Marzo 2004

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LE LOTTE DI MARZO - MAGGIO 2004 ( e continua...)
Il marzo 2004 rappresenta un salto di qualità importantissimo nella lotta per la chiusura della discarica. Si è, infatti assistito, per la prima volta, alla mobilitazione generale dell'intera cittadinanza di Ariano e di alcuni comuni vicini (come Monteleone, Savignano, Greci, Villanova...) per bloccare l'arrivo degli autocompattatori alla discarica di Difesa grande. Raccogliendo l'invito delle associazioni che da sempre sono state in prima linea nella lotta ambientale, la popolazione è scesa in lotta con una partecipazione straordinaria, riuscendo ad ottenere quanto in dieci anni i politici locali non avevano saputo, voluto o potuto fare. Uno dei segni distintivi della lotta del marzo 2004 è proprio la mancanza del "cappello" politico: decaduta l'amministrazione comunale, venuti meno per la loro stessa nullità i riferimenti politici locali, cresciuta nella popolazione la consapevolezza della necessità di intervenire in prima persona per la tutela della propria salute, si è assistito ad una crescente partecipazione alla lotta, con migliaia di persone nelle strade a paralizzare le vie da troppo tempo percorse dagli autocompattatori. Il fatto significativo dei giorni di lotta è non solo l'autogestione della lotta stessa da parte della popolazione, ma l'emarginazione in cui sono stati tenuti i politici locali, di fatto esautorati da ogni rappresentatività. Di là da ogni sviluppo o decadimento futuro della lotta, la lezione più forte che resta è proprio questa: NEI MOMENTI DECISIVI UN'AZIONE AUTONOMA, CONDOTTA IN PRIMA PERSONA CON FERMEZZA DA TUTTI VALE PIU' DI QUALSIASI MEDIAZIONE POLITICA, RIESCE AD OTTENERE PIU' DI QUALSIASI TRATTATIVA CONDOTTA DAI RAPPRESENTANTI POLITICI. D'altra parte, in dieci anni di attività della discarica i politici locali nella migliore delle ipotesi hanno cercato di contrastare l'attività della discarica come hanno potuto e SEMPRE INUTILMENTE; della peggiore delle ipotesi è inutile parlare: la considerazione di cui molti politici locali hanno goduto nei giorni della mobilitazione è ben rappresentata in volantini e striscioni che, scritti spontaneamente, riflettevano lo stato d'animo dei cittadini, che per anni hanno visto i loro interessi non tanto  mal difesi, ma, spesso, addirittura contrastati e calpestati proprio da chi avrebbe dovuto rappresentarli.

La cronologia dei fatti è presente in questa pagina. Per visonare o scaricare i volantini, le immagini, gli articoli della stampa è necessario cliccare sui link sotto riportati.

marzo 2004  volantini
marzo 2004  immagini
marzo 2004  stampa

Marzo 2004: i fatti

I fatti del marzo 2004 ad Ariano sono riassunti in una cronologia preceduti da un capitoletto che illustra la situazione determinatasi nel periodo immediatamente precedente.

Situazione

Alla fine di febbraio scade l'ennesima ordinanza di proroga dell'apertura della discarica di difesa grande da parte del Commissario di Governo per l'emergenza rifiuti in Campania.
L'ordinanza n. 96 -ottobre 2003- prevedeva un periodo di riapertura di 120 giorni della discarica di Difesa Grande  al solo fine di conferire un ulteriore quantitativo di rifiuti atto a livellare le vasche e quindi dare inizio ai lavori di bonifica. In effetti questo ulteriore sversamento di rifiuti veniva presentato come intervento preliminare alla bonifica.
Allo scadere dei 120 giorni,  il Commissariato di Governo per l'emergenza rifiuti in Campania, emergenza che tra l'altro permane da un decennio, accampa pretesti tra il provocatorio ed il puerile sul significato dell'espressione "120 giorni". Sono da intendersi  lavorativi? e i giorni di neve? e i prefestivi? valgono metà giornata? e se un autotrasportatore indisposto  parte in ritardo, con quale percentuale si calcola la giornata? Si ignora il perchè risulti tanto importante speculare su qualche giorno in più o in meno!
I cittadini di Ariano avevano anche fatto finta di credere che quest'ultimo quantitativo di immondizia rappresentava il primo atto della bonifica della discarica.  Autorevolissimi esperti, al riparo di altisonanti titoli accademici, li avevano confortati nell'opinione che per la bonifica non si potesse prescindere dal livellamento dell'immondizia, e che per il suddetto livellamento non vi fosse soluzione migliore che il conferimento di ulteriore immondizia. Il livellamento con terreno vegetale era stato visto come soluzione troppo banale!

