SMAE

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La SMAE

Difesa Grande non è solo l'area in cui sorge la discarica, ma può considerarsi come un sito privilegiato per quanto concerne il degrado ambientale: prima ancora della discarica, era attiva la famigerata SMAE, luogo di smaltimento di rifiuti non certo "urbani" e al centro di non poche polemiche che avevano per argomento la salute di chi ci lavorava, quella della popolazione e, più in generale, la salvaguardia della qualità dell'ambiente. SMAE e discarica sembrano costituire un binomio stretto, non solo per la sintonia delle loro funzioni, ma anche per una vicinanza davvero singolare: due unità di avvilimento ambientale a pochissima distanza l'una dall'altra.
 
La SMAE SMAE e, sullo sfondo, discarica di Difesa Grande
 

 

  I tesori della SMAE   
  Sulla SMAE si sofferma la Commissione Parlamentare  di inchiesta sul ciclo dei rifiuti e sulle attività illecite ad esso connesse nella relazione conclusiva dell'11 nmarzo 1995. E' bene riportarne gli stralci significativi:
A pagina 36 della relazione, nel capitolo III, che affronta la questione dei Traffici abusivi dei rifiuti, la commissione così scrive:
"Particolari perplessità suscitano i dati relativi alla società SMAE SpA di Ariano Irpino, già oggetto di attività di indagine da parte della Commissione, che pur risultando inattiva ha conferito, secondo i dati raccolti dall'assessorato all'ambiente della regione Campania, 49,28 tonnellate di una non meglio precisata « miscela di sostanze o compo­sti organici non alogenati » alla società Servizi costieri Sri, che figura come recapito finale dei rifiuti stessi"
Nell'Allegato I A, dedicato alla situazione di Ariano e di Difesa Grande, si colgono alle pagine 56-57, le seguenti note sulla SMAE:
Alla Commissione è pervenuta documentazione  concernente la SpA SMAE (Società meridionale argille espanse) che ha uno stabili­mento nelle immediate adiacenze della discarica in oggetto, a circa 100-200 metri dalle mura perimetrali della stessa. La citata società ha sede in Lentella  (CH),  località Coccetta. La stessa avrebbe cessato l'attività in data 1° dicembre 1992 e l'at­tività svolta era la fabbricazione di prodotti ceramici refrattari. Il rappresentante legale è tale Alvaro Jame De Orléans Borbone. Al riguardo si rappresenta che a seguito di una denuncia presen­tata il 3 marzo 1987, veniva iniziato presso la pretura di Ariano Irpino un procedimento penale nei confronti degli amministratori della so­cietà per avere effettuato nello stabilimento di produzione la raccolta e lo stoccaggio provvisorio di rifiuti speciali e di rifiuti tossici e nocivi in assenza della prescritta autorizzazione. Le indagini espletate dai vigili urbani ad Ariano Irpino accertarono che presso lo stabilimento dal 22 luglio 1986 al 22 febbraio 1987 erano affluiti i sottoelencati materiali: fanghi da impianti chimico-fisici; medicinali avariati; farmaci scaduti; emulsione oleosa; acque spe­ciali; peluria (unico sacco come campione); vetri; acque vegetali da frantoio; rifiuti esausti; residui lavaggio cisterne gasolio; fanghi tossici; acque e melme viste ad olio; prodotti per la cosmesi; rifiuti di labora­torio; liquidi di carburante (fenolo NAC1); residui organici. I suddetti materiali provenivano da: Ferentino (FR); Verona; Ana-gni; Sesto Fiorentino (FI); Roma; Salerno; Prato; Rho (MI); Falconara (AN); Aquila; Guidonia (RM); Mola di Bari (BA); Terni; Aprilia (LT); Prosinone; Pomezia (RM). La quantità di materiale stoccato era la seguente:  medicinali chilogrammi 290.735; fanghi chilogrammi 99.535; liquidi chilogrammi 890.221; acque vegetali chilogrammi 527.867; per un totale di chilo­grammi 1.808.358.  
Detratte le quantità utilizzate per le prove, circa 23 mila chilo­grammi, alla data dell'accertamento rimanevano stoccati in stabili­mento chilogrammi 1.785.358 di materiali prelavorati (rifiuti mischiati con argilla). In una relazione datata 29 maggio 1987, redatta dalla USL 4 di Avellino — laboratorio di igiene e profilassi viene evidenziato, tra l'altro, che:
 
-i rifiuti solidi mescolati ad argilla giacevano nel perimetro del­l'industria in box di cemento. Essi non erano protetti in alcun modo;  
-i rifiuti liquidi erano stati accumulati in una vasca scavata nel terreno priva di impermeabilizzazione.  
In data 30 novembre 1990 il pretore di Ariano Irpino assolveva gli imputati per i reati contestati perché « il fatto non costituisce reato ». Presso la Procura della Repubblica di Ariano Irpino negli anni 91-92 è stato aperto un fascicolo contro la SpA SMAE per inquina­mento. Vi sarebbe stato sequestro preventivo dello stabilimento. Successi­vamente, a seguito dell'intervento della cassazione, il procedimento sa­rebbe stato archiviato in quanto « non sussisteva il reato per il quale si era proceduto»
commissione parlamentare di inchiesta sul ciclo dei rifiuti e sulle attivita' illecite ad esso connesse - relazione conclusiva - 11 marzo 1996  PDF
 

