impatto ambientale / discarica ambiente disastri

 

LA DISCARICA, L'AMBIENTE , I DISASTRI AMBIENTALI

Difesa Grande

Quali sono le conseguenze sull'ambiente e sulla salute della discarica di Difesa grande (senza dimenticare la SMAE)? L'allarme della popolazione e le preoccupazioni per la salute attendono risposte precise da parte delle autorità competenti (indagini serie e puntuali sull'incidenza di malattie e sulla situazione del territorio). Tuttavia, si segnalano delle inerzie inaccettabili: nonostante le continue segnalazioni di inquinamento delle acque del Lavella e del Cervaro, c'è ancora chi nega che sia accertato un contatto tra queste segnalazioni e la discarica. La situazione determinatasi il 17 aprile, tuttavia, taglia la testa al toro dei se... e dei ma... .

Analisi chimico-fisica del perc9olato eseguita dall'ARPA di Foggia * 20 aprile 2004  PDF     Dalla discarica sono finiti nei corsi d'acqua a valle liquami che hanno inquinato le acque, determinando il sequestro della discarica da parte della magistratura, prontamente chiamata sul posto dai rappresentanti  del movimento antidicarica.  Le analisi dell'ARPA di Foggia  hanno successivamente accertata la presenza nelle acque di metalli pesanti particlarmente pericolosi, dal cromo al piombo al mercurio...           

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APRILE 2004

 
 

L'INQUINAMENTO   DEL   LAVELLA

 
 
   

 

 
Le foto illustrano l'inquinamento del torrente Lavella nei primi giorni di aprile. Le acque del torrente sono interessate da sostanze che le rendono nerastre.
I contadini della zona, le associazioni ambientaliste, il movimento di lotta antidiscarica hanno prontamente interessato le autorità, segnalando la grave anomalia. Le acque del Lavella sono tributarie del fiume Cervaro, il cui corso, lasciato il comune di Ariano, raggiunge la Puglia attraverso una profonda vallata.
Sono stati fatti dei prelievi ed effettuate analisi. Il corso del torrente presenta indubbiamente tracce di grave inquinamento e tutto lascia pensare che le origini del fenomeno siano da ricercare nella discarica di Difesa Grande, che si trova poche centinaia di metri a monte del  Lavella; nonostante le smentite dell'ASI DEV, è davvero difficile pensare ad un'altra causa. Le analisi dell'ARPA di Foggia, dopo i fatti del 17 aprile, individuano, in seguito, alcune sostanze inquinanti: cromo, piombo, mercurio, ecc.

 

I fatti del 17 aprile 2004 e il sequestro della discarica

Nuovo disastro ambientale - Nuovo sequestro della discarica
La sera del 17 aprile dei rigagnoli di liquido (che altro non può essere che percolato) fuoriescono dalla discarica e finiscono nelle acque del Lavella. E' disastro ambientale. Gli esponenti della lotta antidiscarica e i contadini di Difesa Grande prontamente avvisano le autorità. Giungono sul posto le forze dell'ordine, i pompieri, sanitari dell'Asl AV 1, si informa l'autorità giudiziaria, arrivano anche i tecnici dell'ARPAC. In un clima molto teso vengono effettuati prelievi e rilievi fotografici. In tarda serata pare certo il provvedimento di sequestro cautelativo della discarica. La stampa dà ampio spazio alla notizia. E, in effetti, la discarica viene sequestrata dai carabinieri, ma solo il lato sud-ovest, per un fronte di 120 metri. Il giorno 19, un sopralluogo ASL AV 1 e ASI DEV scopre ( o riscopre?) che la discarica non inquina! Infatti non vengono rilevati liquidi neri! Ci risiamo con i balletti. Nemmeno le analisi dell'ARPA di Foggia, che rilevano un pericoloso inquinamento, smuovono l'ASI-DEV e la stessa ARPAC.

 

Documentazione : articoli giornalistici sul 17 aprile e i fatti seguenti

Corriere Irpinia  18 aprile    Ad Ariano allarme Lavella  

 

