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il 18 e 19 giugno

La lotta del 2004

 

 

 

  DALLE PAROLE AI FATTI  
I politicanti locali alla guerra della monnezza: dai proclami intrisi d'eroico furore alla svendita della lotta
 

Fino al 18 giugno tutti i manifesti, gl'interventi, i volantini dei politicanti  sono FERMI; dalla sera -o notte- di quel giorno, la fermezza si ferma.



11 giugno:
Il fermo manifesto dei 20 eletti della città

 

 

Il 14 giugno è diffuso
un volantino (anch'esso
 fermo) dei partiti di sinistra, in cui si legge che vi sono "ragioni oggettive, oltre che morali, che ostacolano la riapertura della discarica" e si invitano "il Sindaco, la Giunta Comunale e il Consiglio Comunale a farsi carico di promuovere una
manifestazione ... a fine di ribadire il No
[è proprio in maiuscolo] alla riapertura
della discarica ... a tutela
della
salute e dell'ambiente"
.
Non si capisce perché
le ragioni 'oggettive e morali' debbano avere
il 19 giugno come scadenza; né come mai quello stesso giorno venga meno anche la
tutela della salute e
dell'ambiente!
Il volantino dei partiti di sinistra diffuso
il 14 giugno

 


 

 

 

 
 

Avvertimento: occorre tener conto della differenza fra politichese e politicantese. Il politichese è assolutamente incomprensibile al 99 virgola qualcosa per cento di chi legge, essendo linguaggio esclusivamente riservato ai politici e ai politicanti. Il politicantese è  arduo da decifrare, perché, pur nascondendo  messaggi per altri politicanti (e politici) deve contenere qualcosa di comprensibile ai più (a chiunque sappia leggere): in genere basta capovolgere il senso di quanto affermato (soprattutto sotto forma di proclama deciso) per decifrare il vero intendimento di chi declama.
Nell'esame dei testi abbiamo il vantaggio del senno del poi, ma anche lo svantaggio d'essere stati presi in giro...

Le ore della fermezza  
Tutti gl'interventi di fuoco dei politicanti locali PRIMA dell'ora del desinare del 18 giugno.

Il manifesto di guerra del consiglio comunale, che non lascia dubbi sulla determinazione dei nostri venti (almeno fino alle 16 di lunedì 18 giugno). Intanto CHIUNQUE legga il manifesto e conosca l'italiano (la lingua) non può non sentirsi male a restarsene a casa o andarsene a lavorare, mentre TUTTI i consiglieri si apprestano a sostenere la terribile tenzone con guerrieri famosi come Bertolaso e Prodi, per difendere la Patria. D'altra parte, chi ha steso (non sui muri) il manifesto è stato fin troppo esplicito, usando, ci si consenta di dirlo, un gergo da John Wayne. Alla riapertura della discarica si oppone un DINIEGO (parola difficile, ma tutti s'informano e vuol dire proprio NO) NETTO, FERMO (aridalli...) e INCONDIZIONATO (cioè senza condizioni, come la resa di Cassibile resa nota l'8 settembre, ma quella è un'altra storia). Veramente, un difetto c'è: in parecchi, leggendo, si son convinti che non verrà nessuno, non ci saranno celerini, compattatori, monnezza... Chi mai sfiderebbe il destino per portar monnezza in una città che ha i muri tappezzati da questo proclama?
   
 

- Il 13 giugno il sindaco diffonde un curioso comunicato che, in pratica, dice "NON E' VERO che io abbia detto che Difesa Grande si possa riaprire, in OGNI SEDE ho sempre detto il contrario": NON C'E' BISOGNO DI COMMENTI... Comunicato del Sindaco del 13 giugno 2007 >>

- Il 14 giugno il sindaco della città aveva già bell'e pronto un intervento tosto, nel caso estremo che Bertolaso fosse riuscito a raggiungere l'aula consiliare. L'intervento, che non fu possibile ascoltare per le note ragioni, fu, per fortuna di tutti, divulgato in forma scritta lo stesso 14 giugno sul sito web comunale. Chi se lo fosse perso può leggerlo, nella sua interezza, cliccando qui di seguito:

Intervento che il Sindaco avrebbe tanto voluto somministrare a Bertolaso se questi avesse raggiunto l'aula consiliare della città (la lettura è consigliata allo stesso Bertolaso...) >>

Noi ci limiteremo ad evidenziare alcuni passaggi eccezionalmente forti e decisi, sforzandoci di interpretare quello che appare -alla luce dei fatti-  un perfetto messaggio in politicantese, come se fosse un messaggio e basta:

PASSAGGIO (o citazione) n. 1, o della fermezza:
"Come Lei ben sa, avendolo io ribadito in tutti, ripeto tutti, i contatti telefonici e personali di questi ultimi giorni, la linea mia personale, dell’Amministrazione comunale, dell’intero Consiglio Comunale, ma soprattutto dei cittadini di Ariano Irpino è la linea ferma e inamovibile del no ad oltranza rispetto alla riapertura di Difesa Grande".
Insomma, c'è scritto che il sindaco, l'amministrazione comunale, il consiglio comunale sono TUTTI PER IL NO ALLA RIAPERTURA DI DIFESA GRANDE (o no?); unico neo, che fa presagire la svendita, è che il NO sembra essere "SOPRATTUTTO" dei cittadini (che, par quasi di capire da ciò che accadrà, sono come bambini irresponsabili... non hanno l'onere d'una città da portare sulle spalle, fanno marachelle come quella del 2004 approfittando dell'assenza dei grandi, ecc. ...). A buon peso, però, il sindaco aggiunge che il NO non finisce il giorno dopo (cioè il 15), o il 18, o il 19 (quando finirà davvero), ma è un NO AD OLTRANZA (chissà come i dizionari del sindaco definiscono la locuzione "
ad oltranza"...); per giunta, la linea del NO è "ferma e inamovibile", cioè NON può cambiare, muoversi, mascherarsi come a carnevale (ma questo è scritto sui dizionari che abbiamo consultato noi).

PASSAGGIO (o citazione) n. 2, o dei piccoli uomini:
"
A settembre 2006 fummo convocati a Napoli dal Commissariato per l’Emergenza Rifiuti. Catenacci ci comunicò che era intenzionato a riaprire Difesa Grande. Piccoli uomini lo avevano convinto che non c’era alternativa."
 Leggendo, capiamo: quelli che avrebbero convinto Catenacci che la riapertura di Difesa Grande fosse cosa inevitabile altro non erano che "piccoli uomini": non uomini bassi, smunti, ecc. (perché in questo caso il sindaco avrebbe scritto "uomini piccoli"), ma uomini meschini, un po' falsi, di poco conto, insomma. Il fatto è importante: chi blatera che Difesa Grande si debba riaprire è 'piccolo uomo'; come sarà chi riaprirà o concorrerà non tanto a convincere un commissario, ma a riaprire del tutto la discarica? Abbiamo trovato alcuni aggettivi sul dizionario, che sviluppano il discorso del sindaco, ma aspettiamo di leggerli, o leggerne altri analoghi, su qualche futuro comunicato dell'URP (Ufficio Relazioni Pubbliche del comune).

PASSAGGIO (o citazione) n. 3, o dell'eroismo:
"Il 20 ottobre 2006, data del deposito della sentenza del Tribunale del Riesame, è stato un giorno lieto per Ariano Irpino. Così come lo erano stati quelli della battaglia, epica – eroica – del marzo 2004 quando migliaia di uomini, donne, anziani, studenti, lavoratori, senza distinzione alcuna, nel freddo e nel gelo, civilmente, ma con fermezza e decisione che richiamano la nostra storia di Città orgogliosa e dignitosa, avevano fermato i camion carichi di rifiuti ancora una volta diretti a Difesa Grande".
Qui risalta il furore epico del sindaco di fronte alla prospettiva della riapertura della discarica. Egli definisce epica ed eroica la lotta del 2004 e sembra quasi voler dire: se allora si vinse in migliaia, com'è possibile perdere oggi, con venti unità in più? Che sia possibile, lo si è visto... Un altro punto da tener presente: il sindaco ritiene, giustamente, civile (cioè, in gergo, lontana da ogni violenza e intemperanza) la lotta di allora; non si capisce perché mai nel 2007 egli debba continuamente preoccuparsi per l'ordine pubblico(qualcuno può spiegarcelo?).

PASSAGGIO (o citazione) n. 4, o del no definitivo:
"No ai rifiuti ad Ariano. Un no definitivo che ragioni tecniche, giuridiche ma soprattutto etiche e morali ci impongono di confermarLe".
E' la chiusura della dichiarazione: il NO stavolta è definitivo, cioé pone fine a qualsiasi ulteriore sviluppo. E' no e basta!

18 Giugno, manifestazione a Cardito. Il sindaco afferma: "Le parole sono pietre".
Trattasi di una frase che lascia il segno, se se ne coglie la portata. Sembrerebbe di capire che quanto si dice o si scrive ha forza e valore paragonabili alla compattezza di una pietra (altro che parole che volano...). Ma, in riferimento alla discarica di Difesa Grande, fu affermato da qualcuno che la terra della frana di Montaguto (e quindi anche le pietre) sarebbero potute servire per bonificare la discarica, se fossero state scaricate sopra la monnezza. Così, la terra -e le pietre- sarebbero diventate come la monnezza. Senza troppo scervellarci, è possibile, quindi, che il sindaco, rifacendosi proprio all'uso possibile delle pietre di Montaguto, abbia inteso dire: "
Le parole sono monnezza". Il senso è abbastanza chiaro.

