Localizzazione

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     Difesa Grande

Sullo spartiacque appenninico, in una zona d'interesse storico e archeologico, nasceva dieci anni fa la discarica di Difesa Grande. La promessa era che doveva durare due anni; oggi, dopo circa dieci anni di attività, è una delle discariche più grandi d'Europa, finalmente chiusa dalla mobilitazione popolare dei primi mesi del 2004.
 
geografia fisica
geologia
storia
archeologia
insediamenti urbani

Il torrente Lavella inquinato, nell'aprile 2004

Difesa Grande è un esteso altopiano, a nord est dell'attuale centro abitato di Ariano, da cui dista circa 8 chilometri. Si tratta di una vasta zona coltivata prevalentemente a cereali, con una bassa densità abitativa. Il sito della discarica è stato scelto curando particolarmente la poca visibilità. Va evidenziato che il sito si trova sullo spartiacque appenninico, in una zona di interesse storico e archeologico, già degradata pesantemente dalla SMAE, altro sito al centro di polemiche e di lotte per la salvaguardia dell'ambiente e della salute: questi elementi, tuttavia, non sono valsi a impedire l'apertura. La particolare localizzazione  ha garantito alla discarica, almeno inizialmente, una certa sottovalutazione da parte della popolazione arianese, ad eccezione, naturalmente, degli abitanti della zona. e anche di quelli di alcuni comuni vicini, come Monteleone di Puglia. Ben presto, tuttavia, la consapevolezza del degrado ambientale e dei rischi per la salute hanno prevalso. Sulla scia delle attività delle associazioni di volontariato e ambientaliste, la popolazione si è mobilitata. Le continue proroghe dell'apertura che, inizialmente, doveva durare un paio d'anni; la crescita della montagna di immondizia; il sospetto che la discarica fosse un buco nero che inghiottisse anche rifiuti pericolosi; il diffondersi nella città e nella zona di casi di tumore, hanno indotto una parte sempre più vasta di popolazione a protestare. Il fallimento degli esposti e delle denunce che chiedevano argomentatamente la chiusura della discarica e che sono stati regolarmente ignorati; il fallimento di ogni tentativo da parte di alcuni amministratori della città; la nullità assoluta e sospetta di altri amministratori, hanno infine determinato la grande mobilitazione del marzo 2004, che, per ora, ha garantito la chiusura della discarica.

 

Sotto: la SMAE e, più lontano, la discarica. 

Sopra: immagine dell'area della discarica.

La cartina della zona della discarica

In tratteggio azzurro, l'area della discarica; nel cerchio giallo, l'area della SMAE. 

La linea sinuosa che sfiora il cerchio giallo è il percorso del torrente Lavella, affluente del Cervaro.

 

Il corso del torrente Lavella, in prossimità della SMAE e della discarica di Difesa Grande

geografia fisica
 

Immagine di Difesa Grande

Sullo sfondo: il bosco di Monteleone

L'area della discarica è posta ai margini di un altopiano sui 700 msl. Si trova lungo la strada provinciale che collega la SS 90 (località Cariello) alla SS 91. L'area è in leggera pendenza verso sud. Immediatamente a valle della discarica scorre il torrente Lavella, affluente del Cervaro, fiume che sfocia in Adriatico a sud di Manfredonia. Il torrente Lavella scorre in direzione est-ovest e confluisce nel Cervaro poco a valle dello stabilimento SMAE. Il Cervaro scorre anch'esso in direzione ovest fino alla contrada Tesoro, devia quindi verso nord formando una valle man mano più profonda, che divide nettamente l'altopiano di Difesa grande da quello di Camporeale. I rilievi principali sono situati a est dell'area della discarica: Monteleone (840 msl), Monte Triggiano (797 msl) e Monte Ferrara. 
I terreni argillosi presenti sono stabili se a morfologia pianeggiante, ma sono interessati da estesi movimenti franosi anche con pendenze piuttosto deboli. Aree dissestate sono presenti sia lungo il torrente Lavella a valle dello stabilimento SMAE, che lungo il Cervaro.
L'utilizzo prevalente del suolo è seminativo o pascolo nelle aree morfologicamente più accidentate.
Il territorio si presenta in gran parte privo di copertura arborea, tranne che in alcuni tratti, dove permangono boschi residui. E' il caso del bosco di Monteleone, non lontano dalla discarica, il quale ha un ambiente forestale che testimonia di quel che un tempo doveva essere la copertura boschiva che interessava gran parte del territorio. 