ad Ariano Irpino riesplode la protesta do­po che due giorni fa, come riportato dal "Corriere", il sottosegretario all'Ambiente An­tonio Martusciello, durante la trasmissio­ne La zona Rossa di "Rete 4" aveva di­chiarato che la discarica di Difesa Grande e-ra stata chiusa da un decreto del commis­sario straordinario, mentre l'ufficio stampa di Catenacci ha fatto sapere che «non vi è alcun prov­vedimento, alcun decreto ufficiale firmato». A questo si aggancia il segretario provinciale di Rifondazione Co­munista Giovanni Maraia, che annuncia: «Attraverso il proprio gruppo parlamentare, HPrc chiederà al Ministro dell'Ambiente e al suo vice di voler chiarire davanti al Parlamento il senso e il motivo della bugia sulla chiusura della discarica di Difesa Grande». E ieri i residenti di Di­fesa Grande hanno lanciato l'allarme: liquido nero nel Lavella. Enormi chiazze hanno cambiato il colore del fiume. Sul posto circa venti persone. C'erano anche Carmelo Padula dell'Asl Av 1, più tardi l'Arpac e la Protezione Civile e i carabinieri del comando di Ariano. Nell'aria, mentre continuava a piovere e non si fermava l'afflusso delle persone, anche residui di polvere: si stanno bruciando i biogas.
Si parlava di una fuoriuscita di liquido nero dai canali di
scolo sul lato est della discarica. Pare si tratti di acque di dilavamento. Più a valle, sul lato sud-est, viene indivi­duato un rigagnolo di liquido nero che si riversa nel torrente a valle della discarica. Viene avvertito il magistra­to di turno della Procura della Repubblica del Tribunale di Ariano Irpino. Per gli ambientalisti non ci sono dubbi: si tratta di percolato della discarica. Ad aggravare la situazione il maltempo delle ultime ore. La pioggia, infat­ti, ha contribuito ad aumentare il livello dei liquidi in discarica e di conseguenza anche nei pozzi spia.

 
  OTTOPAGINE  18 aprile prima pagina La Procura sequestra la discarica    
 

Accertata la perdita da un pozzo dello sversatoio. Momenti di tensione: ferita una donna Anche Maraia coìto da malore

Ariano Irpino - Su disposizione della Procura della Repubblica di Ariano, il sostituto procurato­re di turno, Michela Palladino, ha sequestrato la discarica di Difesa Grande. L'annuncio, poco dopo la mezzanotte, è stato dato dal commissario Gaetano Froncillo ad un gruppo di mani­festanti, in un clima di grande tensione. Si tratta di sequestro probabatorio. Contestualmente l'impianto è stato affidato in custodia giudiziale per la ridu­zione in pristino dello stato dei luoghi. Una decisione che è, in sostanza, la certificazione di un reato penale e quindi la conse­guente apertura di un fasciole. L'Asl Avi aveva già il sequestro probatorio della discarica. A causa del violento temporale, infatti, dal lato sud della discarica è fuoriuscita un considerevo­le quantitativo di liquido, tanto da creare canali esterni e con­fluire nel torrente Lavella. A lan­ciare l'allarme, alle ore 19 di ieri, è stato Giovanni Maraia insieme ad alcuni agricoltori. E' stata subito avvertita la Protezione civile, che ha sollecitato lo stes­so Bertolaso. Sul posto Carmelo Padula, responsabile del diparti­mento igiene e salute pubblica dell'Asl Av1, insieme al funziona­rio Giovanni Del Viscovo. In tarda serata sono giunti a Difesa Grande anche i vigili del fuoco e cinque funzionari dell'Arpac. E' stato immediatamente chiesto l'intervento del sostituto procu­ratore di turno Michela Palladino, che a sua volta ha informato il sostituto procurato­re Daniela Tognon, che sta conducendo l'inchiesta su Difesa Grande. L'Asl ha riscontrato una perdita da un pozzo di percolato, che confluisce proprio nel torrente Lavella. Attraverso i prelievi effettuati, è stato anche accertato che il liquido prelevato nei canali e nel torrente Lavella è lo stesso prelevato all'interno della discarica. La perdita è quindi certa, così come il sequestro probatorio. Il clima di tensione che ne è segui­to ha provocato il ferimento di una donna A.S. (queste le iniziali), che è finita a terra nel caos seguito all'abbandono da parte dei mezzi Arpac della discarica. Colto da malore anche il segretario provinciale di Rifondazione Comunista, Giovanni Maraia. Gianni Vigoroso

 

Corriere Irpinia 19 aprile pagina 5 Rifiuti ancora passione e proteste
Ad Ariano e Chiusano resta l'allerta

...ad Ariano resta alta l'allerta dopo l'allar­me riesploso per le condizioni in cui versa il tor­rente Lavella e l'intervento della Procura della Re­pubblica che ha disposto il sequestro della disca­rica. E ieri il segretario provinciale di Rifondazio­ne Comunista Giovanni Maraia ha sottolineato che a distanza di dodici ore dall'allarme lanciato per il Lavella «la Protezione Civile non ha provveduto a bloccare l'inquinamento ambientale».

