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DUE FOTO DEL
CONSIGLIO COMUNALE DINANZI AI CANCELLI DELLA DISCARICA,
NELL'OTTOBRE 1996 |
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| Decreto
di vincolo archeologico
Ministero per i beni Culturali e Ambientale
- Ufficio centrale per i beni architettonici archeologici
artistici e storici
Il Direttore Generale
...
DECRETA
Gli immobili sopra descritti individuati nell'allegata
planimetria comprendenti i resti sopra indicati e descritti
nella allegata relazione sono dichiarati di interesse
particolarmente importante ai sensi della Legge 1 giugno 1939 n.
1089 e sono quindi sottoposti a tutte le disposizioni di tutela
contenute nella legge stessa.
...
A cura del Sovrintendente per i Beni Archeologici di Salerno
esso verrà quindi trascritto presso la competente conservatoria
dei registri immobiliari di Avellino ed avrà efficacia anche
nei confronti di ogni successivo proprietario, possessore o
detentore a qualsiasi titolo...
26 maggio 1995
Relazione
della dott.ssa Tocco (vincolo archeologico) PDF
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Con
l'ORDINANZA N. 36 del 5 FEBBRAIO 2002,il commissario
all'emergenza rifiuti in Campania Bassolino dispone uno
stanziamento di otto miliardi di vecchie lire per la costruzione
di una bretella Cardito-Ponnola, in grado di eliminare il
traffico per la discarica di Difesa Grande dall'attuale
tracciato che attraversa il popoloso quartiere di Cardito. Si
tratta di un provvedimento importante, in quanto il cospicuo
finanziamento fa sorgere spontanea una domanda: considerando i
tempi -non brevi- di realizzazione dell'opera e l'entità del
finanziamento, quanto si pensava (è giusto il tempo al
passato?) di tenere aperta la discarica di Difesa Grande?
Ordinanza
commissariale n. 36 del 5.2.2002 strada Cardito-Ponnola PDF
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UN'IMMAGINE
DEL LAVELLA INQUINATO NEL 1998. |
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La discarica nel 2002 |
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| Sotto: tre
immagini dell'occupazione della sala consiliare del comune di
Ariano, il 24 giugno 2003 |
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Giugno 2003: blocco dei
compattatori sulla strada di Difesa Grande |
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Giugno 2003: ecoballe |
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LE LOTTE CONTRO LA
DISCARICA FINO AL 2003 |
26
novembre 1987 - Il
comune di Ariano individua l’area di Difesa Grande come possibile sede
di una discarica di r.s.u. a servizio del comune (produzione stimata di
rifiuti 20 t/g circa).
10
febbraio 93 – La regione Campania legifera (L.R. n°10 BURC n° 11
del 3/03/93) in materia di smaltimento rifiuti suddividendo il
territorio regionale in 18 bacini di utenza in cui realizzare degli
impianti centralizzati di smaltimento rifiuti. Per la provincia di
Avellino vengono individuati due differenti bacini (AV1 e AV2).
Fino ad allora ogni comune aveva provveduto in maniera autonoma
allo smaltimento dei rifiuti. Parte
una campagna mediatico-giudiziaria contro le discariche abusive e/o
incontrollate disseminate sul territorio. La stessa sensibilità non si
avrà riguardo ai megaimpianti di smaltimento che sorgeranno a seguito
dell’intervento della regione. Si pongono le premesse per
l’emergenza rifiuti, visto che la realizzazione di grandi discariche
incontra l’ovvia ostilità delle popolazioni interessate. Prende così
corpo un meccanismo di impronta neocoloniale secondo il quale interventi
di oggettivo degrado del territorio passano attraverso la mediazione di
chi “controlla” effettivamente il territorio stesso (malavita,
capitribù, notabili, ecc.).
21
ottobre 1993 - nasce la
Asi-Dev Ecologia S.r.l. Società a capitale misto pubblico-privato tra
il consorzio Asi (Aree Sviluppo Industriale della provincia di Avellino)
e la DeVizia Transfer s.p.a.(società specializzata nel trasporto
rifiuti). Il capitale sociale è di 20 milioni (di lire!).
04
febbraio 1994 – L’ASI_DEV presenta una proposta al comune di
Ariano per la realizzazione di una discarica per R.S.U.
a servizio dei comuni del bacino AV2 di cui Ariano fa parte.