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geologia

L’area della discarica è interessata dall’affioramento di litotipi appartenenti ad un complesso argilloso noto come complesso degli argilloscisti varicolori.
Si tratta di una successione, generalmente in giacitura caotica di argille, argille marnose, marne ed argilliti grigie o varicolori. Presentano  variabili gradi di costipazione e scistosità, spesso sono sovraconsolidate e fortemente tettonizzate.  Nella zona lo spessore della formazione argillosa viene valutato sui 200 metri.
La componente argillosa  spesso ingloba pacchi di strati litoidi formati da calcareniti, marne, arenarie. Nella zona di Difesa Grande è presente anche una formazione di gessi a cui si associano spesso diatomiti e argille diatomitiche. Cave di gesso, attive fino a pochi anni fa, sono presenti lungo il fiume Cervaro, prima di giungere alla discarica provenendo dal bivio di Villanova, e al monte Ferrara, lungo la strada che porta da Monteleone a Savignano.
Il ministro Matteoli ha assicurato che nell’area della discarica è presente una formazione argillosa compatta dello spessore di almeno 200 metri. La formazione argillosa è caratterizzata da bassa permeabilità, per cui non vi sarebbe pericolo di inquinamento delle falde idriche.
Nei terreni argillosi è comunque presente una falda acquifera superficiale.
 
I complessi litoidi inglobati all'interno delle argille sono in genere sede di falde idriche più importanti.

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storia
Difesa Grande è zona di grande interesse storico. nell'antichità, è interessata dal percorso di importanti assi viari di età protostorica, sannitica e romana. 
A Monte Castello, presso Savignano, era un importante insediamento protostorico (fine IX secolo-VII secolo a. C. ).
In particolare è importante il tratto del tratturo Pescasseroli-Candela, uno dei tratturi più importanti di quella civiltà della transumanza che ha radici nella preistoria del nostro territorio. Il tratturo, con le sue diramazioni, permane come importante via di comunicazione della civiltà della transumanza fino a tempi recenti.
In età sannitico-romana, la zona è interessata dal tracciato della  via Herculea, un asse di comunicazione nord-sud che percorreva la zona appenninica e funzionava da bretella tra le due importantissime vie Traiana e Appia. 
In età medievale, è rilevante la presenza di fortificazioni: la Torre delle ciavole (comunemente torre dei briganti) e la torre Li Pizzi (ricordata fin dal XIV secolo) ne sono gli esempi migliori.In età moderna, la presenza di masserie del XVII e XVIII secolo, sono testimonianza della civiltà della transumanza.

Cartina della viabilità antica nella zona di Difesa Grande: si rilevano le vie romane (rosso), il tratturo Pescasseroli-Candela (linea verde larga9  e le diramazioni (linee verdi strette)

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archeologia
Nella zona di Difesa Grande, a dimostrazione dell'importanza del territorio dal punto di vista delle comunicazioni viarie, sono stati fatti importanti ritrovamenti archeologici.
Alla via Herculea appartiene la colonna miliare rinvenuta presso la masseria Intonti, Pezza la Spina.

 

Miliare della via Herculea, Difesa Grande

L'interesse storico e archeologico della zona dela discarica è sancito, il 26/5/1995 dal decreto di vincolo posto dal Ministero per i Beni Cuturali e Ambientali. La relazione che accompagna il decreto definisce i caratteri che fanno di Difesa Grande una zona da salvaguardare.

 

Il Ministero per i Beni Culturali e Ambientali pone il vincolo archeologico alla zona di Difesa Grande con decreto del 26 maggio 1995          Decreto di vincolo del Ministero dei beni Culturali e Ambientali 26 / 5 / 1995