IL MATTINO 19 APRILE Difesa Grande, nuovo sequestro
Interviene la Procura dopo la fuoriuscita di liquido nero  

 

ariano. Per tutta la mattinata di ieri carabinieri e agen­ti della polizia di Stato di Ariano Irpino hann'o perlu­strato l'area di Difesa Gran­de, effettuando, tra l'altro, una sericei rilievi fotografi­ci che potranno tornare uti­li al sostituto procuratore della Repubblica, Michela Palladino, che sta indagan­do sul fenomeno della fuo­riuscita di liquidi scuri dal­la discaricala notte tra saba­to e domenica scorsa.
Il magistrato, che ha di­sposto il sequestro probato­rio della parte dell'impian­to interessata alla tracima­zione del liquido (direzione torrente Lavella), attende di conoscere i risultati delle analisi sui prelievi effettua­ti dall'Arpac, proprio men­tre questi liquidi scuri stava­no per invadere la zona circostante il torrente Lavellla.
Secondo gli ambientali­sti che hanno denunciato l'accaduto, costringendo l'Arpac, l'Asl e le forze dell' ordine a portarsi presso la discarica di Difesa Grande in piena notte, si starebbe consumando l'ennesimo disastro ambientale nella zona. Quello che uscirebbe dall'impianto non potreb­be che essere percolato. Co­sa contestata dalla società che gestisce lo sversatoio che sostiene che, a causa della pioggia caduta in ab­bondanza nei giorni scorsi, potrebbe essersi verificato la fuoriuscita di liquidi non inquinanti e non pericolo­si.
In effetti la Procura è chiamata a verificare se si tratta effettivamente di ac­que non inquinate che so­no fuoriuscite dall'impian­to senza poter essere inca­nalate o se si tratta di perco­lato che non è stato captato dai pozzetti per la cattiva gestione della discarica.
Ad ogni modo nel prov­vedimento di sequestro probatorio la Procura arianese ha imposto all'Asi-dev anche l'immediata messa in sicurezza della discarica. In pratica l'aspirazione dei liquidi fuoriusciti su un ver­sante dell'impianto dev'es­sere fatta in tempi ristrettissimi. La vicenda ha determi­nato, come era facile imma­ginare, una ulteriore accen­tuazione della polemica de­gli ambientalisti e degli abi­tanti di Difesa Grande nei confronti del Commissaria­to per l'Emergenza Rifiuti. Non basta non far giungere più a Difesa Grande ca­mion carichi di rifiuti. Quel­lo che veramente è urgente è la bonifica della zona, che passa necessariamente pri­ma attraverso la messa in sicurezza dell'impianto.
Insomma, finché non si stendono i teloni sugli at­tuali rifiuti e non si pone il terreno da coltivare, ci sarà sempre il rischio di fuoriu­scita di liquidi. Con grave rischio per il torrente Lavella e il fiume Cervaro.
Vincenzo Grasso  

 