11
febbraio 1994 - Il presidente del Consiglio dichiara lo stato di
emergenza nel settore dello smaltimento rifiuti nella regione Campania
(tale stato di emergenza dura a tutt'oggi avallato da una serie infinita
di proroghe da parte dei governi di ogni colore politico). Nella stessa
data il governo, con ordinanza ad hoc, nomina il prefetto Improta
commissario straordinario per l'emergenza rifiuti.
17
febbraio 1994 – Il consiglio regionale della Campania approva il
piano regionale per lo smaltimento rifiuti; il consigliere regionale
Pennetta (DC) presenta
un emendamento secondo il quale all'originario sito del "Formicoso",
quale sede di un possibile impianto di smaltimento rifiuti per il bacino
AV2, viene aggiunto il sito di "Difesa Grande": Curiosamente
l'emendamento passa come proposta del solo consorzio ASI.
15
aprile 1994 - L’Asi-Dev
stipula contratto di affitto con i proprietari del terreno su cui verrà
realizzata la discarica. Ad essi andranno £ 5 per ogni kg di rifiuti.
7
ottobre 1994 – Il presidente del Consiglio autorizza la
realizzazione della discarica di Difesa Grande.
22
novembre 1994 – Il prefetto di Napoli
Improta (commissario per l’emergenza rifiuti) autorizza
l’apertura della discarica per un periodo di due anni e con una
capienza massima di trecentomila mc di rifiuti. Con lo stesso
provvedimento si approva il progetto presentato dalla Asi-Dev
(investimento complessivo 4 miliardi di lire). La stessa Asi-Dev riceve
in concessione sia la realizzazione che la gestione dell'impianto.
13
dicembre 1994 - Il comune di Ariano impugna avanti al TAR il
provvedimento adottato dal commissario straordinario all'emergenza
rifiuti.
30
marzo 1995 - La soprintendenza archeologica di Salerno chiede la
revoca dell'autorizzazione alla costruzione della discarica.
4
aprile 1995 - La soprintendenza archeologica di Salerno sospende i
lavori di costruzione della discarica in attesa di esaminare il
progetto.
26
maggio 1995 - Il ministero dei beni culturali ed ambientali
assoggetta a vincolo archeologico l'intera area su cui sorge la
discarica. Il vincolo viene sospeso dal TAR di Salerno (ord. n°
1091/95)
4
settembre 1995 - La procura della repubblica di Ariano sequestra
l'area interessata ai lavori di realizzazione della discarica.
18
settembre 1995 - Il tribunale di Avellino annulla detto sequestro
"non ravvisando nella realizzazione della discarica un nocumento al
patrimonio nazionale" (si ravvisa bensì un nocumento al patrimonio
Asi-Dev).
10
ottobre 1995 - Si dimettono i componenti del consiglio di
amministrazione dell'Asi-Dev.
11
ottobre 1995 - Il presidente dell'Asi invita gli amministratori
dell'Asi-Dev a non assumere iniziative non concordate preventivamente
con gli organi istituzionali preposti allo smaltimento dei rifiuti.
14
novembre 1995 - La commissione di collaudo esprime parere favorevole
all'impianto di Difesa Grande.
15
novembre 1995 - Il prefetto di Avellino dispone che gli automezzi
diretti alla discarica, al fine di evitare problemi alla pubblica
incolumità, evitino il centro abitato e percorrano una strada
secondaria attraverso le contrade Orneta e Tesoro.
14
dicembre 1995 - Il sindaco di Ariano ordina l'immediata sospensione
dello sversamento dei rifiuti a Difesa Grande.
19
dicembre 1995 - La procura della repubblica di Ariano emette un
nuovo provvedimento di sequestro cautelativo dell'area motivato
dall'emissione del vincolo archeologico.
29
dicembre 1995 - La soprintendenza di Salerno autorizza "in via
temporanea" il funzionamento della vasca già realizzata
riservandosi di esprimere un parere sull'intero progetto in attesa della
soluzione del contenzioso sul vincolo archeologico. (regalo di Natale).
4
gennaio 1996 - A seguito dell'autorizzazione della soprintendenza,
il GIP di Ariano annulla il sequestro della discarica (Befana).