"...tutta l'area denominata Difesa Grande compresa tra i fogli 33 e 32 a nord, il foglio 35 ad est, il foglio 50 ad ovest, ed i fogli 51 e 52 a sud, oltre al no­tevolissimo interesse ambientale e paesaggistico, è di grande rilevanza archeolo­gica, costituendo un omogeneo compendio storico da tutelare nella sua interezza e da salvaguardare mantenendo lo stato dei luoghi.    Infatti essa è interessata da una cospicua messe di insediamenti antichi testimo­niati da necropoli e tombe sannitiche, insediamenti rustici romani, cippi miliari ed agrari, tracce di centuriazione, ville, viabilità, ponti ed insediamenti medie­vali; soprattutto è attraversata da una fitta rete tratturale, di cui si identifi­cano anche i percorsi, diverticoli del grande Tratture Regio Pescasseroli-Candela (di proprietà dello Stato ai sensi dell'art.l Legge 5.1.1911 n°197, inserito nel­la G.U. n°97 del 23.4.1912) che domina tutto l'arianese (cfr. planimetria BaC). // Parallelamente a quest'ultimo correva la Via Herculia, testimoniata dai cippi mi­liari, oggi conservati presso il Museo Archeologico di Ariano Irpino e rinvenuti iniziando da Nord (cfr. planimetrie B e C): nel foglio 6 particelle 1516, foglio 32 particelle 12-13, fogli 32-33 (Masseria Intontì) e nella Masseria Susanna in Comune di Zungoli (CILIX n° 6959).  // La minore densità di rinvenimenti nell'area della discarica non sminuisce il valo­re storico del sito poiché questa indicazione è una ulteriore testimonianza che la via corresse lungo la direttrice segnata dai cippi. Tale via, costruita in età tetrarchica, costituiva un'asse di penetrazione veloce (Aufidena-Sannio, HeracleaBasilicata), lungo la dorsale appenninica per raggiungere i grandi latifondi del-1'Italia meridionale, di cui un esempio si può riconoscere proprio in questo ter­ritorio a nord-est della discarica nel foglio 35..." (Dalla Relazione, a firma della Dott.ssa Giuliana Tocco,  che accompagna il decreto di vincolo)

Relazione della dott.ssa Giuliana Tocco PDF

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insediamenti urbani
Nella zona circostante la discarica sorgono numerosi centri abitati dell'Irpinia e della Puglia. Di seguito si riportano delle rapide schede relativi ai singoli comuni, con l'indicazione della regione di appartenenza e della distanza dalla discarica di Difesa grande.

ARIANO IRPINO. E' il comune più grande fra quelli vicini alla discarica, ubicata  proprio in territorio di Ariano. La città, con un'altitudine di 817 msl, ha circa 24.000 abitanti ed è stata fondata in età medievale, dopo l'abbandono del sito sannitico-romano di Aequum Tuticum (circa 10 chilometri a nord dell'attuale abitato). La città è sede delle principali scuole superiori e di tutti i più importanti servizi. Il territorio comunale è esteso più di 180 km e ai margini orientali, al confine con la regione Puglia, è ubicata la discarica di Difesa Grande. Il centro abitato è a circa 8 chilometri dalla discarica.

MONTELEONE. Comune della Puglia, a circa 5 chilometri dalla discarica. Posato a 842 slm, conta circa1500 abitanti. Per la posizione prossima alla discarica è stato uno dei primi centri ad avviare la protesta.

ZUNGOLI. Il centro, posto a 657 msl conta circa 2000 abitanti. Dista dalla discarica circa 4 chilometri.

SAVIGNANO. Il centro urbano è a circa 5 chilometri dalla discarica. Ad un'altitudine di 698 msl, il centro conta circa 1500 abitanti.

GRECI. A 821 msl, in posizione dominante sulla valle del Cervaro, il centro conta circa 1000 abitanti ed è a circa 7 chilometri dalla discarica. Comunità albanofona.

VILLANOVA DEL BATTISTA. Il centro, a 792 msl, conta circa 2000 abitanti. La sua distanza dalla discarica di Difesa Grande è di circa 6 chilometri.

GROTTAMINARDA. Grosso centro della Valle dell'Ufita, con oltre 8000 abitanti e ad un'altitudine di      msl. Si trova a circa 14 chilometri dalla discarica di Difesa Grande. E' importante nodo di comunicazioni viarie, con un casello autostradale e alcune strade statali di grande importante..

FLUMERI. A circa 10 chilometri dalla discarica, Flumeri, in posizione alta rispetto alla Valle dell'Ufita, conta oltre 3000 abitanti ed ha un'altitudine di 625 msl.

ANZANO DI PUGLIA. Centro della provincia di Foggia a circa 10 chilometri dalla discarica. E' posto a 760 msl ed ha oltre 2000 abitanti.

SCAMPITELLA. Centro di circa 2000 abitanti, posto a 775 msl. Si trova a una distanza di circa 12 chilometri dalla discarica.

ACCADIA A 650 msl e con oltre 2500 abitanti, Accadia, in provincia di Foggia, si trova a circa 12 chilometri dalla discarica.

MELITO. Il centro Irpino, con circa 2000 abitanti, è a 13 chilometri circa dalla discarica.

MONTECALVO. Posto sulla valle del Miscano a 623 msl, il centro conta oltre 4000 abitanti ed è a circa 13 chilometri dalla discarica.

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