   
   

Le ore della mollezza

Dopo il travagliato incontro-riunione notturno, il 19, nella tarda mattinata, insieme alle notizie del partorito accordo romano, giunge fra le mani di chi sosta al bivio di Villanova il volantino delle forze politiche della città (di tutte le forze politiche, visto che non vengono segnalati dissensi). Il testo, in elegante poticantese, è la pietra tombale sui due giorni di mobilitazione ai presidi, sparite le parole della fermezza, come se si fosse giocato, come se non si fosse saputo che ci sarebbe stato da lottare. Eccone l'esordio:
"LE FORZE POLITICHE DI ARIANO IRPINO in questo momento di grossa difficoltà, dinanzi alla militarizzazione del territorio, INVITANO la collettività di Ariano e le istituzioni tutte ad evitare qualsiasi forma di conflitto con le forze dell'ordine. Tale appello è dettato solo dal nostro senso di responsabilità in una vicenda che si è caratterizzata per un deficit politico notevole e generalizzato".
Apprendiamo così che il momento è difficile e che il territorio è stato militarizzato (ma dov'erano gli estensori nel marzo 2004?), tanto che i cittadini (ma anche le istituzioni, i partiti cioè invitano sindaco, giunta e consiglio a tornarsene a casa, invitano -cioé- se stessi) vengono invitati a tornarsene a casa (il tutto è parafrasato con la necessità di evitare 'qualsiasi forma di conflitto con le forze dell'ordine' : ma quando mai, nel marzo 2004 o il 18 e 19 ci sono stati questi conflitti?), e dietro l'invito cosa c'è se non il "senso di responsabilità"? Insomma i cittadini, ritenuti poco responsabili, vengono saggiamente invitati a smobilitare da chi, invece, è responsabile quasi per natura. La vicenda di Difesa Grande "si è caratterizzata per un deficit politico notevole e generalizzato"; qui siamo d'accordo, il deficit è davvero grande e generalizzato e non risparmia nessuna forza politica, almeno agli occhi di chi ha lottato. Il senso generale, invece, è chiaro: la politica, cioè gli addetti ai lavori, i politicanti, son tornati e non c'è più spazio per niente. Guardando indietro, come sarebbe stato possibile vincere nel 2004 se non ci fosse stato il vuoto istituzionale del comune? Il volantino di oggi sarebbe andato benissimo anche allora. Infatti, anche allora il momento era difficile, c'era la militarizzazione del territorio, c'era il noto deficit politico... quello che mancò fu la 'responsabilita' dei politicanti. E si vinse.

 

   
 

QUELLO CHE SI VOLEVA, QUELLO CHE SI E' "OTTENUTO"
L'obiettivo di chi lottava era innanzitutto e semplicemente quello di impedire che si riaprisse la discarica (per uno, venti o cento giorni...).
Ulteriore obiettivo dell'intero movimento, almeno dalla vittoria del 2004, era la bonifica di Difesa Grande, atto peraltro dovuto e non mercanteggiabile. Infine,  dopo l'individuazione di Ischia di Savignano e di Sant'Arcangelo quali siti di nuove discariche, era ovvio opporsi all'ulteriore e gravissima penalizzazione dell'intero Arianese (a chi invece ha a cuore solo il territorio di Ariano, bisogna far notare che le due discariche verrebbero a trovarsi vicinissime alla città, così vicine che non si può garantire il territorio di Ariano senza mettere in conto i due sversatoi !)
Bertolaso e il governo, con l'ordinanza del 15 giugno (G. U. del 16) garantivano che la riapertura sarebbe durata venti giorni e sarebbe stata seguita dalla bonifica.
Nella grande trattativa romana si è ottenuto che il decreto della monnezza incorporasse degli emendamenti che recepivano quanto il commissario prometteva! Alla fine si è ottenuto:
1) che la riapertura sarebbe durata venti giorni(cosa già contenuta nell'ordinanza); 2) che si sarebbe messo mano alla bonifica (cosa già contenuta nell'ordinanza), 3) che non si sarebbero più ubicati nel comune di Ariano "nuovi siti di smaltimento finale di rifiuti" (che bisogno ce ne sarebbe, con  Savignano e S. Arcangelo così vicini?)
In complesso, insomma, si è lottato per niente o peggio che niente. Ma, intanto è stato celebrato il trionfo della politica e per parecchi già questo era un bel fine, dopo la primavera del 2004...

DOCUMENTAZIONE
1) Comunicato stampa del senatore Sodano, in cui si riassumono gli emendamenti al decreto >>
2) Ordinanza di Prodi del 15 giugno (G. U. del 16 giugno)>>

 

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