Storia della discarica

 home        18 e 19 Giugno 2007       dalle parole ai fatti

La storia della discarica di Difesa grande è lunga circa dieci anni. Il testo che segue ne ricostruisce le vicende fino alla primavera 2004.

commissione parlamentare

proroghe e riaperture

primavera 2004

 

Le origini

 

 

 
 

 

NULLA DI NUOVO SOTTO IL SOLE
La discarica nasce all'ombra dell'emergenza: il decreto istitutivo del Prefetto Improta così esordisce:
"Premesso che con decreto del Presidente del Consiglio...è stato dichiarato, a far data dall'11-2-94, lo stato di emergenza nel settore dello smaltimento dei rifiuti solidi urbani della regione Campania ..."
L'emergenza è la premessa da cui nasce la discarica.E' inutile aggiungere che la discarica è anche vissuta, ed è cresciuta, sull'onda dell'emergenza continua, che ormai dura da dieci anni.
 
Wreckage after devasting earthquake in Irpinia, Italy, on November 23, 1980
 
Storia di emergenze
Decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri
11.2.1994 dichiarazione dello stato di emrgenza rifiuti in Campania
18.3.1996 il Presidente della regione Campania nominato Commissario per l'emergenza rifiuti
31.10.1996 prorogata l'emergenza
31.3.1998 prorogata l'emergenza
3.12.1999 prorogata l'emergenza
15.12.2000 prorogata l'amergenza
20.12.2002 prorogata l'emergenza
9.3.2009 aggravamento dello stato di emergenza
23.12.2003 ulteriore proroga (dell'aggravamento o dell'emergenza?)

All'elenco vanno aggiunte le disposizioni, ulteriori disposizioni e misure urgenti contenute in ordinanze del Ministro dell'Interno:
Ordinanza 2470/31.10.1996
Ordinanza 2560/02.05.1997
Ordinanza 2774/31.03.1998
Ordinanza 2948/25.02.1999
Ordinanza 3011/21.10.1999
Ordinanza 3031/21.12.1999
Ordinanza 3032/21.12.1999
Ordinanza 3100/22.12.2000
Ordinanza 3111/12.03.2001
Ordinanza 3119/27.03.2001

