..:: CORRIERE ::.. - Quotidiano dell'Irpinia fondato e diretto da Gianni Festa Sabato 3 Aprile 2004 Catenacci: vado avanti Ariano: ma anche noi Non c’è bisogno del rosso, ai semafori di Cardito. L’alt lo fa una marea umana che aspetta da due notti l’arrivo dei compattatori verso difesa Grande. Ieri, intorno alle 9,30, giorno di riapertura della discarica ne sono apparsi undici che avevano percorso tutta la statale 90. Ma che i manifestanti hanno fermato pacificamente e con il dialogo. Coppie di studenti mano nella mano, con addosso la sciarpa dell’Avellino o la bandiera tricolore, donne, bambini. Li accolgono con uno striscione: “Benvenuti nella città autonoma di Ariano”. Il muro di popolo mentre passano le ore s’ingrossa sempre di più ed è invalicabile per i camion che trasportano i rifiuti. Sono lontani i 15 Km di strada che portano da Cardito a Contrada Turco, l’ultimo tratto buono per Difesa Grande. E sono circa 7000 le persone, quasi tutte hanno passato la notte a sorvegliare la zona sotto neve abbondante. Qualche bicchiere di latte caldo, ma con la speranza nel cuore: mandare a casa i camion. Le donne di Ariano, sono loro a fermare il primo tentativo di passaggio: alzano uno striscione, c’è scritto “giratevi”. I fotografi dei giornali appollaiati sulla base della gru dei vigili del fuoco di Grottaminarda che, insieme alla polizia, ha scortato i compattatori. mentre un elicottero della polizia guarda dall’alto del cielo di Ariano. Più volte i camion tentano di mettersi in moto e ripartire ma “non si passa - dicono i manifestanti- perchè gli unici catenacci che vogliamo devono servire a chiudere la discarica”. Così dice un operaio edile, Michele e sua mogli e aggiunge: «Da quando c’è Difesa Grande, ad Ariano, sono aumentate le morti per tumore. Sono preoccupata per i miei figli e per quelli degli altri. Da tempo cerchiamo risposte serie e credibili che non ci sono mai state date». Pochi centinaia di metri più in là studentesse e anziani, intanto, pregano l’Ave Maria, «soltanto così li terremo lontani». Don Ottone Morra, cappellano del carcere dell’ospedale di Ariano dice che «questa è la nostra terra e ribadiamo l’ingiustizia e l’illegalità che si sta perpetrando nei nostri confronti». In questi giorni, don Ottone ha chiamato a raccolta i fedeli attraverso la preghiera. Tutto intanto si svolge senza il minimo incidente. Almeno centocinquanta gli agenti di polizia arrivati, ieri mattina presto, dalle parti di Reggio Calabria, Taranto e Napoli oltre ai cento carabinieri del battaglione regionale campano. La responsabilità dell’ordine pubblico è stata affidata al vice questore vicario di Avellino Giovanni Catanese e al vicequestore Gaetano Fruncillo, dirigente del commissariato di Ariano. I militari sono schierati senza casco e manganello, non sono in tenuta antisommossa. Ed è proprio un agente di polizia in borghese che non ha dubbi. «In queste condizioni - dice - è impensabile un intervento di forza. Se ci venisse dato quest’ordine, vorrei che a guidare le cariche ci fosse, in prima fila, il ministro dell’interno». Anche un dipendente di una ditta di scatole, proveniente da Giugliano, fermo a Cardito mette il suo camion prima di traverso e poi lo aggiusta. Ma resta fermo lì e partecipa alla protesta perchè «anche a Giugliano è la stessa cosa, non posso che solidarizzare con il popolo arianese». Tra le autorità che si vedono a Cardito, altre sono presenti al bivio di Villanova, c’è il sindaco di Flumeri, Sinibaldo Di Paola, il quale sottolinea come «per la centrale termoelettrica l’abbiamo avuta vinta, così sono convinto che non si faccia più, per la discarica è un tormentone che dura da dieci anni con la popolazione disperata». Verso le 11 si comincia a prospettare il rischio igienico sanitario, con i compattatori sempre fermi che cominciano a perdere percolato, mentre lungo uno spiazzo è stata preparata una specie di hyde park un palchetto e un microfono. Ognuno dice la propria, come il preside Gambacorta «non accettiamo le richieste di Catenacci, la smetta e rivolgiamoci a Ciampi». Si distribuiscono intanto acqua e pasti caldi. Siamo arrivati alle 12,55, quando i compattatori tra gli applausi e fischi, tornano indietro. Decisione presa dall’Asl Avellino 1 di Ariano irpino: il direttore del dipartimento di igiene Carmelo Padula e il dottor Michele Gelormini dello stesso distretto effettuano le verifiche necessarie e confermano, anche attraverso rilievi fotografici, la perdita di “colaticcio” da parte di un compattatore di rifiuti solidi. i campioni estratti sono stati inviati all’Arpac di Avellino dove saranno effettuate le analisi di laboratorio. Redazione provincia >>> le altre notizie Politica Cronaca In città Negli enti e nelle aziende Hinterland Irno Irpinia Alta Ufita Baianese Vallo di Lauro Valle Caudina Cultura Sport Archivio notizie Entra nella nostra chat Downloads Segnala Corriere Vota al nostro sondaggio Consulta gli speciali Farmacie di turno C.A.P. e prefissi dell'Irpinia Numeri utili Per chi viaggia Calcola il tuo Codice fiscale Ristoranti e pizzerie Pub e disco Cinema e teatri Giorni di mercato Sagre e feste in Irpinia Oroscopo Entra nel forum Manda una cartolina Inserisci la tua e-mail per iscriverti al servizio gratuito di newsletter Se vuoi cancellarti dalla nostra newsletter clicka qui Visita la galleria fotografica Il tempo in Irpinia Irpinia Tv Telenostra Prima Tivvù Retesei Canale 58 © 2002 - Conceptual design