27/02/04 - venerdi -  Il commissario di governo per l'emergenza rifiuti in Campania Bassolino, prevedendo rogne, si dimette per "evitare strumentalizzazioni elettoralistiche".  Non sia mai che in campagna elettorale si parli di problemi concreti!
Ovviamente il nostro, alla faccia della dura contrapposizione tra i  poli di centrodestra e centrosinistra, riceve la paterna comprensione del governo Berlusconi.

28/02/04 sabato  Il PRC promuove una assemblea pubblica sul tema "solo una dura e intrasigente mobilitazione popolare di massa potrà chiudere la discarica di Difesa Grande" L'assemblea vede una convinta e numerosa partecipazione popolare. Si decide di presidiare da lunedi 1/3 il bivio di Villanova (inizio della principale strada di accesso alla discarica).

Alba del 10 marzo: blocco degli autocompattatori a Cardito. Sotto: uno striscione di protesta.

Bassolino con Berlusconi

Marzo/Aprile 2004: Cronologia

Cronistoria degli avvenimenti di Ariano

 01/03/04 lunedi - I manifestanti, radunatisi alle prime luci dell'alba, riescono a bloccare i primi compattatori diretti alla discarica. Dopo un confronto durato alcune ore i camion invertono la marcia e scortati dalla polizia si radunano alla stazione di trasferenza  Cosmari AV1 di Flumeri. Il presidio del bivio di Villanova si avvia a diventare permanente.
Il governo invia al posto di Bassolino il prefetto Catenacci, in fama di duro prefetto di ferro.  La pubblica amministrazione evidenzia una preoccupante carenza di prefetti di ferro, se per scovarne uno deve ricorrere ai dirigenti in pensione.Le associazioni "terza età" di Ariano non solidarizzano con il "collega" Catenacci. (v. foto)

 02/03/04 – martedì – I dimostranti decidono di effettuare un volantinaggio al rione Cardito. Il già caotico traffico mattutino va in tilt. La protesta evolve in maniera  curiosa: gruppi sempre più numerosi di manifestanti attraversano di continuo le strisce pedonali spiegando agli automobilisti i motivi della protesta. L'ingorgo si estende all'intera valle Ufita,  fino in prossimità alla sede del Cosmari. In queste condizioni i compattatori rifanno marcia indietro.

03/03/04 - mercoledì - Gli attraversatori stradali sono all'opera di buon mattino; si crea un blocco di fatto della circolazione stradale che tiene lontani gli autocompattatori. Non si tiene il mercato settimanale.  Forti disagi negli uffici e nelle scuole per i pesanti ritardi del personale in transito da Cardito. Ritardi e corse annullate anche da parte dell'AIR. Viene comunque garantito l'accesso all'ospedale ed il passaggio dei mezzi in emergenza. 

