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TUTTI
I VERI MOTIVI DELLA SITUAZIONE DI EMERGENZA RIFIUTI IN
CAMPANIA
1-La
struttura commissariale è responsabile dell’attuale
emergenza, per aver puntato esclusivamente sulla realizzazione
dei CDR - termodistruttori.
2-Neanche
la realizzazione dei termodistruttori consentirebbe di uscire
definitivamente dall’emergenza. Si potrebbe incenerire solo
la piccola parte di RSU trasformata in CDR (20-30%), ma il CDR
è di pessima qualità perché fortemente contaminato
dall’organico e da altri rifiuti anche pericolosi (con
problemi di emissioni pericolose). Il fatto di trattare
praticamente la totalità dei rifiuti negli impianti CDR
produce una quantità enorme di altri rifiuti (FOS
contaminato, sovvalli, rottami ferrosi), da conferire
esclusivamente in discariche. Quindi la politica del
Commissariato non ci ha nemmeno liberato dalle discariche,
anzi bisognerà individuarne di nuove con probabili ulteriori
sollevazioni popolari.
3- Anziché
investire fortemente sulla raccolta differenziata, rivolta
al riciclaggio della materia, (fosse anche solo per
migliorare il funzionamento dei CDR) il Commissariato si è
limitato a gestire l’ordinaria emergenza (impianti di
vagliatura, trasferimento delle “ecoballe” fuori
regione…).
Sono stati effettuati esperimenti di raccolta
differenziata spinta e compostaggio in alcuni piccoli e medi
comuni della Campania, peraltro con eccellenti risultati, ma
nessuna estensione al resto della regione (soprattutto dei
grandi comuni).
4-La
prima ordinanza che potesse favorire lo sviluppo della
differenziata è arrivata con diversi anni di ritardo, e non si
sta facendo molto per applicarla. Sarebbe interessante sapere
se sono previsti fondi in bilancio per sviluppare la
differenziata, e se ci siano mai stati prima…
5-Si
potrebbe adombrare un certo conflitto d’interesse: il
Commissariato ha un contratto con la FIBE (azienda affidataria
della realizzazione degli impianti CDR e dei termodistruttori)
per realizzare il “ciclo integrato dei rifiuti”, e ha
usato anche la forza pubblica per far realizzare gli impianti.
La raccolta differenziata non rientra affatto nel
contratto, ma resta nella responsabilità delle
amministrazioni pubbliche. La FIBE non ha alcun interesse a
promuovere la differenziata, perché viene pagata dai Comuni
per ogni Kg conferito ai CDR. Quindi se TUTTI i rifiuti vanno
al CDR, la FIBE guadagna moltissimo, più di quanto
guadagnerebbe se i suoi impianti trattassero prodotti a valle
della raccolta differenziata, come da contratto. Inoltre il
costo di smaltimento in discarica (e la
riapertura/realizzazione di nuove discariche) di FOS e
sovvalli chi lo paga? La FIBE o il Commissariato?
6-Le
ultime dichiarazioni di Catenacci, sulla possibilità di
costruire ancora più inceneritori, sono in pratica la
sconfessione del piano che ci è stato imposto come il
migliore possibile.
Alessandro
Gatto
Resp. settore rifiuti
WWF Campania
Marzo 2004
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Sulle origini della discarica, è opportuno riportare
quanto è scritto in proposito nell'esposto presentato nel giugno 2002 dalle
Associazioni di Ariano promotrici del Comitato antidiscarica e da
privati cittadini:
"A seguito della legge regionale n.
10 del 10.2,93 ("norme e procedure per lo smaltimento dei
rifiuti in Campania. Provvedimenti di emergenza delle province di
Avelline, Benevento, Casetta e Salerno"), l’lrpinia veniva
divisa in due bacini affidati,
rispettivamente, ai consorzi AVI e AV2.
Nel luglio 1993 il consorzio AV2 si
associava alla De Vizia Transfert S.p.A.,dando vita all'ASI-DEV
Ecologia s.r.L.
Quest'ultima, ben prima che la
Regione Campania avviasse la discussione del piano
per lo smaltimento dei rifiuti - cosa che avverrà soltanto il 17
febbraio successivo - inviava, il
4.2.94
, una nota con progetto allegato al
Sindaco di Ariano Irpino, dott.
