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impatto ambientale / rifiuti e salute |
home 18 e 19 Giugno 2007 dalle parole ai fatti
| Quali correlazioni fra discariche, ambiente e salute? La ricerca scientifica è attenta nel rilevare gli effetti di inquinamento ambientale, tanto che il disastro ambientale si riferisce a situazioni in cui materiali inquinanti finiscono nell'ambiente (può essere il caso, per esempio, del percolato). Sulla correlazione fra discarica e salute, solo da poco sono stati intrapresi studi sistematici sull'argomento un po' in tutta Europa. Tuttavia, appare evidente che i rischi per la salute devono esserci, se perfino la legislazione europea del 1999 non esita a parlarne. L'ambiente e la salute, insomma, sono le vittime dell'uso scriteriato del territorio e della concentrazione di rifiuti. Le preoccupazioni della popolazione, quindi, non sono infondate. Quella che segue è una documentazione che com'prende aspetti della legislazione europea, notizie riportate dalla stampa locale e materiali scaricati da internet, relativi ad altre situazioni ma utili anche per comprendere alcuni aspetti della nostra | ||
| doc 1 | ||
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Direttiva 1999/31/CE del Consiglio, del 26 aprile 1999, relativa alle discariche di rifiuti Art. 1 comma.1. Per adempiere i requisiti della direttiva 75/442/CEE, in particolare degli articoli 3 e 4, scopo della presente direttiva è di prevedere, mediante rigidi requisiti operativi e tecnici per i rifiuti e le discariche, misure, procedure e orientamenti volti a prevenire o a ridurre il più possibile le ripercussioni negative sull'ambiente, in particolare l'inquinamento delle acque superficiali, delle acque freatiche, del suolo e dell'atmosfera, e sull'ambiente globale, compreso l'effetto serra, nonché i rischi per la salute umana risultanti dalle discariche di rifiuti, durante l'intero ciclo di vita della discarica. La direttiva emessa il 26 aprile del 1999 dal Consiglio dell'Unione Europea indica le regole obbligatorie relative all'attività di discarica dei rifiuti. Le indicazioni della direttiva dovranno essere recepite da tutti gli Stati membri. Scopo della decisione, regolamentare tutta la materia dello smaltimento dei rifiuti in modo da prevenire l'inquinamento delle acque superficiali, delle acque freatiche, del suolo e dell'atmosfera , compreso l'effetto serra. Più in generale, prevenire i danni ambientali e i rischi per la salute dei cittadini. E' vietato lo stoccaggio e l'interramento di rifiuti liquidi, esplosivi, infiammabili, corrosivi, ossidanti o provenienti da ospedali, cliniche e istituti veterinari. Quanto previsto nella direttiva dovrebbe anche consentire il riciclaggio e la valorizzazione dei rifiuti attraverso la raccolta differenziata. La direttiva prevede tre categorie di rifiuti: pericolosi, non pericolosi, inerti. Tutte le discariche dovranno essere adeguate alla normativa europea entro il 2009. |
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| doc 2 | ||
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E'
disastro ambientale? -
Ariano Irpino - E' disastro ambientale a Difesa Grande? La
domanda circola dopo il nuovo intervento di ieri dell'Asl Avi. Il servizio
di prevenzione avrebbe accertato che la discarica risulta, allo stato attuale,
priva di qualsiasi sistema di raccolta e di depurazione delle acque meteoriche,
di lavaggio e di quelle che vengono
a contatto con i rifiuti. In alcuni canali
di cemento, di convogliamento delle
acque della discarica, si noterebbero
colori marroni e gialli, tipici di acque altamente
inquinate. Tutto ciò è stato denunciato
dal Prc di Ariano all'Asl Avi. Maraia,
segretario provinciale del Prc, richiede
alle autorità competenti la chiusura
dello sversatoio per disastro ambientale.
In mattinata, fanno sapere dall'Asl,
sulla situazione si avrà un quadro certamente più
completo. Sarà spiegato,
nei minimi dettagli, quanto è stato accertato
nella giornata di ieri, dopo il sopralluogo effettuato
presso l'impianto di Difesa Grande. Un sopralluogo che, quindi,
se confermato in tutti i suoi passaggi,
dimostrerebbe e rafforzerebbe le tesi
dei manifestanti, preoccupati per l'alto
rischio igienico-sanitario della discarica.