04/03/04 - giovedì - 1a serrata del commercio. Il viale di Cardito è invaso da migliaia di manifestanti; mobilitazione spontanea dell'intera cittadinanza che manifesta con slogan, cartelli e cortei improvvisati. Annullate gran parte delle corse automobilistiche da e per  Ariano. Solo nel tardo pomeriggio e solo grazie all'opera di convincimento dei più autorevoli promotori della protesta, si riesce a far tornare la circolazione alla normalità. Il commissariato di governo annuncia la chiusura temporanea di Difesa Grande al fine di eliminare alcuni inconvenienti. (risulta abbastanza chiaro che gli "inconvenienti" siano da ascrivere ai manifestanti in strada) Sorge un nuovo presidio a Cardito.

05/03/04 - venerdì - In mattinata si tiene al bivio di Villanova il concerto degli Après la Classe, promosso dall'arianofolkfestival.  Si fanno sempre più minacciosi i proclami da parte del nuovo commissario di governo. Tira un'aria di riflusso, anche se il fuoco cova sotto la cenere.

06/03/04 - sabato - mobilitazione capillare della chiesa locale attraverso circoli, associazioni parrocchiali, volontariato. Si comincia a pensare a forme di resistenza passiva. Un giornale locale cerca invano  di surriscaldare l'ambiente preannunciando ripetutamente l'arrivo dei "no global". Che si voglia creare un clima pesante in modo da far rientrare in casa i cittadini più pacifici?

07/03/04 - domenica - In mattinata S. Messa al bivio di Villanova celebrata da S.E. il Vescovo. La popolazione partecipa in massa. Ancora più imponente la partecipazione in serata alla Via Crucis lungo la strada di Difesa Grande; quattromila persone, incuranti di un tempo da lupi, manifestano con la loro presenza la ferma e pacifica determinazione a far chiudere la discarica. 

08/03/04 - lunedì - Il neocommissario di governo dichiara che l'indomani riaprirà la discarica e riprendera lo sversamento dei rifiuti, anche con la forza se necessario. In città l'attesa è carica di tensione; vi è grande determinazione ad impedire l'accesso alla discarica. in serata fiaccolata delle donne dal rione Martiri al presidio del bivio Villanova. In mattinata "solito blocco stradale" a Cardito.

09/03/04- martedì - Nella notte avviene il posizionamento dei manifestanti secondo una anarchica ma efficace strategia che ricorda la guerra di posizione. Tutte le strade di accesso alla discarica vengono presidiate.   Alle prime luci dell'alba una consistente autocolonna di mezzi della polizia (circa un centinaio di uomini) appare al presidio del bivio di Villanova. Dimostranti e forze dell'ordine si fronteggiano per circa un'ora. Quindi gran parte degli agenti lascia il bivio e si unisce al grosso delle forze che scortano la colonna di autocompattatori provenienti dalla valle Ufita.  Azioni di disturbo effettuate da piccoli gruppi di manifestanti all'altezza del carcere rallentano ulteriormente la marcia dei camion.  All'ingresso di Cardito la colonna degli autocompattatori scortata da ingenti forze di polizia (circa 500 uomini) e da mezzi dei vigili del fuoco (un carro-gru ed un idrante) incontra una grande resistenza. Migliaia di persone si riversano in strada ed impediscono fisicamente il passaggio della autocolonna; la SS90 per l'intero tratto di attraversamento del centro abitato di Cardito brulica di persone. Il traffico viene deviato su strade secondarie (restando sempre garantito il passaggio dei mezzi d'emergenza diretti all'ospedale); la gran parte dei mezzi pubblici resta bloccata in strada per le manifestazioni che oramai interessano l'intero tratto di statale da Cardito al bivio di Villanova.  Un ulteriore tentativo di forzatura del blocco, da parte delle forze dell'ordine viene sventato nel pomeriggio; sorgono le prime barricate . Alcuni compattatori, provenienti da Benevento lungo la  SS90bis vengono bloccati all'altezza dello scalo di Savignano. I mezzi diretti alla discarica rientrano ai siti di partenza; alcuni di essi rilasciano una quantità di percolato sufficiente a provocare diversi malori ed ammorbare l'aria per più giorni. Per ovviare agli inconvenienti più macroscopici è necessario l'intervento di una ditta locale specializzata in disinfestazione.