 
Nei primi anni ’90 la Giunta(*) Regionale della Campania(**) approvò una legge sui rifiuti[i] con la quale l’Irpinia veniva divisa in due bacini territoriali affidati ai Consorzi AV1 e AV2; in quest’ultimo è compreso anche il territorio di Ariano Irpino (AV).  
Nel luglio del ‘93[ii] il Consorzio AV2 si associa ad una impresa che lavora nel campo dello smaltimento dei rifiuti: la De Vizia Transfert S.p.A. per fondare una nuova società: l’ASI-DEV ecologia s.r.l.  
La nascita di suddetta società è il primo punto degno di interesse in questa cronologia iniziale dei fatti della discarica di “Difesa Grande”. In data 4-2-1994[iii] l’ASI-DEV ecologia invia una nota, con relativo progetto, al Comune di Ariano Irpino(*) per comunicare la propria disponibilità alla realizzazione di una discarica di Ia categoria R.S.U.(*) in territorio arianese alla località Difesa Grande.  
Il primo punto non chiaro, nella serie infinita di dubbi che costellano la “storia” di questo impianto, è il fatto che l’ASI-DEV ecologia abbia inviato il suo progetto al Comune di Ariano Irpino ancor prima che la giunta regionale avviasse la discussione per il piano di smaltimento dei rifiuti; cosa che avverrà a partire dal 17-02-1994[iv], ovvero circa 20 giorni più tardi.  
Inoltre, la località Difesa Grande(*) non era “estranea” alle intenzioni della Giunta arianese che nel 1987(*), tramite il lavoro di un tecnico designato[v], aveva individuato nella medesima zona una possibile sede per l’ubicazione di un impianto di discarica per le esigenze del Comune.  
Mettendo in risalto tali fatti s’intende evidenziare uno specifico quadro politico-amministrativo che sin dalla nascita dell’impianto ha agito in maniera non sempre perfettamente trasparente, anche in questo deve ricercarsi una delle responsabilità che hanno portato la discarica di “Difesa Grande” a divenire una vera e propria bomba ecologica.  
Nei programmi originari[vi], l’attività dello sversatoio doveva durare per un tempo limite di due anni ed arrivare a contenere non più di 1.000.000 di mc di inerti.  
Con ordinanza firmata dal Presidente del Consiglio[vii] e successivo decreto prefettizio  tale progetto viene definitivamente approvato e come il TAR Campania dimostrerà l’impianto, illegittimamente, viene ubicato in violazione delle norme urbanistiche, manca la concessione edilizia, oltre che in dispregio 1) del vincolo idrogeologico gravante sulla zona, 2) dell’alto pericolo derivante dal rischio terremoti. L’Irpinia è zona rossa nella carta di sismicità del territorio nazionale.  
Durante i primi due anni di vita dell’impianto la popolazione arianese non ha mai veramente percepito la portata reale di quello che si andava profilando a Difesa Grande. La scelta del luogo d’insediamento ha favorito non poco l’atteggiamento di disinteresse dell’opinione pubblica.  
Oltre ad essere, come già precisato, una località che dista quasi 15 Km dal centro storico-commerciale del paese, Difesa Grande è ubicata in aperta campagna, in un luogo dove non si è mai avuto un traffico intenso e continuo.  
Più che gli arianesi a “patire” gli effetti derivanti dalla decomposizione dei rifiuti, cattivo odore in particolare, oltre che gli abitanti della zona, circa 200, sono soprattutto i residenti di un altro paese: Monteleone di Puglia (FG) che a linea d’aria dista dal sito pochi chilometri. Non a caso, proprio i monteleonesi, in sinergia con gli abitanti di Difesa Grande, protesteranno sin dall’inizio.
NOTE
(*)   Giunta presieduta all’epoca proprio da un arianese, il dott. Giovanni Grasso.  
(**) Il Presidente della Regione Campania riveste la carica di Commissario di Governo per l’emergenza rifiuti, bonifiche e tutela del Territorio. Legge 24 febbraio 1992, n.225.  
[i] Legge Regionale 10 febbraio 1993 n.10, Regione Campania, Norme e procedure per lo smaltimento dei rifiuti in Campania. Provvedimenti di emergenza nelle province di AV, BN, CE, SA.  
[ii]  Copia dell’esposto presentato alla Procura della Repubblica, Tribunale di Ariano Irpino, giugno 2002  
[iii] Ibidem.  
(*)   Guidato dal sindaco dott. Domenico Covotta.  
(*)   Le discariche di Ia categoria sono quelle riservate alla raccolta di rifiuti solidi urbani (R.S.U.) e assimilabili.  
[iv] Copia dell’esposto presentato alla Procura della Repubblica, Tribunale di Ariano Irpino, giugno 2002.  
(*)   Località sita in un territorio a prevalente vocazione agricola che dista più o meno 15 Km dal centro storico e 12 Km da quello commerciale del Comune di Ariano Irpino.  
(*)Sempre a guida Covotta.  
[v] Deliberazione di Giunta n° 1750 del 26-11-1987.  
[vi]  Nota 4-2-1994 con allegato progetto per l’ubicazione di una discarica a Difesa Grande, inviata al Comune di Ariano Irpino.  
[vii]  Copia esposto alla Procura della Repubblica, Tribunale di Ariano Irpino, giugno 2002

 

 
   
 

