobre 1995 i componenti del consiglio di ammini­strazione della Sri Asi-Dev Ecologia, rappresentanti del consorzio ASI, comunicavano all'avvocato Erminio Grasso, sindaco di Ariano Irpino, le proprie dimissioni;
o. in data 10 ottobre 1995 il prefetto di Napoli, nella sua qualità di commissario delegato inviava al sindaco del comune di Ariano Ir­pino e, per conoscenza alla procura della Repubblica del comune di Ariano Irpino, la relazione di sintesi concernente un sopralluogo effet­tuato in data 16 febbraio 1995 dal Servizio geologico nazionale presso il sito della discarica in oggetto.
Dalla citata relazione di sintesi emerge tra l'altro che « sarebbe opportuno ampliare l'indagine idrogeologica mediante l'individuazione di eventuali pozzi presenti in aree limitrofe per conoscere la profon­dità della falda di base nonché la sua direzione di flusso ».
I   funzionari   del   Servizio  geologico   nazionale   così  concludevano:
« in ogni caso, a parere degli scriventi, prima di procedere alla realizzazione dell'opera in progetto, che prevede nel complesso l'esca-vazione di due vasche di raccolta da 300 mila metri cubi, è consiglia­bile tener conto delle seguenti raccomandazioni:

-valutazione delle condizioni climatiche, con particolare riguardo all'intensità e direzione prevalente dei venti e delle precipitazioni;

-controllo costante dell'evoluzione morfologica dei versanti sog­getti ai fenomeni di soliflusso e dilavamento diffuso, per provvedere tempestivamente, se necessario, all'esecuzione delle opportune opere di bonifica o consolidamento;

-modellamento delle pareti delle vasche di stoccaggio con pen­denza pari all'angolo di attrito interno residuo delle argille in conse­guenza dei rimaneggiamenti del litolipo durante le operazioni di scavo;      

-installazione di piezometri in almeno due pozzi a monte e a valle della discarica (secondo la direzione di flusso della falda) ove po­ter effettuare campionamenti ad analisi chimico-fisico-battereologica prima, durante e dopo l'installazione della discarica, qualora l'inda­gine idrogeologica sopra citata accerti l'esistenza della falda a profondità non eccessiva ». In data 12 ottobre 1995 la comunità montana dell'Ufita, tenuto conto della relazione del Servizio geologico nazionale chiedeva alle autorità competenti di voler disporre la sospensione immediata dei la­vori di costruzione della discarica;

p. in data 11 ottobre 1995 il presidente dell' ASI di Avelline, in relazione ai lavori di realizzazione della discarica in località Difesa Grande e alle controversie in atto, invitava i rappresentanti della Sri Asi-Dev Ecologia « a non assumere iniziative che non fossero preventi­vamente autorizzate dall'autorità prefettizia e concordate con gli or­gani istituzionalmente preposti in materia di smaltimento di rifiuti so­lidi urbani »;
q. la commissione di collaudo dell'impianto dello smaltimento di rifiuti solidi urbani in oggetto ha espresso in data 14 novembre u.s. parere favorevole sulla idoneità tecnica della struttura;
r. il prefetto della provincia di Avelline, con proprio provvedi­mento in data 15 novembre 1995 « in vista dell'adozione da parte del prefetto di Napoli - delegato ex OPCM 7 ottobre 1994 - del provvedi­mento di autorizzazione all'esercizio del predetto impianto, renden­dosi necessario disciplinare la circolazione degli automezzi adibiti a trasporto dei rifiuti al fine di scongiurare pericoli per la pubblica in­columità ed igiene evitando l'attraversamento della località ad alta densità abitativa e vista la richiesta del sindaco di Ariano Irpino il quale ha rappresentato l'esigenza di evitare l'attraversamento del cen­tro abitato del comune medesimo », ha disposto che gli automezzi adi­biti a trasporto di rifiuti solidi urbani diretti nella località Difesa Grande del comune di Ariano Irpino, comunque pervenuti nel territo­rio nel comune di Grottaminarda, percorrano i tratti di strada eviden­ziati in un allegato cartografico;
s. con ordinanza n. 110 del 14 dicembre 1995 il sindaco del co­mune di Ariano Irpino ordinava l'immediata sospensione del deposito di rifiuti solidi urbani nella vasca della discarica in oggetto già realiz­zata e la sospensione dei lavori della seconda vasca che « avvengono in violazione alle norme di igiene e di tutela della sanità ». Con decreto del 14 dicembre 1995 il prefetto di Avelline disponeva la sospensione della citata ordinanza n. 110 del sindaco di Ariano Irpino;
t. con lettera in data 7 dicembre 1995 il Presidente della Com­missione informava il prefetto di Napoli, nella sua qualità di commis­sario delegato per l'emergenza dei rifiuti nella regione Campania, della situazione della discarica di Ariano IrpinoIl Presidente della Commissione rappresentava al prefetto che era giunta alla Commissione la notizia che un'altra area sottoposta a vin­colo archeologico, a Montecalvo Irpino, a pochi chilometri di distanza da Difesa Grande sarebbe divenuta sede di un'altra discarica di rile­vante capacità; verificandosi tale evenienza ci si sarebbe trovati di fronte ad una « parcellizzazione » provinciale delle discariche, che nella zona dell'lrpinia avrebbe rappresentato un'impatto ancora mag­giore.

Il Presidente riteneva opportuno segnalare tali situazioni al com­missario delegato in quanto la Commissione rimaneva perplessa di fronte ad un elevato numero di localizzazioni, come, ad esempio, i 23 impianti previsti per la Campania dal vecchio piano ENEA.
D'altro canto - concludeva il Presidente della Commissione — lo stesso commissario delegato, nel corso dell'incontro del 3 ottobre 1995 a Napoli aveva rimarcato « la differenza tra soluzioni provvisorie con­nesse allo stato di urgenza ed un piano di transizione che configuri però l'approdo alla normalità ».
In risposta, il prefetto di Napoli, con lettera datata 12 dicembre 1995 rappresentava che « della discarica di Ariano Irpino aveva prov­veduto ad interessare la competente autorità giudiziaria, che la notizia di una discarica da localizzare a Montecalvo Irpino non era fondata e che, in aderenza al mandato ricevuto, aveva proposto alla Presidenza del Consiglio dei ministri di conferire al presidente della giunta regio­nale Campania poteri straordinari connessi alla realizzazione di im­pianti definitivi da porre in essere in un arco temporale di circa 2 anni, sopperendo, frattanto, con soluzioni di transizioni e di tempora­neità che si compendiano, come già detto, nella messa in esercizio di discariche, nel numero strettamente indispensabile per fronteggiare la situazione venutasi a determinare ».
 

commissione parlamentare di inchiesta sul ciclo dei rifiuti e sulle attivita'     illecite ad esso connesse - relazione conclusiva - 11 marzo 1996  PDF

 

 

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