1996 – I cittadini arianesi, prevalentemente abitanti nella
contrada Difesa Grande, che tentano di impedire l'avvio dei lavori di
realizzazione di una seconda vasca, vengono brutalmente
caricati dalla polizia. Uno di loro verrà arrestato e processato per
direttissima.
1996 – Il TAR Campania annulla il provvedimento di apertura della
discarica (Sentenza n° 1635/96. Il ricorso fu presentato nel 1995 da un
gruppo di agricoltori di Difesa Grande)
ottobre 1996 - Consiglio comunale davanti ai cancelli della
discarica.
dicembre 1996 – Il sindaco di Ariano a seguito della sentenza del
Tar chiude la discarica e
diffida l’Asi-Dev a
ripristinare lo stato dei luoghi.
dicembre
1996 - il commissario di
governo per l’emergenza rifiuti, ricorrendo ai poteri
di ordinanza conferitigli per fronteggiare la medesima emergenza
rifiuti, annulla la
deliberazione del sindaco di Ariano ed intima la prosecuzione dello
sversamento a Difesa Grande.
1997/1998
– Lo sversamento prosegue tra proroghe e rinvii della chiusura,
che viene infine fissata al 31/12/98. In mancanza il sindaco di Ariano
Melito (Pds) minaccia le dimissioni; le stesse rientrano a seguito
di un solenne impegno preso dal commissario di governo, garanti il
ministro dell’interno Iervolino (quella dei friarielli!) ed il sen.
Zecchino (DC-PPI-Democrazia Europea-Indipendenti di centro-Popolari per
Ariano).
25 maggio 1998 - Allarme inquinamento nel Cervaro; forti perdite
di percolato nel torrente Lavella.
27 maggio 1998 - Campioni di acqua prelevati dall'Asl Av1 nel
Cervaro risultano "fortemente inquinati"
19 giugno
1998 - Il "gruppo per la verifica delle attività di gestione
delle discariche pubbliche" rileva la presenza di una volumetria di
rifiuti pari a quella consentita.
15 dicembre 1998 - I consulenti della procura della repubblica
rilevano che alla data del 19 giugno 1998 era presente in discarica un
volume di rifiuti doppio rispetto a quello autorizzato.
22
dicembre 1998
- Il sindaco di Ariano Melito (Pds) delibera una nuova
chiusura della discarica per motivi di igiene pubblica.
30 dicembre
1998 - Il prefetto di Napoli proroga l'apertura della discarica fino
al 28 febbraio 1999.
8 gennaio 1999
– Nuovo sequestro della discarica da parte del g.i.p. di Ariano.
Maggio
2000 – Elezioni comunali ad Ariano. Il sindaco uscente Melito (Ds)
non si ripresenta. Viene eletto Covotta (DC - PPI - DE - Margherita) già
sindaco dal 1985 al 1995 alla guida di una coalizione facente
riferimento all’Ulivo.
Gennaio
2001 - L’ARPAC rileva
la presenza di metalli pesanti in quantità superiori alla norma in
alcuni pozzi spia all’interno della discarica.
Settembre
2001 – L’ASL AV1 di Ariano dichiara il sito inquinato. Ne
dovrebbe seguire la immediata chiusura e messa in sicurezza
dell’impianto di smaltimento rifiuti ai sensi del D.M. 471/99.
20 ottobre
2001
- L’attestazione
dell’inquinamento da parte degli organi preposti non “convince” il
Sindaco di Ariano Irpino che decide di far istituire una commissione di
“esperti” per effettuare
analisi all’interno dell’impianto.
5 febbraio
2002 - Il commissario di governo per l'emergenza rifiuti Bassolino
dispone un finanziamento di
8 miliardi di lire in favore del comune di Ariano per la realizzazione
di una variante alla SS90 in località Cardito. Gli amministratori
comunali smentiscono sdegnati le voci ricorrenti che si tratti di un
baratto per consentire la prosecuzione dello sversamento a Difesa
Grande.
12 aprile
2002
- Il GTL (Gruppo Tecnico di Lavoro) del Commissariato di Governo per
l'emergenza rifiuti in Campania dà parere favorevole alla
lottizzazione di ulteriori aree nella zona di Difesa Grande.