10/03/04 - mercoledì - All'alba i compattatori si ripresentano sempre scortati da ingenti forze di polizia; anche questa volta migliaia di cittadini avvisati con ogni mezzo (campane, megafoni, clacson, telefonini ...) si precipitano in strada e ne impediscono il passaggio. La giornata è caratterizzata da una seconda serrata del commercio e da una manifestazione indetta dai sindacati e dai partiti di centrosinistra. La popolazione non abbandona i presidi tanto che la manifestazione ufficiale, prevista un primo momento in piazza Plebiscito, si trasforma in un corteo che dal concentramento raggiunge il presidio di Cardito. Numerosi sindaci dell'hinterland arianese prendono parte alla manifestazione e solidarizzano con i manifestanti, che i giornali valutano in circa 15.000.  Anche i media nazionali si accorgono del caso "Ariano". Il TG5 si distingue per  cialtroneria e sciatteria. Un'informazione appena decente viene data dal solo Tg2.

11/03/04 - giovedì -  Vi è una situazione di stallo. I presidi vengono rafforzati, ma i compattatori restano nella sede del Cosmari. La città rimane occupata da ingenti forze di polizia. Viene predisposta una improvvisata ma efficace segnaletica per indicare itinerari alternativi alle strade bloccate.

12/03/04 - venerdì - Il blocco della SS 90 all'altezza del bivio di Villanova viene allentato; in pratica si pasa dal blocco totale al passaggio a senso unico alternato su una sola corsia di marcia. Ai presidi ci si organizza per una lotta di lunga durata; migliorano le strutture logistiche e di supporto: tende, cucine da campo, spazi di riunione ... Nel pomeriggio viene tenuta un'affollata e combattiva assemblea a Cardito . Secondo il governo, la gestione dell'emergenza rifiuti e delle discariche passa alle Province. Maselli annuncia che, in mancanza di garanzie, non accetterà le deleghe ed è pronto a dimettersi. Rifiuti dappertutto nella regione; la chiusura di Difesa Grande provoca una reazione a catena che dimostra come la discarica arianese fosse la discarica di tutta la regione Campania.

13/03/04 - sabato - Proseguono i presidi e la fermezza della popolazione è molto alta. Si prepara una sfilata di trattori.
Una fiaccolata di maratoneti, dal piazzale antistante la discarica di Difesa Grande, passando per il bivio di Villanova, raggiunge il presidio di Cardito.

14/03/04 - domenica - In mattinata il sindaco di Sperone "Alaia" porta la solidarietà dei suoi concittadini ai manifestanti di Ariano e preme per un coordinamento regionale di tutte le realtà interessate da analoghi problemi di disastro ambientale. L'ex subcommissario all'emergenza rifiuti "Facchi", fresco consulente della regione, dichiara alla stampa che la gestione del caso Difesa Grande da parte del neocommissario Catenacci è stata "dilettantesca" "E' chiaro - aggiunge tra un messaggio  cifrato ed un sinistro riferimento a Tambroni - che se si dichiara prima dove i camion andranno a sversare, si troveranno i cittadini in strada". [Forse pensava di attivare una sorta di teletrasporto dei compattatori in modo da materializzarli direttamente all'interno della discarica; oppure pensava di mascherarli da carri di carnevale; mah!]
Le vie di Difesa Grande sono percorse da cortei di trattori.

15/03/04 - lunedì - in mattinata la giornalista rai Carmen Lasorella registra una puntata della trasmissione "visite a domicilio" (rai2) dedicata alla lotta per la chiusura della discarica. Intervista alcuni manifestanti ai presidi e conduce un improvvisato dibattito ai cancelli della discarica; partecipano esponenti del comitato cittadino antidiscarica, esponenti della società Asi-Dev che gestisce l'impianto, il commissario prefettizio di Ariano, l'on. Paolo Russo della commissione parlamentare d'inchiesta sulle ecomafie, e l'esponente verde Grazia Francescato.

