Storia della discarica/primavera 2004

storia della discarica

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Marzo / Maggio  2004

Dall'Interrogazione parlamentare del senatore Sodano (Prc) ai ministri della salute, dell'ambiente, della giustizia e dell'agricoltura - 15 maggio 2002.
..L'ASL AV1 di Ariano Irpino, nel settembre del 2001 e nel febbraio 2002, dichiarava e certificava che il sito dove è ubicata la discarica di rifiuti solidi urbani di Difesa Grande è inquinato e che lo stesso andava bonificato e risanato così come prescritto dal decreto ministeriale n. 471/99;
-il sindaco di Ariano, informato dalPASL AV1 che il sito di Difesa Grande era inquinato, non ha mai applicato l'art. 8 del decreto ministeriale n. 471/99, diffidando con propria ordinanza il responsabile dell'inquinamento ad adottare i necessari interventi di messa in sicurezza e di ripristino ambientale;
-il comune di Ariano non ha mai adottato i provvedimenti indicati dall'ari. 17 del decreto legislativo n. 22/97, lo stesso procuratore della Repubblica di Ariano, informato dall'ASL AV1 e dal Partito Rifondazione Comunista, con esposto dettagliato del 25.9.2001, che il sito di Difesa Grande era inquinato, ha mai provveduto penalmente nei confronti del sindaco di Ariano inadempiente, così da richiedere l'intervento sostitutorio della Regione Campania e della provincia di Avellino per la messa in sicurezza e per il ripristino ambientale della discarica e del sito. I fattori che rendono il sito inquinato sono i seguenti:
-tra il 1997 e il 1998 sono stati interrati nella discarica circa trenta milioni di kg. di fanghi provenienti dal CODISO di Solofra. La ASL AV1, concludeva affermando che tali fanghi «non possono essere smaltiti a Difesa Grande». Nessuna autorità si è preoccupata di bonificare la discarica da tali fanghi. Né è stato emesso sequestro della discarica per smaltimento illecito di rifiuti pericoloso;
-quasi certamente nella discarica sono stati smaltiti rifiuti pericolosi quali: polveri di abbattimento fumi delle industrie metallurgiche, ceneri da combustioni, pitture e vernici di scarto, fanghi di depuratori civili e industriali;
-sono presenti nella discarica migliaia di quintali di pneumatici triturati, pile esauste e medicinali scaduti;
-smaltimenti di rifiuti indifferenziati nonostante che il comma 6 dell'art.5 del decreto Ronchi imponga dal primo gennaio 2000 il solo interramento di rifiuti provenienti dalla raccolta differenziata;
-il gruppo tecnico della prefettura di Napoli, con il sopralluogo alla discarica del 4.1.2000 evidenzia quanto segue: «è necessario far eseguire dall'esercente la verifica di stabilità delle scarpate e dei terrapieni di sostegno. La verifica è richiesta anche per il telo che deve evitare infiltrazioni di percolato nel sottosuolo». Lo stesso gruppo tecnico constata che nella vasca principale il sistema di fondo per la raccolta del percolato non è più efficiente. Tutte queste verifiche non sono state mai attuate;
-nessuna autorità ha mai preso in esame che la discarica, elevata fino a dieci metri, è situata in una zona altamente sismica, in una zona scoscesa con vincolo idrogeologico e che è bacino idrografico del fiume Cervaro;
-senza tener presente questi aspetti l'ASIDEV fa defluire le acque di scolo della discarica dai terrapieni direttamente nel fiume Lavella;
-non vi è nessuno studio d'impatto ambientale, ne vi è la relazione indicante le modalità relative alle operazioni di messa in sicurezza dell'impianto e la relazione indicante le modalità di bonifica
e ripristino
dell'area
.
 
 
La storia della discarica nel marzo 2004 è la storia della lotta della popolazione di Ariano che ha determinato la chiusura di fatto della stessa. Il neocommissario all'emergenza rifiuti, Catenacci aveva,in realtà deciso, la riapertura di Difesa Grande (vista l'emergenza...), solo per poco, promettendo chiusure e bonifiche. Questa volta, la popolazione di Ariano e dei centri vicini non ha dato fiducia a nessuno, troppo ben ammaestrata dalle esperienze passate. Si è mobilitata e ha impedito agli autocompattatori di raggiungere la discarica. Questa, così, è stata chiusa, per la prima volta, dalla volontà popolare. La lotta è proseguita anche dopo la prova di forza dei compattatori (9 e 10 marzo), con la continuazione dei presidi e varie iniziative. L'obiettivo è trasformare la chiusura di fatto con quella definitiva, attraverso un decreto di chiusura e la messa in sicurezza e bonifica. Finora le autorità non hanno voluto chiudere la discarica: affermano, sibillinamente, che è sì chiusa, ma per il decreto definitivo di chiusura e per la bonifica bisogna spettare, si vedrà, chissà.... Ma tutti questi fatti sono storia di oggi ed è meglio seguirli sulla pagina dedicata alla lotta di marzo:  marzo 2004

Gli eventi successivi al marzo sono anch'essi riferiti nella cronologia della lotta. Si possono così riassumere:

Marzo è stato il mese della lotta e della mobilitazione della popolazione arianese. Di fatto il movimento ha chiuso la discarica.

Aprile ha visto i presidi ancora attivi. Alla fine del mese era attivo il presidio del bivio di Villanova.
Aprile è trascorso tra perdite di percolato dalla discarica, analisi del liquido, dichiarazione dell'ARPA di Foggia sulla pericolosità e tossicità del percolato. Il momento più importante è stato quello del sequestro della discarica, o meglio di un lato della stessa.
Il movimento chiede la chiusura definitiva, la messa in sicurezza e la bonifica del sito, ma ufficialmente non c'è alcun atto in questo senso. Anzi si moltiplicano affermazioni contraddittorie che generano confusione, mentre un solo dato appare certo: il provvedimento ufficiale di chiusura, che finalmente metterebbe fine alla vicenda della discarica e tranquillizzarebbe la popolazione, non c'è ancora. O, semplicemente non c'è e basta.

Maggio inizia all'insegna della restaurazione. Il 4 al bivio di Villanova la polizia carica gli esponenti del presidio che avevano bloccato due camion di percolato chiedendo che se ne verificasse la regolarità nel trasporto della sostanza, definita tossica dall'ARPA di Foggia. Vi sono feriti fra i manifestanti e i camion alla fine passano. Il 6 maggio la stampa annuncia che sarebbero pronte 30 denunce per i fatti del 4. Il 7 maggio duplice notizia restauratrice: l'ARPA di Foggia si rimangia le analisi già effettuate (la pericolosità e tossicità del percolato sarebbero stati dichiarati per motivi prudenziali...) e dichiara la non pericolosità del percolato della discarica. Immediato il provvedimento di dissequestro della discarica (o meglio del lato incriminato, ormai del tutto guarito).
Infine, Catenacci, ascoltato dalla magistratura arianese a Napoli, dichiara di voler definitivamente chiudere Difesa Grande. Al bivio di Villanova sarebbe pronta una festa, con invito al Commissario.

 

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