OTTOPAGINE  19 APRILE  p. 3
OGGI IL PROCURATORE CONVALIDERÀ IL PROVVEDIMENTO

Difesa Grande, ancora prelievi e controlli Via libera al sequestro
Ottimismo dal movimento ambientalista
Ariano Irpino - E' comparso un cartello davanti ai cancelli rigorosamente chiusi della discarica di Difesa Grande. Un cartello che tranquillizza gli abitanti della contrada ed i manifestanti del Tricolle. Il cartello ufficializza il sequestro del lato sud - ovest dello sversatoio, su disposizione del nucleo operativo della compagnia dei cara­binieri di Ariano Irpino. Il cartello porta la firma del comandante luogotenente, Domenico Russo. Il fronte coinvolto è lungo centoventi metri. Stamane il procura­tore capo di Ariano Irpino, Amato Barile, convaliderà il sequestro giudiziario. Non è la prima volta che la discarica - o un segmento dello sversatoio - viene coinvolta in provvedimento di natura giudiziaria. Ma, dalle parole dei responsabili dell'Asl Avi, pare di capire che il disastro ambientale in atto è davvero di proporzioni preoccupan­ti, paragonabile ad un fenomeno simile che si è registrato nel 1998. Nel corso della mat­tinata di ieri si è registrato un corposo movimento all'esterno della discarica che si contrapponeva, invece, con il silenzio che giungeva dall'interno, piantonato da una pattuglia di vigilantes. Sono stati effet­tuati anche nella giornata di ieri rilievi foto­grafici ed ispezioni nelle campagne circo­stanti fino ad arrivare al torrente Lavella. Sul posto anche Carmelo Padula, respon­sabile del dipartimento di salute pubblica dell'Asl Avi.
«Effettivamente - ha dichiarato Padula -abbiamo riscontrato esternamente alla discarica la presenza di liquami di colore scuro ma anche internamente allo sversatoio sono state riscontrate diverse fuoriuscite di percolato dal corpo della discarica. I rigagnoli entravano direttamente nel torrente». E' stato pure accertato dai prelievi effettuati dall'Asl - a sovrintendere le operazioni Tommaso Del Viscovo - che la sostanza raccolta all'interno della discarica è la stessa riscontrata nelle acque del torrente Lavella. E' stata allertata anche l'Arpac che ad Ariano continua a non riscuotere grande successo. L'inchiesta coordinata dalla Procura dovrebbe essere alle battute conclusive. E' ancora presto per poter ipotizzare l'emissione di altri provvedimenti e per possibili avvisi di garanzia. I tempi non sono maturi per individuare eventuali responsabilità, ma gli ambientalisti si dicono fiduciosi e si affidano al lavoro dei magistrati. Nel corso di un incontro con il sostituto procuratore, Daniela Tognon, titolare dell'inchiesta, era emerso che il fascicolo poteva chiudersi entro luglio. Ma lo sviluppo della scorsa notte, causato con molta probabilità dalle piogge abbondanti, potrebbe velocizzare i tempi. Nella vicenda, oltre ai carabinieri, sono coinvolte Asl e Arpac. Si susseguono prelievi, controlli, perizie e verifiche. Sta bene, intanto, la donna che la scorsa notte ha riportato contusioni in seguito ai momenti di tensione che si sono registrati davanti ai cancelli della discarica.

DA OTTOPAGINE DEL 21 APRILE, P. 2 

 Cromo esavalente nel percolato. La notizia giunge dall'ARPAC di Foggia. A darne comunicazione è il sindaco di Monteleone di Puglia Giovanni Campese.  Il primo cittadino del comune pugliese che confina con Ariano Irpino è appar­so molto preoccupato alla luce di quanto dichiarato - per ora solo ver­balmente - dall'Arpac. Dagli accertamenti effettuati risulta che c'è reale pericolo di inquinamento delle falde acquifere. Secondo il sindaco Giovanni Campese,  il sito di Difesa Grande va bonificato con la massima urgenza, altrimenti si metterà in serio pericolo la salute dei cittadini di Ariano e di Monteleone di Puglia. Un allarme molto preoccupato e serio, che viene rivolto a chi di competenza e che dimostra quanto ancora sia sen­tito il problema dell'inquinamento della discarica di Difesa Grande. Un problema che forse andrebbe affrontato e risolto nel giro di poco tempo, in modo da evitare qualsiasi tipo di incomprensione e anche di allarmismo tra gli abitanti non solo di Ariano Irpino.
Dall'ARPAC di Foggia Falde acquifere inquinate * p. 2 * 21 aprile 

DA OTTOPAGINE DEL 24 APRILE, P. 2

Discarica, il telo è rotto . Ariano. Si spiega così la fuorisuscita del eprcolato dall'impianto. La fuoriuscita di percolato dal corpo della discarica è dovuta alla rottura del telo impermeabile posto sul fondo del­l'impianto a protezione del suolo e delle acque sotterrane e di superficie, in segui­to a smottamenti del terreno di fondazio­ne. L'Arpac di Avellino esce allo scoperto dando ragione all'Asl Avi. In una nota del 21 aprile, l'ente diretto da Cosimo Barbato, attraverso una dettagliata rela­zione, spiega così gli ultimi eventi che hanno interessato la discarica arianese fino alla determinazione del sequestro giudiziario di un lato disposto dai carabinieri su sollecitazione dell'Asl. Già nel 2000 il dipartimento Prevenzione dell'Asl, diretto da Carmelo Padula, aveva chiesto spiegazioni ai vari  organi competenti      circa l'idoneità  della discarica  ponendo una  serie di interrogativi sul perché la   vasca principale ad esempio riceveva il triplo o il quadruplo dei rifiuti. Inoltre, sempre l'Asl riconfermava il suo parere circa il sito da considerarsi inquinato. Stesso discorso nel 2004. Ai vari organi competenti come Comune, provincia, Prefettura e Procura sempre Padula, nel marzo 2002, richiedeva già relazione indicante le modalità relative alle operazioni di messa in sicurezza dell’'impianto. Si attende, intanto, da Roma, per un ennesimo sopralluogo in discarica, l'arrivo dei tecnici del Pm Tognon. Sarà messa in atto una nuova ispezione alla luce del grave episodio avvenuto iella notte tra sabato e domenica scorsi. Gianni Vigoroso  
Discarica, il telo è rotto *p. 2* 24 aprile * OTTOPAGINE PDF