TUTTI I VERI MOTIVI DELLA SITUAZIONE DI EMERGENZA RIFIUTI IN CAMPANIA
1-La struttura commissariale è responsabile dell’attuale emergenza, per aver puntato esclusivamente sulla realizzazione dei CDR - termodistruttori.
2-Neanche la realizzazione dei termodistruttori consentirebbe di uscire definitivamente dall’emergenza. Si potrebbe incenerire solo la piccola parte di RSU trasformata in CDR (20-30%), ma il CDR è di pessima qualità perché fortemente contaminato dall’organico e da altri rifiuti anche pericolosi (con problemi di emissioni pericolose). Il fatto di trattare praticamente la totalità dei rifiuti negli impianti CDR produce una quantità enorme di altri rifiuti (FOS contaminato, sovvalli, rottami ferrosi), da conferire esclusivamente in discariche. Quindi la politica del Commissariato non ci ha nemmeno liberato dalle discariche, anzi bisognerà individuarne di nuove con probabili ulteriori sollevazioni popolari.
3- Anziché investire fortemente sulla raccolta differenziata, rivolta al riciclaggio della materia, (fosse anche solo per migliorare il funzionamento dei CDR) il Commissariato si è limitato a gestire l’ordinaria emergenza (impianti di vagliatura, trasferimento delle “ecoballe” fuori regione…).
Sono stati effettuati esperimenti di raccolta differenziata spinta e compostaggio in alcuni piccoli e medi comuni della Campania, peraltro con eccellenti risultati, ma nessuna estensione al resto della regione (soprattutto dei grandi comuni). 
4-La prima ordinanza che potesse favorire lo sviluppo della differenziata è arrivata con diversi anni di ritardo, e non si sta facendo molto per applicarla. Sarebbe interessante sapere se sono previsti fondi in bilancio per sviluppare la differenziata, e se ci siano mai stati prima…
5-Si potrebbe adombrare un certo conflitto d’interesse: il Commissariato ha un contratto con la FIBE (azienda affidataria della realizzazione degli impianti CDR e dei termodistruttori) per realizzare il “ciclo integrato dei rifiuti”, e ha usato anche la forza pubblica per far realizzare gli impianti. La raccolta differenziata non rientra affatto nel contratto, ma resta nella responsabilità delle amministrazioni pubbliche. La FIBE non ha alcun interesse a promuovere la differenziata, perché viene pagata dai Comuni per ogni Kg conferito ai CDR. Quindi se TUTTI i rifiuti vanno al CDR, la FIBE guadagna moltissimo, più di quanto guadagnerebbe se i suoi impianti trattassero prodotti a valle della raccolta differenziata, come da contratto. Inoltre il costo di smaltimento in discarica (e la riapertura/realizzazione di nuove discariche) di FOS e sovvalli chi lo paga? La FIBE o il Commissariato?
6-Le ultime dichiarazioni di Catenacci, sulla possibilità di costruire ancora più inceneritori, sono in pratica la sconfessione del piano che ci è stato imposto come il migliore possibile.

