..:: CORRIERE ::.. - Quotidiano dell'Irpinia fondato e diretto da Gianni Festa Sabato 3 Aprile 2004 Ad Ariano i politici accolti tra fischi ed urla: andate via E intanto, ieri, ad Ariano, è stata la giornata della contestazione alla politica. Le circa 12.000 persone che hanno aderito allo sciopero generale, indetto dai sindacati, hanno praticamente impedito, con urla e fischi, ai personaggi politici di parlare dal palco degli organizzatori, al punto da costringerli a scendere. Già si era avuto sentore della situazione quando i dimostranti avevano accolto con fischi ed urla l’onorevole Enzo De Luca, impedendogli di rilasciare le dichiarazioni al “Tg1” e al “Tg5”. La lunga giornata inizia alle prime luci dell’alba, quando un convoglio di circa 18 tir si avvicinano al Tricolle. Immediatamente scatta l’allarme: auto in strada che suonano i clacson, persone che bussano ai campanelli e campane che suonano a distesa. Tempo pochissimi minuti ed un intero quartiere scende in strada. Le mamme con i piccoli in braccio o nelle carrozzine diventano una barriera umana che blocca il passaggio dei grossi camion. Riesce a passare solo un furgone della polizia. Arriva la celere con al seguito la tenuta anti sommossa, si trova davanti circa mille persone decise a farsi picchiare ma non a lasciare libero il passaggio. Guglielmo Ventre minaccia di buttarsi davanti al camion. Inizia così un altro lungo fronteggiamento che ricorda i duelli di Sergio Leone, solo che questa volta ci sono una schiera di persone da un lato ed una lunga colonna di Tir con il loro nauseabondo carico, dall’altro. Albeggia. Ma la situazione resta la stessa. La gente continua ad arrivare da ogni parte. La gente in strada inizia a recitare il “Padre Nostro” con don Ottone Morra. Poi iniziano i cori con canzoni ambientaliste e sui motivi di canzoni celebri alle quali sono state cambiate le parole. Si va avanti così fino alle 9.00. Alle 9.05 i vigili urbani effettuano un sopralluogo intorno ai TIR in sosta e procedono ad elevare numerose multe perché i cassoni non sono a tenuta stagna: il liquido di fermentazione, infatti, sta già invadendo la strada. Ore 9.10 centinaia di bambini alla testa della barriera umana di fronte ai tir, cantano l’Inno di Mameli. Manca ancora un’ora alla partenza del corteo e nel luogo di arrivo già si contano migliaia di persone. In strada ci sono le barricate formate con bidoni dell’immondizia e sacchi. Il clima è calmo ma si respira aria di guerra cittadina. «Solo la gente onesta è in grado di sconfiggere le illegalità», recita un cartello che compare in strada. Intanto centinaia di donne si schierano davanti ai camion con un mazzetto di mimose in mano. Ore 9.26, dopo una mediazione delle forze di polizia, i camion si girano, cambiano luogo di stazionamento, anche perché c’è il rischio sequestro da parte dell’Asl. I manifestanti accolgono il dietro front con un’ovazione. Un autista accelera nervosamente e parte di scatto, un dimostrante rischia di essere investito. Si scatena una reazione verso il camion di alcuni dimostranti. La polizia ed altri dimostranti sedano gli animi. Non c’è nessuna conseguenza. Ore 9.35 Arriva De Luca che viene circondato ed accolto con urla “via i politici, via i politici”. Il giornalista Gianni Vigoroso si sente male. I miasmi gli hanno provocato la nausea. Non è il solo. Anche altre due donne, nel corso della giornata, sono state ricoverate in ospedale per lo stesso motivo. Il cronista ha annunciato che sporgerà denuncia nei confronti «di questi irresponsabili che trasportano veleno». E’ in arrivo il corteo partito da piazza Plebiscito alle 10. «Questa zona da poco si sta sviluppando – dice una signora anziana – ora ce la stanno sporcando». Arriva il corteo. In testa Giuseppe Solimene, seguito dai sindaci della provincia. C’erano con i gonfaloni i Comuni di Ariano, Montecalvo, San Nicola Baronia, Trevico, Grottaminarda, Melito, Castel Baronia, Savignano, Montaguto, Greci, Flumeri, Summonte, Sant’Angelo a Scala, Villanova, Gesualdo, Vallata, Bonito, San Sossio, Frigento, Venticano. C’era anche l’assessore all’ambiente della provincia di Foggia. C’erano i sindaci del foggiano di Monteleone, Anzano di Puglia, Panni e Deliceto. C’era la Provincia di Avellino, i rappresentanti della Comunità Montana dell’Ufita, quelli del consorzio di bonifica dell’Ufita, e del Consorzio smaltimento AV2. Tutti i partiti del centrosinistra erano presenti con i segretari provinciali ma a Raffaele Aurisicchio, Luigi Mainolfi, Giovanni Maraia, Domenico Covotta, Gianluca Festa, Nicola Cicchetti e Pasquale Giuditta non è stato permesso di parlare dal palco. C’erano anche il consigliere regionale della Margherita, Mario Sena e il senatore Ds, Angelo Flammia. Presenti le associazioni degli agricoltori, le associazioni sindacali, una rappresentanza dei boyscout, le associazioni del commercio che hanno decretato la serrata generale. Legambiente, una rappresentanza di Panatlhon International, la curia di Ariano, il Tribunale ed rappresentanti del progetto Polo Pegaso (progetto prevenzione tossicodipendenza). Qualche sindaco è tornato indietro perché non è riuscito a raggiungere il luogo della manifestazione. Il vice sindaco di Zungoli è chiaro: «Siamo pronti a fare marcia su Napoli – dichiara Giocchino Grande – andremo tutti alla Regione». Il senatore Flammia sotto al palco annuncia che la commissione bicamerale per i rifiuti sarà in Campania dal 23 al 25 marzo e verrà anche ad Ariano. Sul palco solo i rappresentati degli enti locali. «Il primo a rispettare le leggi deve essere lo Stato – dice Solimene – la pazienza ha un limite». Poi parla Patrizia Savino a nome delle donne di Ariano. «Chiediamo scusa a Difesa Grande per averla abbandonata per tanti anni», dice la coriacea dottoressa. «La Discarica di Ariano rimane chiusa – dice don Antonio Blundo – il secondo punto non esiste». Alfonso Caccese a nome dei cittadini di Montecalvo Irpino dice: «Siamo con voi, non vi lasceremo soli. Lotteremo fino a quando non sarà chiusa la discarica». Alla manifestazione hanno partecipato circa 12.000 persone. In tutto ieri erano mobilitate 15.000 persone. La protesta monta sempre di più. I cittadini di interi paesi sono pronti a scendere in campo a fianco della società civile di Ariano che protesta civilmente. Si ha la sensazione che potrebbe essere un grave errore pensare di adottare la linea dura. I rischi sono elevatissimi. C’è la probabilità di destabilizzare l’ordine pubblico generale dell’intera area geografica. Ieri si sono rimasti fermi anche il Tribunale, la Procura della Repubblica ed i giudici di pace. Nel pomeriggio c’è stato un allarme, poi rivelatosi infondato, per l’arrivo dei Tir. In pochissimi minuti in strada sono arrivate duemila persone. Nel pomeriggio c’è stato un concerto mentre in serata sono stati distribuiti viveri. La gente si è preparata così alla nuova notte all’aperto. 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