17/03/04 - mercoledì - Matteoli alla camera annuncia che la discarica di Difesa grande non comporta rischi. La discarica resta "inattiva". Dura reazione del movimento di Ariano, che chiede la chiusura definitiva.

19/03/04 - venerdì - Due dichiarazioni per niente chiare su Difesa Grande. Il sottosegretario al Welfare Viespoli, in visita ad Ariano, dichiara: "La discarica non sarà più utilizzata. Per il governo è da considerarsi chiusa". Catenacci, in un'intervista alla RAI, dice : "La discarica di Difesa Grande in questo momento è chiusa e speriamo che lo resti il più a lungo possibile". Al presidio del bivio di Villanova, grande falò di San Giuseppe, con la partecipazione di un grandissimo numero di persone.

20/03/04 - sabato - La Lega insorge e dice no all'immondizia meridionale nel Nord! Intanto, l'emergenza rifiuti è sempre alta: ad Aversa si chiede l'intervento dell'esercito.

27/03/04 - sabato - Di Pietro, in visita ad Ariano, elogia i manifestanti che con la loro lotta hanno dato lezione di dignità e si dichiara solidale con la popolazione arianese. Il parlamentare, dopo aver rilasciato un'intervista a Canale 58, visita i presidi di Cardito e del bivio di Villanova, intrattenendosi a parlare con i presidianti. 

31/03/04 - mercoledì - Assemblea del movimento di lotta presso il presidio del bivio di Villanova, per fare il punto della situazione e stabilire il che fare. L'assemblea risulta molto affollata (più di mille persone). Intervengono molti partecipanti e gli esponenti di spicco del movimento. Viene ribadita la necessità di mantenere il presidio e anzi di attivizzarlo, anche con iniziative di lotta finalizzate ad ottenere la chiusura della discarica. Le analisi del percolato e delle acque del lavella e del Cervaro potrebbero far scattare il provvedimento di sequestro della discarica da parte della procura di Ariano. Dal sequestro si potrebbe passare al provvedimento di messa in sicurezza. passaggi possibili ma niente affatto certi, se il movimento dovesse abbassare la guardia. Tuttavia, quest'ultima sembra un'ipotesi remota: la combattività è molto alta.

02/04/04 - giovedì - Un esponente del movimento ambientalista arianese, Anselmo Lamanna, consegna al ministro Matteoli, nel corso di un convegno a Fisciano, un dossier sulla discarica di Difesa Grande. Matteoli afferma : " La discarica non riaprirà. Ma è presto per parlare di decreto di chiusura". Nello stesso convegno, il sindaco di Montaguto ribadisce al ministro l'intenzione di ospitare nel proprio territorio comunale un impianto di compostaggio e un termovalorizzatore.

03/04/04 - sabato - Sembra certo il disastro ambientale lungo i corsi d'acqua del Lavella e del Cervaro, a Difesa Grande. In tal senso si esprime il dott. Padula dell'ASL AV ! di Ariano. La magistratura, acquisiti gli atti relativi alle analisi, potrebbe sequestrare la discarica. L'ASI DEV comunica, da parte sua, che la discarica è estranea a qualsiasi inquinamento e denuncia manovre elettorali intorno alla questione.

07/03/04 - mercoledì - Conferenza dal significativo titolo di Rifiuto dei Rifiuti, organizzata da Legambiente. IE' presente un pubblico numeroso, che si segnala per i molti interventi.. 

08/04/04 - giovedì -  Bloccato al presidio del bivio di Villanova un camion carico di percolato.

Pasqua 2004 - Il bivio di Villanova è il centro di numerose iniziative, finalizzate a fare del presidio un luogo di incontro e di lotta anche durante le festività pasuali. Si svolge una via crucis dal Turco al Bivio di Villanova; per i giorni di Pasqua e Pasquetta si organizzano momenti conviviali, con gustosi piatti locali: il bivio diventa meta di numerosissime persone. Si mantiene alta la guardia, in vista della manifestazione del 15 per chiedere alla magistratura il sequestro della discarica.