17 aprile 02
- Manifestazione pubblica
contro la prosecuzione dello sversamento di rifiuti a Difesa Grande
promossa da un comitato di associazioni operanti nel sociale
(volontariato, ambientaliste, culturali, sociali ecc.).
Il sindaco Covotta e la giunta vengono duramente contestati.
29 aprile
2002 - La società Italrecuperi di Caserta, già finita sotto
la lente della commissione parlamentare sulle ecomafie per lo
smaltimento di detriti provenienti dalla bonifica dell’Italsider
di Bagnoli, acquisisce la SMAE, azienda dimessa nel 1987, e
presenta un progetto di “riconversione industriale” per
smaltimento di rifiuti speciali.
04 maggio 02
- Il sindaco Covotta, pressato dall'opinione pubblica,
ordina la chiusura temporanea della discarica per favorire
"ulteriori accertamenti sull'effettiva esistenza di inconvenienti
igienico-sanitari" (sic!) da parte della citata commissione
comunale di esperti.
11 maggio 02
– Il subcommissario all’emergenza rifiuti Facchi avverte la presenza
delle ecomafie! Tali allarmi si ripeteranno con una certa regolarità,
generalmente all’approssimarsi dell’ennesimo provvedimento di
riapertura della discarica.
26
agosto 2002 – picchettaggio organizzato da attivisti no-global e
da associazioni ambientaliste di Ariano presso la SMAE. I manifestanti
scavalcano la recinzione, espongono striscioni contro la devastazione
ambientale e l’indiffereza degli amministratori locali, smontano
simbolicamente alcuni macchinari abbandonati
all’interno dell’azienda.
Settembre
2002 La procura della repubblica di Ariano sequestra la discarica.
13
giugno 2003 - . Il commissario di governo (Ord. N°52/03) dispone la
riapertura del sito sostenendo che per l’avvio del progetto di
bonifica, non ancora approvato, è necessario “livellare” le vasche
di Difesa Grande conferendovi un numero ancora non chiaro di “ecoballe”,
cioè di rifiuti secchi già trattati.
Tradotto in altri termini si potrebbe pensare che in un sito
dichiarato inquinato e non in grado di “sopportare” altro peso
l’unica via alla bonifica sia rappresentata dal conferimento di altri
rifiuti.
24
giugno 2003 – Consiglio comunale; all’o.d.g. l’approvazione
del bilancio e dello statuto del consorzio trasporti. I cittadini, che
vi partecipano numerosi per sollecitare la discussione sulla questione
discarica, trovano il municipio sbarrato e presidiato da ingenti forze
di polizia. Il consiglio si tiene in serata; su sollecitazione dei
manifestanti si ottiene
l’inversione dell’odg in modo da trattare la questione Difesa
Grande. Il sindaco rassicura i cittadini sulla oramai prossima chiusura
dello sversatoio. A questo alcuni manifestanti in segno di protesta
occupano l’aula consiliare. Undici di loro saranno poi denunciati per
interruzione di pubblico servizio. Il 24 febbraio 2004 (carnevale) gli
stessi saranno rinviati a giudizio su istanza del procuratore della
repubblica. Nonostante la
confusione il sindaco Covotta riesce comunque a portare a casa
l’approvazione del bilancio.
Giugno 2003 – La procura della repubblica di Ariano sequestra
l’impianto in quanto a seguito di denuncia delle associazioni
ambientaliste riguardo la effettiva
“entità merceologica” delle ecoballe. (FOTO)
Agosto
2003 – Annullamento del provvedimento di sequestro da parte del
tribunale del riesame di Avellino. Riprende l’attività di
conferimento dei rifiuti.
Settembre
2003 – La procura della repubblica di Ariano Irpino dispone il
sequestro della discarica di Difesa Grande, nonché dell’area di
giacenza dei rifiuti speciali presso il co.sma.ri. Av2.
10
ottobre 2003 – il tribunale del riesame di Avellino annulla
nuovamente il sequestro della discarica.
17 ottobre 2003 – il commissario straordinario per l’emergenza rifiuti emette
l’ordinanza n° 96 con cui si autorizza il prosieguo dell’attività
di conferimento per 120 giorni, giustificandola con una presunta sistemazione finale e
messa in sicurezza della discarica.
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