Domenico Covotta, con la quale comunicava la propria disponibilità
alla "realizzazione di una discarica di prima categoria in
territorio di Ariano Irpino alla
località Difesa Grande avente una capacità di me. 1.000.000 ...
destinata a servizio dei comuni del
bacino AV 2....".
La indicazione, da parte dell'ASI-DEV
Ecologia s.r.L, della località Difesa Grande fa supporre un'intesa
occulta con FAmministrazione pro tempore di Ariano
Irpino che, sin dal novembre 1987 aveva individuato, attraverso un
proprio tecnico (cfr. deliberazione di
Giunta n. 1750 del
26.11.87
) detta località quale
possibile sede di "un nuovo impianto di discarica nell'ambito del
territorio comunale".
Tale tesi resta avvalorata dal fatto
che la proposta ASI-DEV era stata corroborata da un apposito progetto
che presupponeva, con ogni evidenza, la materiale disponibilità,
da parte della società, dell'area interessata all'impianto oltre che,
ovviamente,
la corrispondente disponibilità dell'Amministrazione comunale
quantomeno
allo svolgimento
delle operazioni
tecniche (sopralluoghi,
misurazioni, saggi, ecc. ecc.) necessari
alla redazione del progetto. Intanto,
il
15.4.94
, FASI-DEV procedeva alla stipula del
contratto di affitto con i privati proprietari dell'area interessata
nel testo del quale si legge, fra l'altro, che "per la
realizzazione degli impianti.... occorrerà redigere apposito
progetto", quando invece l'auspicato progetto era stato già
bell'e redatto in data precedente (v. nota
4.2.94
già citata).
Da questa prima parte della
cronistoria risulta evidente che FASI-DEV si è mossa sul mercato dei
rifiuti in piena sintonia con l'Amministrazione comunale di Ariano
precostituendo, di concerto con quest'ultima, tutte le condizioni
perché, all'atto delle scelte regionali, venisse indicata quale
sicura assegnataria. Occorre ricordare, a questo punto, che anche la
Giunta Regionale della Campania, presieduta all'epoca dall'arianese
Giovanni Grasso aveva dato la propria "benedizione"
all'operazione se è vero che, alla precedente ed unica indicazione
della "località Formicoso" (v. bollettino Ufficiale n. 21
del
26.4.94
) per la realizzazione di una discarica in
provincia di Avellino, si era aggiunta, a seguito dell'emendamento
presentato dal Consigliere Pennetta in data
17.2.94
(guarda caso.... appena 13 giorni dopo la
ripetuta missiva ASI-DEV al Comune di Ariano!), anche quella di Difesa
Grande, così come "proposto dal Consorzio ASI di
AV2".
Curiosamente, nel citato emendamento,
si parla di Consorzio ASI di Avelline -
e solo di questo! - quando, invece, era ormai noto che sin dal
lontano luglio 93 il consorzio medesimo si era associato alla De Vizia
Transfert S.p.A. dando vita all'ASI-DEV ECOLOGIA s.r.L
L'omissione rivela il tentativo di
fare apparire esclusivamente la parte pubblica della s.r.l. al fine di
evitare il sospetto che la parte privata
potesse avere in qualche misura influenzato la decisione del Consiglio
Regionale. Fatto sta che a beneficiare della delibera regionale è
stata soprattutto la De Vizia la quale, ancorché consorziata con FASI
2, veniva ad assicurarsi l'intera realizzazione dell'impianto, oltre
che, ovviamente, delle operazioni di raccolta, trasporto e deposito
dei rifiuti. (Non per il periodo di due anni così come avrebbe poi
disposto il decreto del Prefetto di Napoli del
22.11.94
, ma per quello di più di sette anni, quanti
sono, per l'appunto, quelli trascorsi fino ad oggi!). Fatto sta che
inesorabilmente il Prefetto delegato dott. Improta, in virtù dei
poteri conferitigli dal Governo e in nome dello stato di emergenza nel
settore dello smaltimento dei rifiuti solidi urbani della Regione
Campania, con il citato provvedimento,
approvava la richiesta delFASI-DEV, indicando definitivamente
"Difesa Grande" come sede dell'impianto di trattamento dei
rifiuti per la Provincia di Avellino e per i Comuni della Regione
Campania indicati dal Commissario delegato.
" Esposto
alla magistratura di G. La Vita e altri. Giugno 2002. ZIP
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