15/04/04 - giovedì - Si svolge l'annunciata manifestazione davanti al tribunale di Ariano Irpino. "C’è malumore da parte del movimento antidiscarica rispetto al ritardo – aveva dichiarato nei giorni scorsi il portavoce delle associazioni Giovanni La Vita – dell’ufficio inquirente circa la denunciata vicenda del torrente Lavella. Sull’esito delle analisi effettuate qualche giorno fa non si sa nulla e né tanto meno è comprensibile la situazione di stallo che si è venuta a creare". Dalle ore 9 lo spazio antistante l'ingresso del palazzo di Giustizia si  riempie di manifestanti, molti dei quali espongono coloriti cartelloni con vignette e vignette, che vengono anche ribaditi in coro. Intorno alle 11 una delegazione di manifestanti viene ricevuta dal sostituto procuratore Tognon che ha promesso la chiusura dell'inchiesta su Difesa Grande entro l'estate e la punizione degli eventuali colpevoli. Intanto, in serata, presso il presidio del Bivio di Villanova si è portata la troupe di Rete 4 per la registrazione di un servizio per la trasmissione Zona Rossa di Marco Taradash.

16/04/04 - venerdì - In serata viene trasmessa la puntata di Zona rossa con un lunghissimo servizio sulla questione rifiuti e ampio spazio ad Ariano. Nel corso della trasmissione Martusciello annuncia che la chiusura della discarica è ormai cosa fatta. Il ministro Matteoli conclude la trasmissione promettendo chiusura e bonifica.

17/04/04 - sabato - La stampa locale riporta ampi servizi sulla trasmissione di Taradash e sulla ventilata e data per certa chiusura. Il fatto è che manca il decreto. Un portavoce di catenacci precisa che la discarica per il momento è chiusa, ma non fa cenno a decreti di chiusura. Martusciello continua a dire che la chiusura è cosa fatta e che il decreto è firmato anche se ancora non notificato. In mezzo alla solita babele istituzionale, il movimento non abbassa la guardia.

24/04/04 - sabato -   La stampa riporta la notizia della rottura del telo inferiore di protezione della discarica, fatto che avrebbe provocato la fuoriuscita del percolato al centro della cronaca nei giorni scorsi. L'inquinamento, quindi, è accertato. Un camion carico di percolato si9 rovescia presso Monteleone; per fortuna non avvengono fuoriuscite della sostanza. Al presidio del bivio di Villanova si tiene, in serata, un'affollata assemblea con vari interventi. Si ribadisce la necessità di tenere attivo il presidio, anche durante il periodo "elettorale".

Il Commissario Corrado Catenacci

Una stazione di trasferenza è un sito in cui vengono stoccati e raggruppati i rifiuti provenienti da un bacino di utenza in genere intercomunale, per essere quindi avviati agli impianti CDR.

Nel CDR i rifiuti possono essere trasformati in:
bulletecoballe (ne abbiamo viste e sentite di grandiose)
bulletfos (frazione organica stabilizzata), praticamente monnezza
bulletsovvallo (scarto di lavorazione: munnezza della munnezza)

Una volta diventato fas, sovvallo o ecoballe che sia, il nostro rifiuto in mancanza di impianti di trattamento idonei, va comunque a finire in discarica insieme ai rifiuti indifferenziati; ha solo percorso qualche centinaio di chilometri (tripudio degli autotrasportatori!).

10 marzo: colonna di autocompattatori, bloccata a Cardito.