Alessandro Gatto
Resp. settore rifiuti 
WWF Campania
Marzo 2004

Sulle origini della discarica, è opportuno riportare quanto è scritto in proposito nell'esposto presentato nel giugno 2002 dalle Associazioni di Ariano promotrici del Comitato antidiscarica e da privati cittadini:
"A seguito della legge regionale n. 10 del 10.2,93 ("norme e procedure per lo smaltimento dei rifiuti in Campania. Provvedimenti di emergenza delle province di Avelline, Benevento, Casetta e Salerno"), l’lrpinia veniva divisa in due bacini affidati, rispettivamente, ai consorzi AVI e AV2. Nel luglio 1993 il consorzio AV2 si associava alla De Vizia Transfert S.p.A.,dando vita all'ASI-DEV Ecologia s.r.L.  
Quest'ultima, ben prima che la Regione Campania avviasse la discussione del piano per lo smaltimento dei rifiuti - cosa che avverrà soltanto il 17 febbraio successivo - inviava, il 4.2.94 , una nota con progetto allegato al Sindaco di Ariano Irpino, dott. Domenico Covotta, con la quale comunicava la propria disponibilità alla "realizzazione di una discarica di prima categoria in territorio di Ariano Irpino alla località Difesa Grande avente una capacità di me. 1.000.000 ... destinata a servizio dei comuni del bacino AV 2....".  
La indicazione, da parte dell'ASI-DEV Ecologia s.r.L, della località Difesa Grande fa supporre un'intesa occulta con FAmministrazione pro tempore di Ariano Irpino che, sin dal novembre 1987 aveva individuato, attraverso un proprio tecnico (cfr. deliberazione di Giunta n. 1750 del 26.11.87 ) detta località quale possibile sede di "un nuovo impianto di discarica nell'ambito del territorio comunale".  
Tale tesi resta avvalorata dal fatto che la proposta ASI-DEV era stata corroborata da un apposito progetto che presupponeva, con ogni evidenza, la materiale disponibilità, da parte della società, dell'area interessata all'impianto oltre che, ovviamente,  la corrispondente disponibilità dell'Amministrazione comunale quantomeno   allo   svolgimento   delle   operazioni   tecniche   (sopralluoghi, misurazioni, saggi, ecc. ecc.) necessari alla redazione del progetto. Intanto, il 15.4.94 , FASI-DEV procedeva alla stipula del contratto di affitto con i privati proprietari dell'area interessata nel testo del quale si legge, fra l'altro, che "per la realizzazione degli impianti.... occorrerà redigere apposito progetto", quando invece l'auspicato progetto era stato già bell'e redatto in data precedente (v. nota 4.2.94 già citata).  
Da questa prima parte della cronistoria risulta evidente che FASI-DEV si è mossa sul mercato dei rifiuti in piena sintonia con l'Amministrazione comunale di Ariano precostituendo, di concerto con quest'ultima, tutte le condizioni perché, all'atto delle scelte regionali, venisse indicata quale sicura assegnataria. Occorre ricordare, a questo punto, che anche la Giunta Regionale della Campania, presieduta all'epoca dall'arianese Giovanni Grasso aveva dato la propria "benedizione" all'operazione se è vero che, alla precedente ed unica indicazione della "località Formicoso" (v. bollettino Ufficiale n. 21 del 26.4.94 ) per la realizzazione di una discarica in provincia di Avellino, si era aggiunta, a seguito dell'emendamento presentato dal Consigliere Pennetta in data 17.2.94 (guarda caso.... appena 13 giorni dopo la ripetuta missiva ASI-DEV al Comune di Ariano!), anche quella di Difesa Grande, così come "proposto dal Consorzio ASI di AV2".  
Curiosamente, nel citato emendamento, si parla di Consorzio ASI di Avelline - e solo di questo! - quando, invece, era ormai noto che sin dal lontano luglio 93 il consorzio medesimo si era associato alla De Vizia Transfert S.p.A. dando vita all'ASI-DEV ECOLOGIA s.r.L  
L'omissione rivela il tentativo di fare apparire esclusivamente la parte pubblica della s.r.l. al fine di evitare il sospetto che la parte privata potesse avere in qualche misura influenzato la decisione del Consiglio Regionale. Fatto sta che a beneficiare della delibera regionale è stata soprattutto la De Vizia la quale, ancorché consorziata con FASI 2, veniva ad assicurarsi l'intera realizzazione dell'impianto, oltre che, ovviamente, delle operazioni di raccolta, trasporto e deposito dei rifiuti. (Non per il periodo di due anni così come avrebbe poi disposto il decreto del Prefetto di Napoli del 22.11.94 , ma per quello di più di sette anni, quanti sono, per l'appunto, quelli trascorsi fino ad oggi!). Fatto sta che inesorabilmente il Prefetto delegato dott. Improta, in virtù dei poteri conferitigli dal Governo e in nome dello stato di emergenza nel settore dello smaltimento dei rifiuti solidi urbani della Regione Campania, con il citato provvedimento, approvava la richiesta delFASI-DEV, indicando definitivamente "Difesa Grande" come sede dell'impianto di trattamento dei rifiuti per la Provincia di Avellino e per i Comuni della Regione Campania indicati dal Commissario delegato.
"

Esposto alla magistratura di G. La Vita e altri. Giugno 2002. ZIP

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