Qualche anno fa', venne alla ribalta
la questione relativa al fiume Cervaro
che scorre nei pressi dell'impianto
di Difesa Grande. Furono proprio i carabinieri
a riscontrare, insieme all'Asl, una
notevole morìa di pesci, dovuta alla presenza
di percolato nelle acque. Un alto
tasso di inquinamento micidiale attestato
da documentazioni che, però, evidentemente,
non è bastato agli amministratori
dell'epoca per chiudere definitivamente
quella "bomba ecologica". Riveste
adesso molta importanza l'incontro
programmato per sabato ad Avellino tra
il commissario straordinario per l'emergenza rifiuti,
Catenacci, il questore Papa
e il prefetto Ippolito. Si deciderà il futuro
di Difesa Grande. Articolo pubblicato il 3 marzo su Ottopagine |
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| doc 3 | ||
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ESPOSIZIONE
AI RIFIUTI CAUSEREBBE TUMORI E MALFORMAZIONI (20/12) Piu'
rischio di tumori polmonari e leucemie infantili o malformazioni
congenite e mortalita' perinatale. Segnali sospetti, e ancora tutti da
confermare, ma di un certo peso, arrivano dai primi studi che legano
l'esposizione ai rifiuti con i rischi sanitari per la popolazione. ''Si
tratta di risultati, osservati nella popolazione di Campania, Piemonte
ed Emilia Romagna che abita vicino a discariche di rifiuti urbani. Dati
ancora da verificare con piu' approfonditi studi epidemiologici. Perche',
ad oggi, e' impossibile stabilire con certezza un collegamento'', spiega
Loredana Musmeci, direttore del reparto di igiene del suolo
dell'Istituto superiore di sanita' dove questa mattina si e' tenuta una
giornata di lavori proprio sul tema del rischio sanitario legato ai
rifiuti. Testo presente sul sito internet www.italiasalute.it |
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| doc 4 | ||
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Pericolo discariche, la Provincia di Siracusa è a rischio. Documento pubblicato sul sito internet: www.siportal.it/news/ambiente |
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| doc 5 | ||
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Consiglio regionale veneto . Le discariche e la salute: i risultati sconcertanti di una ricerca europea. Le discariche di rifiuti tossici creano il rischio di avere figli con malformazioni congenite. Questa é la conclusione di uno studio epidemiologico finanziato dalla Commissione Europea: i risultati sono stati pubblicati in agosto dalla prestigiosa rivista medica inglese, The Lancet. Lo studio é il primo del genere in Europa. Anche se solo tre siti italiani, tutti in Toscana, sono stati inclusi nelle 21 discariche studiate, i risultati sono importantI anche per il Veneto, dove si trovano sia le discariche attive, sia quelle abbandonate. Alcune discariche abbandonate, come quelle vicino a Porto Marghera [sarebbe utile qui fare un riferimento agli articoli, per esempio nel Gazzetino, sulla scoperta di rifiuti vicino Marghera-Anthony] sono state scoperte solo di recente. Queste scoperte fanno pensare che tante discariche abbandonate nel Veneto siano ancora da trovare, un problema comune nei paesi industriali che, almeno negli Stati Uniti, Paesi Bassi, e la Germania, é stato al centro dell’attenzione delle autoritá ambientali e sanitarie fin dagli anni ‘70. La ricerca ha studiato le nascite con malformazioni congenite nelle vicinanze delle 21 discariche, trovate in 5 paesi dell’Unione Europea. Per le madri che abitavano nel raggio di 3 kilometri dalle discariche, lo studio ha rilevato un tasso elevato di malformazioni nei nascituri, incluso problemi come [non sapevo come tradurre queste terminologie mediche (Anthony): neural-tube defects, malformations of the cardiac septa, and malformations of the great arteries and veins]. Naturalmente, i ricercatori che hanno condotto questo studio sono cauti nell’interpretazione dei risultati. Infatti, il progetto Eurohazcon continua: un filone delle prossime ricerche sará dedicato allo studio delle relazioni tra la natura dei rifiuti e il livello di malformazioni. Peró, i ricercatori insistono sulla necessitá di sorvegliare con piú attenzione le relazioni tra inquinamento e salute. Infatti, i siti studiati in Toscana sono stati scelti sulla base della disponibilitá di dati: per i tre siti, tutti vicino Firenze, esistevono piani di bonifica ed anche un monitoraggio attento a livello territoriale delle patologie. Lo studio dimostra l’importanza di questo tipo di monitoraggio che collega dati sull’inquinamento con quelli sulla salute.[Questo paragrafo é da rivedere - infatti, non conosco la situazione in Veneto, ma parto dall’ipotesi che questo monitoraggio non esiste...(Anthony)] Purtroppo, un monitoraggio attento di questo genere non esiste ancora in Veneto. L’attuale caso giudiziario sui danni alla salute (cancro, in tanti casi causa di morte) degli operai che hanno lavorato nel reparto CVM dell’Enichem a Porto Marghera, e anche i rischi dell’inquinamento sulla salute delle popolazioni vicino a Marghera, sottolineano la gravitá di questi problemi in Veneto (vedere a proposito gli articoli in OV0 ed OV1). C’é anche da notare che, in alcuni paesi Europei, le autoritá pubbliche temono la diffusione di tali informazioni, come dimostra il caso dello studio Eurohazcon, che voleva includere anche alcuni siti vicino a Bilboa, nei Paesi Baschi della Spagna, nello studio: le autoritá locali e nazionali, peró, hanno deciso di non fornire i dati necessari. Si spera che le autoritá in Veneto - ed in particolare la nuova Agenzia Regionale per l’Ambiente e le Aziende di Sanitá Locali - potranno superare questo tipo d'attegiamento, ancora cosí diffuso in Italia e in veneto. |
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