4 marzo: affollatissimo blocco stradale a Cardito

Striscione nel quartiere Cardito, nei giorni caldi della lotta

Secondo i dati ufficiali della regione, ad Ariano si producono 20,27 t al giorno d'immondizia (0,86 kg per abitante): se nella discarica di Difesa Grande riposassero 3 milioni e 600mila metri cubi di rifiuti, Ariano avrebbe impiegato mille anni ad accumulare tale tesoro di monnezza! [della serie: la monnezza è, appunto, un tesoro]

Aspettando le truppe di Facchi...

Facchi avrebbe saputo lui come fare (altro che Catenacci): avrebbe mandato gli autocompattatori di notte e di sorpresa, con qualche migliaio di poliziotti di scorta? Egli sì che è un durone!
Facchi gestione dilettantesca ad Ariano * 14 marzo  PDF

Cardito 12 marzo
Bivio di Villanova, 10 marzo
Aspettando i compattatori
Bivio di Villanova 9 marzo

I compattatori, costretti prima a fermarsi e poi a fare dietrofront, si ritirano, prima di sparire definitivamente, presso la strada antistante lo stabilimento Iris Bus, nella valle dell'Ufita.

I compattatori fermi sulla via del fondo valle Ufita

Barricata di cassonetti, Cardito, 10 marzo
Cardito
Cardito. Blocco degli autocompattatori

Dal Mattino del 10 marzo
Solidarietà anche da Foggia
...La strada provinciale 91, che collega Monteleone di Puglia ad Ariano Irpino, è stata bloccata da 25 trattori e da una ventina di automezzi mentre più di 150 persone hanno bloccato le strade. Gli agricoltori della zona hanno dichiarato che proseguiranno nella protesta ad oltranza. 

Cardito, 10 marzo. Colonna bloccata degli autocompattatori
Cardito 

A sinistra: un'immagine della manifestazione del 15 aprile davanti al palazzo di Giustizia di Ariano

MAGGIO 2004

 
Gli inizi di maggio 2004 segnano quello che si può definire come avvio di un tentativo di restaurazione (vedi foto a destra).
Il 4 maggio si verifica una carica delle forze di polizie contro il presidio del bivio di Villanova. Dopo che, dagli esponenti del presidio, erano stati fermati due camion di percolato che, come al solito, trasportavano il liquido senza alcuna precauzione per il suo carattere di pericolosità attestato dall'ARPA di Foggia e senza neppure le necessarie bolle di accompagnamento, erano sopraggiunti carabinieri e poliziotti, i quali davano atto ad una carica che si concludeva col ferimento di diverse persone del presidio. I camion potevano passare liberamente.
I giornali del 6 maggio davano ampio risalto all'approntamento di 30 denunce contro altrettanti esponenti del presidio, dopo i fatti del 4.
Il 7 maggio i giornali davano la notizia che l'ARPA di Foggia aveva reinterpretato le analisi: nessun carattere di pericolosità nel percolato! La dichiarata pericolosità del liquido, attestata nel referto analitico della stessa agenzia, era stata solo precauzionale; in realtà la successiva analisi avrebbe accertato la non pericolosità del percolato di Difesa Grande...A ruota sopraggiunge la magistratura: il tribunale di Ariano, polverizzando i tempi tecnici a cui la magistratura ci ha abituati, dissequestra la discarica di Difesa Grande. Infine, l' 8 maggio si diffonde la notizia che tutto è pronto per creare a Camporeale un'area di stoccaggio dei rifiuti: una minidiscarica garantita come locale e per fronteggiare l'emergenza (!); quest'ultimo pericolo sembra, però, per adesso scongiurato.
Un ultimo fatto importante: Catenacci, ascoltato dalla procura di Ariano in quel di Napoli, afferma di voler definitivamente chiudere Difesa Grande; il movimento accoglie la notizia  molto positivamente. Al presidio del bivio di Villanova si sarebbe pronti a una festa popolare con invito al commissario Catenacci e degustazione di prodotti tipici (la notizia è su Ottopagine del 14 maggio): sarebbe la sanzione commissariale alla chiusura già decretata dalla lotta.
 

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