 

DA OTTOPAGINE DEL 21 APRILE, P. 2 

Ecoballe in discarica: proseguono le indagini sull'ex sindaco - II pubblico ministero del Tribunale dì Ariano Irpino, Danìela Tognon, ha chiesto al giudice per le indagini preliminari dì essere autorizzata a proseguire le indagini per ulteriori sei mesi nei confronti dell'ex sinda-co della città del Trìcolle, Domenico Covotta, il quale era stato querelato, l’anno scorso, dal cìrcolo locale di Legambìente, per aver acconsentito allo sversamento delle ecoballe nella discarica di Difesa Grande,
La richiesta al sindaco di Ariano era partita dal presidente della giunta regionale della Campania Antonio Bassolino, allora commis- sario straordinario per l'emergenza rifiuti.
Un  atto dovuto,  quello della Procura di Ariano Irpino, in presenza dì una querela di parte.

Ecoballe in discarica * p. 2 * 21 aprile 

Il disastro del 17 aprile non è il primo. Già nelle settimane scorse il movimento di lotta antidiscarica aveva denunciato la presenza di liquami nel corso del Lavella e del Cervaro (vedi documentazione fotografica sopra). La Asl afferma (vedi articolo)  che quello attuale è un disastro di considerevoli proporzioni, paragonabile a quello del 1998.
Dei rigagnoli di liquame nerastro sono fuoriusciti dalla discarica e hanno percorso il pendio che raggiunge il torrente Lavella.
Il provvedimento di sequestro è inevitabile; è stato effettuato dai carabinieri e riguarda solo un versante della discarica: il lato sud ovest per un fronte di 120 metri. Non si tratta del primo sequestro. Va chiesto con decisione che il sequestro e la gravissima situazione ambientale determinatasi inducano in tempi strettissimi alla messa in sicurezza della discarica e all'avvio della bonifica. Ma gli sviluppi sono, come sempre, contraddittori: un sopralluogo, il giorno 19 aprile, condotto da ASL e ASI-DEV avrebbe appurato che la discarica non inquina...Insomma è ripreso il batti e ribatti. Il fatto nuovo è il riconoscimento della rottura del telo sottostante la discarica, da parte dell'ASI-DEV. Il percolato proviene, insomma, dal cedimento della protezione della discarica.

Mentre si vive l'ennesimo disastro ambientale nella zona della discarica, continua il giallo (molto pallido) del decreto di chiusura. Martusciello, sulla stampa del 19 aprile, affermava che l'indomani il provvedimento sarebbe stato notificato:

Ottopagine, 19 aprile:

Da Martusciello
Ecco il decreto
L'ufficio stampa del sot-tosegretario all'ambiente, Antonio Martusciello, dichiara che nella giornata di domani sarà notificato il provvedimento che dispone la chiusura di Difesa Grande. Sarà vero?

Il Lavella inquinato (aprile 2004)

 

GLI ARTICOLI IN FORMATO PDF:

Chiusano in sit in Ad Ariano allarme Lavella * p. 3 * 18 april CORRIERE IRPINIA PDF

La procura sequestra la discarica * p. 1 ° 18 aprile OTTOPAGINE  PDF

Difesa Grande via libera al sequestro * p. 3 * 19 aprile OTTOPAGINE  PDF

Difesa Grande Nuovo sequestro * p. 25 * 19 aprile 

Rifiuti, ancora passione e proteste Ad Ariano e Chiusano resta l'allerta * p. 5 * 19 aprile 

La discarica non inquina * p. 3 * 20 aprile Ottopagine  PDF

Indaga anche Foggia * p. 3 * 20 aprile Ottopagine  PDF

Catenacci ordina all''ASI DEV altri controlli su Difesa Grande * p. 4 * 20 aprile  PDF

Discarica, il telo è rotto *p. 2* 24 aprile * OTTOPAGINE PDF

 

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LA DISCARICA : DISASTRO DOPO DISASTRO

 

Il disastro ultimo dell'aprile 2004 non è certo il primo, ma l'ultimo di una serie. Le immagini che seguono documentano altri eventi disastrosi del 1998.

 
 

 

N ella foto a destra: l'incendio nella discarica (1998).

Il 1998 si verificò un disastro ambientale di considerevoli proporzioni (vedi foto). La Asl verificò l'inquinamento del torrente Lavella.
Neppure il disastro di allora ebbe l'effetto di indurre alla chiusura della discarica, avviandone la messa in sicurezza e la bonifica.

 

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