 

  Alcune foto  
 

                    

 lo stabilimento SMAE

 
 

                    

 
 

A sin: una panoramica con la SMAE; a destra il cancello dello stabilimento

 
 

 
     

 

 

Comunicato dei DIsobbedienti campani sull'occupazione 
della SMAE nell'agosto 2002

(MATERIALI presenti in rete) Ariano Irpino 26 agosto 2002

All'alba di oggi gli attivisti del campeggio noglobal si sono mossi in direzione di Ariano Irpino.
Obiettivo: denunciare lo scempio e la devastazione ambientale dei nostri territori, attraverso l'azione diretta e le pratiche della disobbedienza sociale.
Per qualche circostanza a noi "oscura", abbiamo trovato il luogo
dell'azione di lotta - la discarica di Difesa Grande -completamente militarizzata fin dalle prime luci dell'alba: decine di carabinieri e polizia posti a difesa di un immensa montagna di immondizia e protagonisti addirittura del blocco dei camion diretti a difesa grande, ossia l'azione di disobbedienza che ci
eravamo prefissati di praticare per alcune ore lungo le vie d'accesso alla discarica.
Una volta quindi bloccati tutti i camion grazie alla "lungimiranza" delle forze dell'ordine, che "terrorizzati" dall'ipotesi di un blocco dei camion da parte nostra, hanno loro stessi dato l'ordine di bloccare per l'intera mattinata i camion a valle (!!), i disobbedienti erano messi in condizione di portare a termine il secondo obiettivo della giornata: l'occupazione e lo smontaggio della azienda SMAE, una delle tante fabbriche di veleno
disseminate sui nostri territori, la cui riapertura è prevista ormai a
giorni, con il suo carico di rifiuti tossici interrati nei dintorni, lo
smaltimento di rifiuti speciali del tutto incontrollato e inquinante,
l'avvelenamento dei torrenti e delle falde acquifere circostanti, degli animali allevati e delle colture.
Una volta occupato lo stabilimento si è proceduto allo smantellamento e lo smontaggio degli impianti industriali: un'azione di disobbedienza tesa non solo ad arrecare danni per svariati milioni ai "signori della morte" che vogliono riaprire questa fabbrica di veleni, ma anche e soprattutto a
ritardare materialmente la sua riapertura quanto più possibile, perché ogni giorno in più di inattività dell'azienda, significa meno tumori, meno inquinamento, più salute e più vita per queste terre e queste comunità dimenticate da tutti i politici e gli amministratori.
L'azione di disobbedienza di questa mattina ad Ariano Irpino contro la fabbrica dei veleni SMAE di Ariano Irpino è un segnale politico forte che abbiamo voluto lanciare in occasione dell'apertura del vertice mondiale sull'ambiente di Johannesburg, a tutte le multinazionali dei veleni e della morte che continuano impunemente a devastare e avvelenare il nostro pianeta, i nostri territori: non possono continuare a distruggere l'ambiente e attaccare il diritto alla salute solo per aumentare i loro profitti!
I "signori della morte" (nel caso specifico l'ItalRecuperi) sappiano che non avranno vita facile perché vigileremo e ci mobiliteremo anche in forme militanti, insieme ai tanti abitanti e contadini del luogo, contro questa fabbrica di veleni e di morte, perché non è possibile speculare e lucrare sulla pelle della povera gente, perché non è possibile calpestare il diritto alla salute, perpetrare vere e proprie stragi bianche soltanto per il proprio viscido arricchimento personale.
Su questo non abbasseremo la guardia, continueremo con maggior forza la nostra mobilitazione per la difesa dell'ambiente e contro il piano regionale dei rifiuti della Regione Campania perchè crediamo che i rifiuti vanno riciclati e non inceneriti.
Lo faremo anche perchè abbiamo visto con i nostri occhi tante, troppe "mucche pazze" pascolare nei dintorni della discarica di Difesa Grande e della SMAE e sappiamo che rischiamo di ritorvarci sulle nostre tavole le loro carni, il loro latte.
Lo faremo perchè abbiamo parlato con un ragazzo del luogo che con troppo cinismo ha ammesso di avere il tumore e pochi mesi di vita, e di non essere nè il primo nè l'ultimo del suo paese a morire per i veleni di Difesa Grande.
Lo faremo perchè vogliamo vivere in un mondo migliore, respirare aria pulita e correre per le campagne incontaminate.
E i criminali sono coloro i quali ci vogliono negare questo diritto, non noi che combattiamo per conquistarcelo.                
Per una bonifica totale dell'area di Difesa Grande
Per una moratoria del Piano regionale per i rifiuti
Per lo smantellamento totale e definitivo della SMAE

LABORATORIO CAMPANO PER LA DISOBBEDIENZA SOCIALE

info: 328-1719299  Le foto sono su Indymedia Napoli:        

http://italy.indymedia.org/features/napoli/

 

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